intervista

Veronesi: «Portiamo il lusso accessibile di Falconeri a Tokyo e New York»

Incontro con l’ad del gruppo Calzedonia, al quale il marchio fa capo: «Nel 2019 crescita a due cifre e l’apertura di nuovi mercati»

di Giulia Crivelli


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3' di lettura

Oggi a Milano inizia la settimana della moda, con sessanta sfilate e oltre cento presentazioni in showroom, che animeranno la città fino a lunedì prossimo. Ma c'è chi la sfilata l'ha già fatta: Falconeri, il marchio col posizionamento più alto del gruppo Calzedonia, che ha allestito un evento speciale settimana scorsa nell'Auditorium aziendale, alle porte di Verona.

Una formula sperimentata con successo per altri marchi del gruppo, utilizzata per la prima volta per Falconeri. Rispetto alla tornata di sfilate che hanno già toccato New York e Londra, che ora arrivano a Milano e che si chiuderanno, come di consueto, a Parigi, è diversa pure la stagionalità. Falconeri ha portato in passerella la collezione autunno-inverno, quella nei negozi ora, in attesa che le temperature scendano, potremmo aggiungere. Mentre a Milano, come sempre per la fashion week settembrina, ci saranno le collezioni (170 in tutto) per la primavera-estate 2020.

Possono sembrare differenze da poco, importanti solo per chi segue la moda da vicino, ma non è così. Location e stagionalità riflettono lo spirito con il quale Sandro Veronesi, presidente del gruppo Calzedonia, ha ideato l'evento. «Siamo un'azienda che lavora nella moda e sicuramente guardiamo ai grandi marchi e alle maison italiane e straniere per ispirarci, perché in molti ambiti hanno esperienze più lunghe della nostra. Allo stesso tempo però siamo un gruppo sui generis – spiega Sandro Veronesi –. Non abbiamo mai organizzato vere e proprie sfilate nel calendario della moda milanese, costruiamo i nostri eventi qui a Verona. Invitiamo buyer e manager dei negozi da tutto il mondo e apriamo le porte a tanti altri dipendenti. Per il resto, sono piccoli kolossal anche le nostre sfilate, con celeb, vip e testimonial nelle prime file, streaming e allestimenti spettacolari».

Per Falconeri, specializzato in abbigliamento in cashmere e altri filati pregiati, modelle e modelli hanno sfilato su una passerella innevata e con calzature da montagna. «È un momento magico per Falconeri – aggiunge Veronesi –. La differenza la faranno i prossimi mesi, meteo permettendo, ma sarà comunque un anno di crescita a due cifre. La sfilata è stata l'occasione per aggiungere al nome del brand la dicitura “superior cashmere”, che serve a sottolineare l'ottimo rapporto qualità-prezzo di Falconeri. Grazie a un modello di business molto efficiente, a sinergie di gruppo su alcune fasi del processo produttivo e all'esperienza nel retail fatta con i brand Calzedonia, Intimissimi e Tezenis, siamo in grado di offrire un prodotto in cashmere di altissima qualità a un prezzo accessibile. Non è fast fashion né low cost, ma neppure lusso».

Nel 2018 i ricavi del gruppo Calzedonia (che controlla anche Atelier Emé e Signorvino) sono cresciuti del 2% a cambi costanti a 2,3 miliardi. Il fatturato del solo brand Falconeri, rilevato da Veronesi nel 2009, nel 2018 è stato di circa 70 milioni, ma i margini di crescita, in Italia e all'estero, sono enormi. «Negli ultimi anni abbiamo fatto un grande investimento nel reshoring e ora Falconeri è quasi interamente made in Italy. Il filato viene ovviamente dalla Mongolia, dove scegliamo gli allevatori secondo i più alti standard di sostenibilità sociale, ma viene poi lavorato a Biella e trasformato in maglieria nella nostra fabbrica di Avio, vicino a Trento», ricorda Veronesi.

La sostenibilità è sociale, per Falconeri e per l'intero gruppo (il welfare aziende di Calzedonia è tra i più avanzati del tessile-abbigliamento), e ambientale: «Siamo da sempre impegnati a ridurre i consumi di acqua, energia, prodotti chimici inquinanti. Ma per Falconeri abbiamo appena fatto un passo in più, abbracciando l’economia circolare, con il progetto Regeneration».

L'espansione all'estero, come è avvenuto per gli altri marchi, passa dal retail: alla fine del 2018 Calzedonia aveva 4.671 punti vendita, 2.965 all'estero e 1.706 in Italia. «Per Falconeri stiamo per aprire a New York, Hong Kong, Tokyo e Madrid: tutti mercati nuovi, mentre siamo già presenti in Germania, Svizzera, Austria e Russia», anticipa il presidente del gruppo. Il target asiatico è particolarmente ambizioso, vista la presenza di un colosso come il marchio giapponese Uniqlo, che ha appena aperto il suo primo negozio in Italia, proprio a Milano, e che ha entry price nel cashmere ancora più bassi di Falconeri. «Sono da sempre ammirato dal rapporto qualità-prezzo di Uniqlo, è il tipo di concorrenza che fa bene sia a noi sia al consumatore: un bel golf di cashmere non deve costare per forza 400 euro per essere di qualità. Allo stesso tempo – conclude Veronesi – il valore aggiunto di Falconeri è lo stile italiano, la creatività che si aggiunge alla qualità. Per questo credo in un futuro brillante per il brand».

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