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Versace traina Capri Holding, riviste le stime per l’esercizio

Acquisita un anno fa, la maison compensa i cali di Michael Kors e Jimmy Choo. Il ceo John Idol conferma il target di medio termine di 2 miliardi di ricavi

di Eleonora Micheli


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2' di lettura

Versace torna a crescere e spinge il fatturato di Capri Holding, il gruppo americano che l’ha acquistata nel settembre del 2018 e che possiede anche i marchi Michael Kors (lusso accessibile) e Jimmy Choo (scarpe di lusso).

Nel periodo aprile-giugno 2019, primo trimestre dell’esercizio fiscale 2019-2020, i ricavi di Versace sono cresciuti a doppia cifra a 207 milioni di dollari, ma si registra una perdita a livello operativo. Al netto di voci straordinarie (adjusted) il risultato operativo è stato positivo per 3 milioni, con un margine pari all’1,4%. Come indicato nel corso della conference call dai vertici di Capri Holding, la strada per il rilancio di Versace è ancora lunga, ma le prospettive sono buone.

Al momento dell’acquisizione, quasi un anno fa, John Idol, presidente e ceo del gruppo, aveva promesso di spingere nel lungo periodo il fatturato della sola Versace a circa 2 miliardi di dollari e quello di Capri Holding a 8 miliardi. Stime che ieri sono state confermate, anche se le previsioni per l’esercizio 19-20 sono state riviste al ribasso. I ricavi sono attesi a 5,8 miliardi di dollari, rispetto ai 6 miliardi indicati lo scorso maggio, quando erano stati diffusi i conti del 2018-2019, archiviati con un giro d’affari di 5,2 miliardi. John Idol ha però sottolineato che l’utile netto per azione del 19-20 è per adesso confermato a 4,95 dollari, nonostante un contesto di cambi sfavorevoli e a dispetto dell’impatto della guerra dei dazi, che colpirà le merci prodotte in Cina. Una sforbiciata alle previsioni era necessaria, visti i numeri di Michael Kors e Jimmy Choo. I ricavi del primo sono scesi del 4,8% a cambi correnti (-3% a cambi costanti) a 981 milioni dollari e nelle sole Americhe il calo è stato di 37 milioni. Le vendite hanno rallentato il passo anche in Europa, mentre hanno retto in Asia, grazie agli acquisti dei cinesi attivi nello shopping sia in patria sia come turisti nei Paesi vicini. Il risultato operativo del brand è peggiorato del 12,6% a 201 milioni. Jimmy Choo ha invece accusato una frenata delle vendite dell’8,8% a 158 milioni di dollari, dopo la corsa registrata nei mesi gennaio-marzo, pari al 28,7%. Il risultato operativo del marchio di scarpe e borse di alta gamma si è dimezzato a 11 milioni (anche se a livello adjusted è stato 25 milioni). Nel corso della conference call è stato però indicato che il mercato ha accolto bene i nuovi modelli e sta apprezzando in particolare le sneaker, la categoria di scarpe in maggior crescita anche per i brand del lusso.

Per il secondo trimestre dell’esercizio (luglio-settembre), i vertici di Capri prevedono che Versace continuerà a crescere, ma a un passo più ridotto, attorno al 5%, per un giro d’affari stimato a 220 milioni. Per contro rimarranno stabili le vendite di Michael Kors (a 1,1 miliardi) e di Jimmy Choo (a 125 milioni), per il quale sono previsti margini negativi. Comunque positiva la reazione di Wall Street alla trimestrale, complice l’annuncio che il gruppo lancerà un’operazione di riacquisto di azioni proprie per 500 milioni di dollari.

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