È scontro sul polo chimico

Versalis, salta il tavolo di mediazione: Brindisi gli impianti restano fermi

In salita il confronto tra l’azienda e il sindaco Riccardo Rossi, che con due ordinanze ha chiesto lo stop delle attività per motivi di tutela ambientale

di Domenico Palmiotti

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(IMAGOECONOMICA)

In salita il confronto tra l’azienda e il sindaco Riccardo Rossi, che con due ordinanze ha chiesto lo stop delle attività per motivi di tutela ambientale


3' di lettura

A una settimana dalla prima ordinanza del sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, restano bloccati gli impianti del polo chimico Versalis. Si inasprisce così il conflitto tra sindaco, che imputa all’azienda emissioni odorigene con impatto sulla qualità dell’aria, e azienda, che replica dichiarando «impossibile la connessione causale tra i fenomeni registrati e le attività Versalis».

Saltato anche il tentativo di mediazione che la Regione Puglia ha tentato nei giorni scorsi. Alla base delle «azioni messe in atto dal sindaco», non c’è, dice Versalis, «alcuna preliminare indagine sulla realtà del fatti». L’azienda dichiara che parteciperà a un incontro «soltanto successivamente alla revoca dell’ordinanza del sindaco e la conseguente ripresa delle attività industriali».

Sul piano legale, intanto, Versalis ha già intrapreso due iniziative. Anzitutto, un’istanza di accesso alla relazione di Arpa Puglia dopo il sopralluogo del 20 maggio nello stabilimento e che è alla base dell’ordinanza di stop del sindaco. Eppoi, un’istanza di riesame dei provvedimenti di Rossi. Uno del 20 maggio, poi rettificato il 22 maggio, nel quale il sindaco chiede a Versalis «l’immediata sospensione dell’esercizio dell’impianto di cracking per la produzione di etilene e propilene P1CR», ed un altro del 26 maggio dove si parla di «sensibile peggioramento qualità aria-ambiente».

Citando i dati Arpa Puglia, Versalis dichiara «che la qualità dell’aria registrata dalla rete di monitoraggio delle centraline di Brindisi risulta migliorata nell’ultimo decennio e ben all’interno dei parametri previsti dalle normative sulla qualità dell’aria».

«Tutti gli inquinanti hanno un trend in diminuzione e in particolare il benzene, a partire dal 2013, non rappresenta una criticità», rileva Versalis. Che poi evidenzia come l’ordinanza del 20 maggio il sindaco l’abbia firmata mentre Arpa Puglia effettuava il sopralluogo in stabilimento. Vista la «concomitanza temporale», il provvedimento non poteva considerare gli esiti della verifica.

Inoltre, circa i picchi di concentrazione di benzene dal 16 al 21 maggio, «la direzione del vento era tale da porre le centraline di monitoraggio dell’aria di Arpa Puglia sopravento rispetto allo stabilimento». E quindi, sostiene la società, le emissioni erano di «fonti completamente estranee a Versalis».

Sono poco più di un migliaio gli addetti Versalis, tra diretti petrolchimico e indiretti. L’impianto di Brindisi rappresenta il 30% della produzione nazionale di etilene ed alimenta filiere importanti come l’imballaggio alimentare e industriale, l’agricoltura e il farmaceutico.

Ci sono «potenziali ripercussioni sulla stabilità di oltre mille posti di lavoro», paventa Versalis. Replica il sindaco di Brindisi: «Versalis non pensi di far pagare le ordinanze ai lavoratori con la cassa integrazione. Se si contestano le ordinanze, ci sono altre sedi per far valere le proprie ragioni».

«Versalis ci aveva detto che aveva bisogno di 10 giorni di tempo per mettere in sicurezza gli impianti, tempo che sta scadendo, dopodiché avrebbe deciso cosa fare - dichiara Emiliano Giannoccaro, segretario Femca Cisl -. Il rischio della cassa integrazione è reale e già l’indotto è in sofferenza. Stiamo di nuovo attivando il prefetto di Brindisi e il 3 giugno faremo un’assemblea con i lavoratori. La cosa singolare è che il 28 maggio la centralina Sisri registra un picco di benzene, 3 microgrammi per metro cubo d'aria, mentre Versalis è ferma. Ma nessuno ne parla».

E intanto per lunedì 1 giugno è stato convocato un vertice nella Prefettura di Brindisi. Lo si apprende da fonti sindacali. È prevista la partecipazione del sottosegretario del Mise Alessandra Todde.

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