Le manovre nella maggioranza

Dal voto al Senato alla dote per i diciottenni, giovani sempre più «corteggiati» dalla politica

Verso 4 milioni di diciottenni in più al voto. Il disegno di legge costituzionale, all’esame della Camera in terza lettura, amplia l’elettorato attivo per il Senato, delineando allo stesso tempo un nuovo serbatoio di voti e di consenso. Di qui le proposte che dividono la maggioranza

di Andrea Carli

Salvini: "Imposta proposta da Letta? Prima tassare Amazon"

2' di lettura

É la politica che, in un certo senso, “marca stretto” la politica. Da una parte c’è una riforma costituzionale, che prende gradualmente forma sulla spinta di un disegno di legge all’esame della Camera, in terza lettura dopo il secondo giro di boa a Palazzo Madama (gli step previsti per il via libera alle proposte di riforma costituzionale sono quattro). Lo scopo del provvedimento è “svecchiare” il Senato, garantendo diritto di voto a chi diventa maggiorenne. Una strategia che coinvolge circa quattro milioni e mezzo di giovani, potenziali voti.

Dall’altra il pressing a tutto campo dei leader di due delle principali forze di maggioranza, il segretario del Pd Enrico Letta e quello della Lega Matteo Salvini: si sono fatti avanti con proposte ad hoc proprio per quel target giovanile. Insomma, giovani sempre più al centro della partita politica per la creazione del consenso, con un occhio già alla prossima tornata delle politiche.

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Letta: tassare rendite. Salvini: semmai puntiamo su Amazon

Ha cominciato Letta. Il segretario del Pd ha proposto di istituire una dote da 10mila euro per i diciottenni da finanziare con una tassa fino al 20% sulle eredità immobiliari che valgano 5 milioni, una misura che «riguarda l'1% della popolazione». A stretto giro il leghista Salvini, nello stoppare la proposta del segretario del Pd, ha rilanciato: «Semmai, tassiamo le multinazionali, senza fare nomi e cognomi: Amazon». Sullo sfondo del botta e risposta tra Pd e Lega, una scadenza che si fa sempre più vicina, quella del 30 giugno. Entro quella data infatti le commissioni Finanze di Camera e Senato dovranno presentare il loro documento di indirizzo sulla legge delega che farà da cornice alla riforma del fisco.

La frenata di Draghi alla proposta del segretario del Pd

La proposta di Letta è stata frenata dal capo del governo che, nella conferenza stampa di presentazione delle misure del decreto Sostegni bis da 40 miliardi, ha fatto presente che «non ne abbiamo mai parlato», aggiungendo: «Non è il momento di prendere i soldi ai cittadini, ma di darli».

Cosa prevede il Ddl di riforma costituzionale

Il Ddl sul voto 18enni, che modifica l'articolo 58 della Costituzione, si compone di un unico articolo che - attraverso la modifica dell'articolo 58, primo comma della Costituzione - modifica il requisito anagrafico per essere elettori (elettorato attivo) del Senato. Al prima comma dell'articolo 58, che riguarda l'elezione del Senato, si prevede infatti la soppressione delle parole: «dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di età». Cosicchè il testo costituzionale risultante reciterebbe: «I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto». Con questa modifica, il dettato costituzionale circa l'elettorato attivo per il Senato della Repubblica verrebbe uniformato a quello previsto per la Camera dei deputati (dall'articolo 56, primo comma della Costituzione: «La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto»). Anche i più giovani potrebbero decidere chi, a loro avviso, dovrà sedere negli scranni dell’aula di palazzo Madama. E le forze politiche hanno alzato le antenne, sensibili a nuovi segmenti di consenso. Sullo sfondo, aleggia lo “spettro” della riforma costituzionale che ha tagliato di un terzo il numero dei parlamentari.

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