IL GOVERNO GIALLO VERDE

Verso le Europee: Di Battista battitore libero in marcatura stretta su Salvini

di Andrea Carli

4' di lettura

Da qui al 26 maggio, giorno delle elezioni europee, sarà una marcatura stretta, a uomo, asfissiante, modello Claudio Gentile, l’ex difensore della Nazionale che nel Mondiale del 1982 fermò con maniere rudi Maradona e Zico. Alessandro Di Battista è rientrato da poco dall’America Latina con la missione di arginare la presenza mediatica del leader della Lega Matteo Salvini (e la corsa del Carroccio nei sondaggi), e di farlo in virtù della veste di “battitore libero”, spoglio di incarichi istituzionali.

Un ruolo di interdizione anche muscolare che Di Maio, vicepremier in un esecutivo che trae la sua linfa vitale dall’accordo di governo tra i due azionisti di maggioranza M5s e Lega, avrebbe difficoltà a ricoprire. Un contributo, quello che attende il “Dibba”, che si sviluppa soprattutto attraverso dichiarazioni al fulmicotone piombate sulle spalle del leghista, alleato di governo ma concorrente alle prossime tornate elettorali, sia prima della nascita dell’esecutivo giallo verde, sia dopo.

Loading...

L’ultimo “tackle” sulla cena «da ancien régime»
Partiamo dall’ultimo affondo. È il più recente: tre giorni fa: Di Battista attacca frontalmente il ministro dell’Interno per non aver detto no a una cena di beneficenza, alla quale hanno partecipato diversi renziani, tra i quali Maria Elena Boschi. «Salvini torna in te, cosa ci vai a fare a una cena da ancien régime?», affonda il frontman 5s dal suo profilo facebook. Una cena, sottolinea, «insieme alle Boschi, ai Letta, ai Lotti e ai Carrai? Oltretutto certi soggetti sono ormai come i fili della luce. Quel mondo lì è un mondo grigio dal quale chi parla di cambiamento farebbe bene a starne lontano. Molto lontano». A stretto giro giunge la replica del capo del Carroccio: «Perché dovrei stare lontano da Nordio, dalla Severino, da Cairo. Il mio dovere è incontrare e ascoltare tutti. Il novanta per cento di giudici, avvocati e magistrati fa bene il proprio lavoro e vogliono fare ancora meglio e quindi è mio dovere esserci. Da persona educata se mi invitano vado e non per l’onorevole Boschi. Alleanza? Dove c’è Renzi non ci sono io. Se vado ad ascoltare degli imprenditori dove c’è anche Renzi divento renziano? Mi sembra un ragionamento bizzarro».

«Salvini pompato vergognosamente dai media»
Lunedì 10 settembre. Il trend dei sondaggi, che segnalano il sorpasso della Lega sul M5s, unito alle tensioni striscianti nel governo in vista del varo della manovra, spingono i vertici pentastellati a reagire. Di Battista è ancora in Guatemala. Da qui attacca Salvini sulla sentenza che condanna la Lega a restituire 49 milioni di fondi pubblici. E avverte il socio di governo che fermare la nazionalizzazione di Autostrade e il ddl anticorruzione targato M5s vorrebbe dire «sputtanarsi».«I sondaggi danno la Lega avanti al M5S? Penso che Salvini sia pompato dal sistema mediatico in maniera vergognosa - afferma in occasione di un’intervista a Otto e mezzo, in collegamento dal paese dell’America latina -. Specie “Repubblica” dice che è fascista però si comporta come l’istituto Luce con Mussolini, ma alla fine conteranno i fatti. Lo fanno perché il Movimento cinque stelle fa molta più paura». L’attacco alla Lega si fa durissimo sui fondi da restituire: «Rendano il maltolto fino all’ultimo centesimo. Non c’è nessuna sentenza politica, ma quando mai?».

L’interpretazione Lega: attacca Salvini per colpire Di Maio
La Lega interpreta questi affondi dal Guatemala come un tentativo di indebolire il leader M5s, Luigi Di Maio. «Di Battista parla come Renzi e Saviano. Attacca Salvini per colpire Di Maio», osserva in quei giorni il capogruppo della Lega Massimiliano Romeo. I leghisti, che non nascondono irritazione, rilanciano il sospetto: Di Battista attacca la Lega per aprire un varco a una nuova maggioranza di governo M5s-Pd?, è il dubbio di un parlamentare. Di Battista nega: «Io e Luigi siamo indissolubili - sottolinea -. A dicembre torno, non so se in prima fila ma non mi candiderò mai alle europee».

«Salvini come Dudù: muove la bocca quando parla Berlusconi»
In realtà quello del pungolatore di Salvini è un ruolo che il pentastellato ricopre da tempo. Venerdì 13 aprile: la nascita del governo giallo verde targato Conte è ancora lontana (l’esecutivo entrerà in carica il primo giugno). È il momento in cui pentastellati e leghisti si lanciano messaggi in via indiretta, alla ricerca di un punto di incontro. E Di Battista lo fa nel suo stile. «Salvini ieri sembrava Dudù (il riferimento è al cane del leader di Forza Italia, ndr), Berlusconi parlava e lui muoveva la bocca. Tutto questo segnala qualcosa che non va in questo paese. Mi auguro che questo Paese possa liberarsi del berlusconismo», confida a margine di un incontro al Festival del Giornalismo di Perugia. «Spero che Salvini abbia il coraggio di staccarsi da Berlusconi, ma forse non può farlo - aggiunge -. Forse ci sono cose che non sappiamo. Si parla di fideiussioni, di quattrini dati alla Lega...». Alla fine M5s e Lega troveranno un’intesa, sottoscriveranno un contratto “del governo del cambiamento”, e diventeranno partner di governo.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti