Pass fra aree di colore diverso

Dal 26 aprile tornano zone gialle, attività all’aperto e spostamenti tra regioni. Arriva il pass libera tutti. Draghi: rischio ragionato, fondamentali i comportamenti

Scuole in presenza anche alle superiori, solo nelle rosse fino alla terza media

di Nicoletta Cottone

Draghi, la road map sulle riaperture in diretta da palazzo Chigi

5' di lettura

«Si può guardare al futuro con prudente ottimismo e fiducia». Lo ha detto aprendo la conferenza stampa a palazzo Chigi il premier Mario Draghi, che ha illustrato la road map delle riaperture insieme al ministro della Salute Roberto Speranza. Il premier ha annunciato che si anticipano alcune riaperture al 26 aprile, con «un rischio ragionato fondato sui dati. Che sono in miglioramento».

Nell'economia, ha detto Draghi, «avremo un rimbalzo molto forte nei prossimi mesi e poi dovremo attestarci su un livello di crescita che ci permetta di uscire dall'alto debito. Il rimbalzo è certo, non è sicuro quanto forte sarà, quello su cui dobbiamo lavorare è di assicurare che dopo la ripresa continueremo a crescere nella misura necessaria per tornare ad essere un Paese che cresce».

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Tornano le zone gialle con maggiori libertà

Insomma, «si anticipa al 26 aprile mese l'introduzione della zona gialla, ma si introduce un cambiamento rispetto al passato: si dà precedenza all'attività all'aperto compresa la ristorazione a pranzo e a cena, e le scuole di ogni ordine e grado che riaprono in presenza».

Tornano dunque le zone gialle, ma rafforzate, dal 26 aprile. Qui saranno consentite ristorazione, sport e spettacolo, ma solo all'aperto. Con ristoranti all’aperto open anche la sera. Dal 26 aprile teatri, cinema e spettacoli saranno consentiti all'aperto, mentre al chiuso gli spettacoli saranno consentiti con stringenti limiti di capienza. «É una scommessa sulla crescita», ha spiegato Draghi.

Cosa è il pass libera-tutti

«Gli spostamenti saranno consentiti tra regioni gialle e con un pass tra regioni di colori diversi», ha spiegato il premier. Norme che rappresentano le basi per il rilancio dell’economia. Il pass, hanno poi spiegato fonti di palazzo Chigi, attesterà la sussistenza di una delle seguenti condizioni: avvenuta vaccinazione, esecuzione di un test Covid negativo in un arco temporale da definire, avvenuta guarigione dal Covid. Chi ottiene il pass ha la possibilità di spostarsi liberamente nel territorio nazionale; accedere a determinati eventi (culturali, sportivi) riservati ai soggetti muniti di pass.

Stabilimenti balneari e piscine all’aperto open dal 15 maggio

Dal 26 aprile saranno consentiti gli sport all’aperto. Per la riapertura di stabilimenti balneari e piscine all'aperto bisognerà aspettare il 15 maggio. Invece la riapertura delle palestre al chiuso slitta al 1° giugno il primo giugno. Dal 1° luglio potranno riaprire i battenti che le principali manifestazioni fieristiche del Paese.

A scuola in presenza, nelle zone rosse fino alla terza media

Dalla stessa data dovrebbero riaprire in presenza tutte le scuole, anche le superiori, tranne che nelle zone rosse, dove gli alunni saranno in classe fino alla terza media. Alle superiori al 50 per cento. Resta il coprifuoco fino alle 22, come attualmente in vigore.

Semplificare le norme per gli investimenti

«Se la crescita si traduce in quel che ci aspettiamo sarà una crescita sostenibile e rispettosa del'ambiente. Il Pnrr è il piano in cui è spiegata transizione ecologica», ha detto il premier Mario Draghi in conferenza stampa. «Noi faremo dei debiti», ma «gli investimenti devono essere ben individuati, ben progettati e ben realizzati. Perché lo siano le norme devono essere semplificate» e vale anche per il Pnrr. «La condizione necessaria è che le norme per gli investimenti siano semplificate, questo vale per il Pnnr e per il Fondo di accompagnamento», ha detto Draghi. Il Pnrr «è fatto di 191,5 miliardi circa, di cui 69 a fondo perduto, 122 prestiti, più 30 del fondo di accompagnamento al Pnrr». Il premier ha sottolineato come sia necessario semplificare le norme per gli investimenti. Ha parlato del decreto sostegni, «segnato da rapidità dei pagamenti, dal 30 marzo a oggi sono stati pagati due miliardi nella prima settimana e nella seconda un miliardo, ma i pagamenti non sono ancora terminati». Draghi ha detto che «dobbiamo tornare a essere un paese che cresce».

Debito alto? Regole diverse e non si tornerà a quelle di prima

Dal deficit «si rientra con un percorso che solo nel 2025 vedrà il 3%: è una scommessa sulla crescita, se sarà quella che ci attendiamo, noi la vinciamo senza pensare a una manovra correttiva negli anni a venire. Ora non ci stiamo pensando», ha detto il premier.«Il criterio per uscire dalla situazione di alto debito - ha precisato Draghi - è produrre la crescita su cui puntiamo, non credo che la situazione sarebbe diversa se avessimo fatto 30 miliardi anziché 40. Con gli occhi di ieri sarebbe stato preoccupante, con gli occhi di oggi non lo è perché la pandemia ha cambiato tutto, le regole europee, i tassi di interesse sono crollati dal 3% allo 0,5 o addirittura negativi. Non è previsto che le regole tornino come era prima domani, vi sarà una discussione che durerà tutto l'anno prossimo e siccome tutti i paesi sono in una situazione simile si lavorerà a una soluzione di buonsenso per la riduzione del debiot/Pil».

Norme scrupolose, con mascherine e distanziamenti

«Questo rischio che incontra le aspettative dei cittadini - ha avvertito Draghi - si fonda su una premessa: che i comportamenti siano osservati scrupolosamente, come mascherine e distanziamenti, nelle realtà riaperte». Draghi ha auspicato l’attenzione delle istituzioni e forze del'ordine: «In questo modo il rischio si trasforma in opportunità». Draghi, che ha dimostrato una grande capacità di ascolto, traccia dunque il cronoprogramma delle riaperture, tenendo conto dell’andamento dei contagi e di come sta procedendo il piano vaccinale. Nela conferenza stampa il disegno di quello che il governatore della Liguria Giovanni Toti ha definito «una road map verso la libertà».

La comunicazione diretta del premier

Esattamente come ha fatto per i vaccini, Draghi parla di persona delle decisioni che il governo sta assumento per allentare le restrizioni. Nella cabina di regia alla fine la decisione è stata presa all’unanimità. «É chiaro - ha detto Draghi - che si arriva a una decisione così importante con punti di vista che, per forza di cose, non sono uguali. Non foss'altro perché le decisioni sono tante. In comune c'era la strada dove andare, poi esistevano diversità di vedute su alcuni aspetti. Ma sono contento che la decisione è stata presa all'unanimità, non a maggioranza». D’altra parte le ferite all’economia causate dal coronavirus sono enormi: la pandemia, per esempio, ha tagliato di quasi 130 miliardi i consumi, crollati dell’11,8% nel 2020 rispetto all'anno precedente, con alberghi e i ristoranti che registrano un calo del 40,2 per cento.

Stimo e ho voluto Speranza, critiche infondate

«Credo che le critiche al ministro Speranza dovevano trovare pace fin dall'inizio, non erano né fondate né giustificate. Ho già detto l'altra volta che lo stimo e l'ho voluto io nel Governo», ha detto il presidente del Consiglio.

Il primo desiderio degli italiani è abbracciarsi

Il primo desiderio degli italiani? Tornare ad abbracciarsi. Lo attesta un sondaggio di Coldiretti: per quasi 1 italiano su 3 (32%) la possibilità di tornare ad abbracciarsi è il primo desiderio da realizzare con l’uscita dall’emergenza Covid che ha mutato radicalmente le abitudini di vita degli italiani. Al secondo posto le cene al ristorante, priorità per il 30% degli italiani che sperano anche nelle riaperture serali. Il 23% vorrebbe fare una festa con parenti e amici per lasciarsi alle spalle i lockdown tra le mura domestiche. Il primo sogno dell’8% è di andare a un concerto o a uno spettacolo teatrale, il 6% ha come priorità tornare in palestra, anche per perdere i chili accumulati stando chiusi in casa

Le proposte delle regioni per ripartire

Le Regioni hanno inviato al premier il 15 aprile un piano per le riaperture. Fra le proposte delle regioni per far ripartire il paese ci sono: due metri di distanza in palestre, al cinema, a teatro e nei ristoranti, dove la consumazione al banco sarebbe vietata dopo le 14. Linee guida per la riapertura delle attività lanciate dai governatori e vagliate dal Comitato tecnico scientifico e dall’Esecutivo.

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