Interventi

Verso un modello ibrido di apprendimento

di Franco Amicucci

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(BullRun - stock.adobe.com)


3' di lettura

Con la pandemia, nelle scuole e nella società le parole eLearning, Didattica a Distanza, Formazione online, Teleformazione, sono diventate familiari alla maggior parte delle persone. Nel 2019 le previsioni del tasso annuo di crescita del settore eLearning nel mondo, calcolato fino al 2025, era di circa l’8%, ma con l’impennata del lockdown si stima possa andare oltre il 10% annuo, con un volume d’affari previsto in oltre 300 miliardi a livello globale nel 2025.

Ma da cosa è composto questo settore, quali i segmenti e quali i mercati più significativi in Italia?

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La classificazione tradizionale, finora, ha individuato due grandi aree, quella delle piattaforme digitali e quella della produzione dei contenuti e 4 diversi mercati, rappresentati rispettivamente dalle Università telematiche, dalla formazione online degli Ordini professionali, delle aziende private e pubbliche e infine dal mercato dei singoli cittadini che accedono alle piattaforme di formazione online.

Le piattaforme digitali comprendono le piattaforme eLearning e le piattaforme per seguire webinar e videoformazione in diretta.

Le tradizionali piattaforme eLearning, che possono essere open source, come Moodle, o proprietarie, come Cornestone o Docebo, sono vere e proprie biblioteche virtuali che contengono corsi eLearning, ai quali è possibile accedere tramite password individuale. Questa modalità di formazione viene definita «asincrona», perché lo studente decide autonomamente orari e tempi da dedicare alla sua formazione, senza interagire con docenti o colleghi.

Durante la fase di lockdown milioni di studenti e lavoratori hanno invece sperimentato una modalità diversa, quella dei webinar, definita sincrona perché, pur a distanza, si mantiene un rapporto diretto tra l’allievo e il docente grazie a piattaforme come Teams, Webex, Zoom e altre simili.

Il trend a cui assistiamo in questa fase di ritorno alla normalità, è quello della stabilizzazione di un modello ibrido, con aule sempre più brevi integrate con la formazione online, sia sincrona che asincrona.

Per quanto riguarda il mondo dei contenuti eLearning, l’esperienza di questi anni ha dimostrato che qualunque conoscenza tecnica, contenuto scolastico, cultura umanistica può essere trasformata in corso eLearning, corso che sarà poi collocato all’interno delle piattaforme digitali.

Il mondo dei contenuti eLearning vede due distinte aree in forte sviluppo: la prima è data dalla produzione eLearning su misura, con corsi costruiti su una specifica esigenza aziendale, ad esempio su prodotti o procedure aziendali, per formare velocemente le reti vendita disperse sul territorio nazionale o internazionale o tutto il personale. Sono presenti nel mercato italiano oltre 70 società, la maggior parte piccolissime, che sviluppano i corsi eLearning per le aziende. La seconda grande area è quella delle library di corsi eLearning già predisposti, cataloghi che le aziende possono acquistare e inserire all’interno delle proprie piattaforme eLearning o far fruire al proprio personale utilizzando la piattaforma del fornitore. Questa è l’area specifica dei corsi d’inglese, della formazione obbligatoria, delle competenze digitali, delle soft skills, delle competenze manageriali, che sono comuni e trasversali alle diverse organizzazioni e settori. Un’area dove sono presenti player mondiali come Linkedin Learning, Ted, Moocs (Massive Open online courses), Coursera, Edx o piattaforme come Udemy con corsi in parte gratuiti e in parte a pagamento, prevalentemente in inglese.

Si prospetta un futuro ricco di opportunità dove l’interazione umana data dalla relazione docente studente non scomparirà: anzi, se saremo in grado di cogliere le potenzialità dei nuovi ambienti digitali, si potrà aprire una nuova stagione che alcuni iniziano a definire di umanesimo digitale, dove si riafferma la centralità della persona, grazie all’immersione in quello che ormai possiamo definire “ecosistemi di apprendimento” ibrido, tra fisico e digitale, con app di apprendimento, esperienze di realtà virtuale e realtà aumentata, ologrammi dove il docente è riprodotto in aule lontane, coach virtuali, continua interazione umana e nuove aule ad alta interazione tra docenti e allievi con curriculum digitali e dinamici che si arricchiranno per tutto l’arco della vita.

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