Verso la decisione

Dai parchi chiusi al coprifuoco anticipato: le ipotesi in campo per la nuova stretta anti-Covid

Il Consiglio dei ministri deciderà venerdì 12 marzo, sulla base dei dati del monitoraggio settimanale dei contagi. Le misure saranno previste da un decreto legge ed entreranno in vigore dalla prossima settimana

di An.C.

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3' di lettura

Una nuova stretta anti-Covid, attraverso un decreto legge, con l'adozione di regole e divieti aggiuntivi rispetto al Dpcm del 6 marzo, per frenare la corsa del coronavirus, a partire da quella variante inglese che ha un livello di contagiosità superiore del 35-40%. Se un nuovo intervento allo stato attuale appare inevitabile, Draghi vuole avere dati aggiornati prima di prendere decisioni dolorose. Gran parte della partita, se così la si può definire, si giocherà nelle prossime ore: venerdì arriveranno le nuove informazioni dal monitoraggio settimanale, con i nuovi dati sui contagi coronavirus.

I nuovi dati del monitoraggio settimanale dovrebbero fotografare l'ulteriore peggioramento della curva epidemiologica mandando di fatto quasi tutta l'Italia in zona arancione o rossa. Lo stesso giorno un Consiglio dei ministro dovrebbe approvare le nuove misure, appena sei giorni dopo l'entrata in vigore dell'ultimo Dpcm. Resta da capire quando le nuove regole saranno operative: il premier aveva promesso di comunicare le decisioni in anticipo, per evitare chiusure last minute, e dunque appare improbabile che si parta già questo weekend mentre sembra ipotizzabile prendano il via lunedì 15 marzo.

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Tra le soluzioni che sono circolate in queste ore, e che potrebbero entrare nel provvedimento finale, weekend in zona arancione, zona gialla rafforzata, con chiusura dei parchi e anticipo del coprifuoco, Pasqua in lockdown. Sono ore di trattative e mediazioni all’interno dell’esecutivo tra rigoristi e aperturisti. Pd, M5s e Leu si collocano su una linea rigorista, Fi, Lega e Iv frenano su nuove misure nazionali generalizzate. Draghi farà la sintesi e deciderà la linea. Ecco alcune delle ipotesi principali.

Zona rossa se si supera la soglia dei 250 contagi ogni 100mila abitanti

La linea è quella di salvaguardare il meccanismo delle fasce,adottando al contempo degli automatismi che consentano di far scattare la zona rossa o quella arancione nel momento in cui i contagi rialzano la testa. Il governo sembra infatti orientato a recepire l'indicazione del Cts sulla necessità di stabilire un automatismo e far passare in zona rossa le Regioni che superino i 250 contagi ogni 100mila abitanti. Questo meccanismo è previsto dal Dpcm attualmente in vigore, ma la decisione spetta ai presidenti delle Regioni. Al momento Draghi non sembra considerare l'ipotesi di un lockdown nazionale.

Misure più rigide in zona gialla

Il Cts chiede di adottare regole più restrittive nella zona gialla. La richiesta è quella di limitare il più possibile gli spostamenti. Allo stato attuale in area gialla, è consentito spostarsi tra le ore 5.00 e le ore 22.00, all'interno della propria Regione o Provincia autonoma. Tra le soluzioni che potrebbero essere previste dal decreto legge per la zona gialla, la chiusura dei parchi o il divieto di stazionare in strada. L’obiettivo è evitare assembramenti. Sul tavolo anche il divieto di asporto di bevande dopo le 18, l’anticipo del coprifuoco alle 20 o lo stop alla possibilità di visitare in due amici o parenti.

Zona arancione su tutto il territorio nei fine settimana

La soluzione è sul tavolo ma allo stato attuale sembra destinata a rimanere sulla carta. Significherebbe divieto di consumare cibi e bevande all'interno dei ristoranti, bar, pasticcerie e gelaterie e divieto di uscire dal proprio comune. Non convince gran parte delle forze politiche di maggioranza. Deciderà il Consiglio dei ministri, ma allo stato attuale appare probabile che la soluzione non entri nel decreto legge.

Scuole chiuse anche nelle zone arancioni

Il fatto che i contagi si concentrino sulla fascia dei più giovani ha posto sul tavolo l’ipotesi di mettere in dad le superiori anche nelle zone arancioni. Questa soluzione non convince però gran parte dell’esecutivo, non è quindi detto che alla fine rientri tra le nuove misure.

Pasqua blindata

Zone rosse nei festivi e prefestivi nel periodo intorno a Pasqua. Si tratterebbe nella sostanza di replicare il modello adottato a Natale. Il che significherebbe ristoranti e negozi chiusi alla vigilia di Pasqua, a Pasqua e a Pasquetta. Divieto di spostarsi, tranne che per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità.

Proroga divieto spostamenti tra le Regioni

Allo stato attuale lo stop è in vigore fino al 27 marzo. È possibile la proroga della misura fino al 6 aprile, giorno in cui scadrà il Dpcm attualmente in vigore.

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