ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa crisi energetica

Via libera del G7 al tetto al prezzo del petrolio russo. Von der Leyen: ora anche sul gas

La misura dovrebbe diventare efficace dal 5 dicembre per il greggio e dal 5 febbraio per i prodotti raffinati

Allarme di Von Der Leyen: "Prepararsi allo stop del gas russo"

3' di lettura

I ministri delle Finanze del G7 hanno approvato il piano che prevede di fissare un tetto al prezzo del petrolio che proviene dalla Russia. Lo riporta l’agenzia Bloomberg. Gli Usa sperano che la mossa allenti la pressione sul mercato dell’energia e tagli i ricavi di Mosca.Il piano conterrà i limiti entro cui verrà fissato il tetto e date possibili per l’avvio della misura.

Due dei funzionari citati dal Financial Times anticipano che la misura dovrebbe avere effetto dal 5 dicembre per il greggio e dal 5 febbraio per i prodotti raffinati.

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Dopo l’ok del G7, per renderlo operativo toccherà all’Unione europea modificare il sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia, passo considerato non facile. Perché il price cap ha il supporto della Commissione europea ma necessita dell’appoggio dei singoli Paesi membri. Inoltre, per essere davvero efficace, la misura dovrebbe avere il supporto di paesi terzi che comprano grandi quantità di petrolio dalla Russia, ad esempio l’India.

Yellen: strumento potente per combattere l’inflazione

«Il tetto al prezzo del petrolio russo è uno degli strumenti più potenti per combattere l’inflazione» commenta la segretaria al Tesoro statunitense, Janet Yellen. Con questa decisione, «il G7 ha compiuto un passo avanti fondamentale per raggiungere il nostro doppio obiettivo di abbassare le pressioni sui prezzi energetici e negare a Putin i ricavi per finanziare la sua brutale guerra in Ucraina», si legge in un comunicato stampa diffuso dal dipartimento del Tesoro. Con il tetto al prezzo del petrolio, «il G7 ridurrà significativamente la maggior fonte di finanziamento della Russia per la sua guerra illegale».

Mosca: venderemo altrove il greggio

La reazione della Russia non si è fatta attendere. Un tetto massimo al prezzo del petrolio, come proposto dagli Stati del G7, causerà una “destabilizzazione” dei mercati dell’energia e spingerà Mosca a vendere “altrove” il suo greggio, ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, secondo cui le misure anti-russe, ovvero le sanzioni, «hanno portato a una crisi molto profonda» e a una situazione in cui gli europei «stanno comprando, spesso dagli Stati Uniti, gas liquefatto per molti soldi, completamente ingiustificati. Le società statunitensi stanno diventando più ricche mentre i contribuenti europei stanno diventando più poveri».

Definendo “assurda” l’idea di un price cap sul petrolio, Peskov ha sottolineato che «la Russia sta valutando tutte le opzioni», evocando “scenari alternativi” per le sue vendite. «Semplicemente con questi principi non di mercato non interagiremo con loro», ha spiegato il portavoce, riferendosi ai Paesi che aderiranno alla proposta di un tetto massimo sul prezzo. Rispondendo quindi alla domanda su dove Mosca intenda destinare il petrolio invenduto, Peskov ha affermato: «Verso direzioni alternative, verso quei paesi che operano a condizioni di mercato».

Von der Leyen: è tempo di tetto al prezzo del gas

Anche sul tema del gas ci sono passi avanti, con l’Unione Europea in prima fila. «Sono delle ferma convinzione che è tempo di un tetto al prezzo del gas dai gasdotti russi in Europa», ha detto la presidente della commissione Ue, Ursula von der Leyen, in uno statement a margine di un incontro dei partiti conservatori tedeschi a Murnau in Baviera.

Immediata anche in questo caso la replica di Mosca. Il gas russo «non ci sarà più» in Europa se l’Ue imporrà il price cap. Lo ha dichiarato il vice capo del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev, come riporta la Tass. Commentando la richiesta del capo della von der Leyen, Medvedev ha avvertito: «Sarà come per il petrolio. Semplicemente non ci sarà più gas russo in Europa».

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