petrolio

Verso un patto formale tra paesi Opec e Russia

di Andrea Gennai


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2' di lettura

L’Arabia Saudita e gli alleati del Golfo puntano a creare una partership formale tra l’Opec (che da gennaio ha perso l’adesione del Qatar)  e i paesi non-Opec guidati dalla Russia. L’indiscrezione riportata dal Wsj potrebbe trasformare la mission del cartello petrolifero (14 aderenti), creando un asse più saldo con altri 10 paesi non membri guidati dalla Russia. Negli ultimi anni si è rinsaldata la collaborazione tra i due gruppi, ma questa intesa formale sarebbe un salto di qualità per arrivare ad esercitare un maggiore controllo sui prezzi del greggio.

Le strategie e gli obiettivi
La mossa sicuramente non troverà il consenso dell’amministrazione Usa, con Donal Trump che ha più volte fatto pressioni (soprattutti nei confronti dell’Arabia Saudita) affinché i prezzi del greggio restino a buon mercato. Gli Usa dal canto loro hanno la potente arma legata all’aumento della produzione dello shale oil, con gli stessi Stati Uniti divenuti tra i maggiori produttori mondiali di greggio. Un’evoluzione che ha ridimensionato il potere di intervento da parte dell’Opec. Da qua la necessità di trovare la sponda negli altri paesi produttori, a partire dalla Russia. L’ultimo importante banco di prova si è concretizzato lo scorso dicembre quando a Vienna è stato deciso (il cosiddetto accordo Opec Plus)  un taglio di un totale di 1,2 milioni di barili al giorno della produzione di petrolio da parte dell'Opec, con il sostegno degli alleati non Opec, a partire dalla stessa Russia. I Paesi Opec hanno ridotto l'output di 800mila barili al giorno a partire dal primo gennaio 2019 e per sei mesi: la riduzione degli altri paesi è di altri 400mila bg.

Le reazioni

La proposta, anticipata da Wsj, dovrebbe essere discussa a Vienna nella settimana del 18 febbraio per essere poi ratificata formalmente dalle parti in aprile. Il prezzo del Brent e del Wti oggi registrano un progresso di poco inferiore all’1% rispettivamente a 62,4 dollari al barile e 54 dollari. Il prezzo ha accelerato nelle ultime ore dopo la diffusione dei dati Usa sulle giacenze settimanali da parte dell’Eia. Gli stock di petrolio sono saliti di 1,26 mlioni di di barili e quelli di benzine i 513mila barili l’ultima settimana: Ambedue i dati sono inferiori alle attese. Intanto secondo il ministro dell’Energia dell’Azerbaigian, l’intesa dei tagli alla produzione tra Opec e gli alleati potrebbe essere estesa: l’accordo dovrebbe essere riproposto al meeting Opec di aprile per altri sei mesi fino a fine anno.

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