Emergenza Covid

Verso la stretta di Natale: dal green pass ai tamponi, cosa può cambiare

Tra le possibili novità si valutano il taglio a sei mesi della validità della certificazione verde, il tampone anche per i vaccinati che vogliono andare in stadi, concerti o discoteche, la mascherina all’aperto, l’allargamento ad altre categorie di lavoratori o settori dell’obbligo di vaccinazione

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3' di lettura

L’intensità della nuova stretta anti-Covid prevista dal governo nelle vacanze di Natale è strettamente legata ai dati epidemiologici più aggiornati sulla diffusione della variante Omicron, in arrivo entro il 23 dicembre. Tra le possibili novità si valutano il taglio a sei mesi della validità della certificazione verde, il tampone anche per i vaccinati che vogliono andare in stadi, concerti o discoteche, la mascherina all’aperto, l’allargamento ad altre categorie di lavoratori o settori dell’obbligo di vaccinazione. Possibili anche “raccomandazioni” a limitare il numero di persone in casa ed indicazioni per impedire festeggiamenti con assembramenti per l’ultimo dell’anno.

Picco di tamponi

Le partenze per le feste, le cene, le riunioni familiari, le uscite conviviali stanno spingendo gli italiani a “tamponarsi” con un ritmo mai raggiunto prima. Nelle ultime 24 ore i test hanno toccato la cifra record di 852mila. Frequenti nelle città, quindi, le file davanti alle farmacie. «L’aumento - rileva il segretario nazionale di Federfarma, Roberto Tobia - c’è un po’ ovunque ma la situazione è sotto controllo. Abbiamo assunto ulteriore personale e allestito gazebo. Quindi il surplus di lavoro per il Natale non ci spaventa».

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L’allarme sanitario e le ricadute economiche

I posti letto occupati in terapia intensiva tornati sopra quota mille, i ricoveri in crescita anche nei reparti ordinari e il record di oltre 30mila nuovi contagiati alzano il livello di preoccupazione nel governo, dando forza alle argomentazioni dei “prudenti”, capeggiati dal ministro della Salute Roberto Speranza in testa. Anche se non si ha ancora idea di quanti degli oltre 30mila contagi di cui sopra (soglia superata per l'ultima volta a novembre dell'anno scorso) dipendono dal ceppo sudafricano, che rischia di far schizzare verso l'alto la curva dei positivi.

Dall’altro lato c’è però la preoccupazione per le ricadute di un giro di vite severo in un periodo clou come quello natalizio per commercio, ristorazione, locali, eventi sportivi e culturali, tutti settori colpiti dalla pandemia.

Dalla durata ridotta del green pass alle mascherine all’aperto

La riduzione della validità del green pass per i vaccinati dagli attuali 9 a sei mesi (o 7 in alternativa) e l’obbligo di mascherina anche all’aperto sembrano essere le misure che trovano il maggiore consenso (quest’ultima, peraltro, è stata già introdotta da diverse Regioni e Comuni). Ma potrebbero non essere sufficienti a frenare la corsa dei contagi sostenuta dal dilagare della variante Omicron, con terapie intensive e ricoveri che minacciano di mettere presto in crisi gli ospedali. Un ragionamento è in corso sull'adozione dei dispositivi Ffp2 sui trasporti, negli uffici pubblici e nei luoghi di stretto contatto, quali cinema, musei, stadi e palazzetti dello sport, eventi al chiuso ad alto tasso di partecipazione.

Verso terza dose a 4 mesi dalla seconda

Si fa sempre più concreta anche l’idea di anticipare la terza dose da 5 a 4 mesi: l’ipotesi già esaminata a livello tecnico e per la quale si attende il via libera dell’Aifa, sarebbe - secondo quanto si apprende da fonti qualificate - di prossima approvazione. La decisione sarebbe legata all’opportunità di rafforzare la risposta immunitaria anche in seguito all’arrivo della variante Omicron

Ipotesi estensione dell’obbligo vaccinale

Sul tavolo delle riunioni di giovedì c’è però anche l’estensione ulteriore dell’obbligo vaccinale. Limitato ora a sanitari, personale scolastico, forze di polizia e forze armate, si fa strada l’ipotesi di allargarlo ad altre categorie di lavoratori, come ad esempio quelli a contatto con il pubblico. Si pensa poi al tampone anche per i vaccinati per accedere a feste, discoteche, grandi eventi come quelli previsti a Capodanno. Un’indicazione, quest’ultima, da “maneggiare” con cura, anche per evitare contraccolpi sulla campagna di vaccinazione. E che vede contrarie le Regioni. «Bisogna puntare - secondo il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga - sulla terza dose e non sui tamponi per accedere ovunque: se noi diamo questi messaggi discordanti, rischiamo di non proteggere i cittadini».

Del resto anche il ministro Dario Franceschini ha fatto pervenire a Palazzo Chigi la sua contrarietà ai tamponi ai vaccinati per poter entrare nei cinema o nei luoghi di cultura. E il ministro Massimo Garavaglia si è detto molto preoccupato per misure che rischiano di penalizzare ulteriormente il Turismo.

Commissione Ue: il Green pass vale 9 mesi per i viaggi

Intanto la Commissione europea ha ribadito il periodo vincolante di 9 mesi di validità del pass per i viaggi nell’Unione. «La Commissione Ue ha adottato norme relative al certificato digitale Covid dell’Ue, stabilendo un periodo vincolante di 9 mesi (precisamente 270 giorni) dei certificati di vaccinazione per i viaggi nell’Ue - ha dichiarato un portavoce della Commissione europea - e un periodo di accettazione chiaro e uniforme per i certificati di vaccinazione garantirà che le misure di viaggio continuino a essere coordinate, come richiesto dal Consiglio europeo a seguito dell’ultima riunione del 16 dicembre. Le nuove regole garantiranno che le restrizioni si basino su prove scientifiche disponibili».

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