Attualita

Verso uno sviluppo sostenibile, attraverso una transizione energetica e tecnologica

Le priorità messe in evidenza nella settima edizione del Dialogo B20-Oecd-Biac, aperto dalla presidente del B20, Emma Marcegaglia

di Nicoletta Picchio

Emma Marcegaglia (Imagoeconomica)

2' di lettura

Lotta al protezionismo per ripristinare una solida governance commerciale multilaterale; crescita sostenibile a partire da azioni congiunte su clima e transizione energetica: sono state queste le priorità messe in evidenza nella settima edizione del Dialogo B20-Oecd-Biac, aperto dalla presidente del B20, Emma Marcegaglia, Mathias Cormann, segretario generale Oecd (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) e Rick Johnston, presidente Biac (Business at Oecd).

«L’estrema povertà è aumentata, sono aumentate le disuguaglianze, la vaccinazione procede ma le differenze tra i paesi mettono a rischio il recupero dell’economia globale». Marcegaglia in evidenza queste criticità nell’evento di ieri, tappa mediana del percorso del B20, aggiungendo che il mondo delle imprese «mira ad un vero e proprio partenariato pubblico-privato ed è pronto ad assumersi le proprie responsabilità per ridurre le disuguaglianze, accelerare la transizione ecologica e garantire un commercio equo e giusto».

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Le stesse preoccupazioni sono state espresse da Mathias Cormann, segretario generale Ocse: «grazie alla vaccinazione e agli stimoli fiscali l’economia sta crescendo ma il virus pone ancora rischi». Serve una cooperazione globale tra governi: «l’accordo tra 132 paesi del mondo per riformare il quadro fiscale internazionale e renderlo più equo dimostra che il multilateralismo produce risultati positivi». Johnston ha sottolineato che «come partner storico del B20 abbiamo fatto del dialogo tra imprese e governi un asset strategico, la rete di Biac offre competenze aziendali in tutte le discussioni delB20, aprendo la strada al vertice di Roma».

Tutti concordano nell’impegnarsi a fondo nella crescita, lavorando con un approccio multilaterale, rilanciando il Wto, con una collaborazione tra pubblico e privato. E «senza lasciare indietro nessuno», puntando ad uno sviluppo sostenibile, attraverso una transizione energetica e tecnologica.

La discussione ha messo in evidenza i dati relativi alle restrizioni alle importazioni dei Paesi G20, cresciute dall’1% del 2010 al 10% del 2019. Combinati la crisi pandemica ciò ha portato ad un calo dei flussi commerciali di merci del 5,3% e degli investimenti diretti esteri del 42% nel 2020. «L’Ocse è una piattaforma perfetta per facilitare questa cooperazione», ha detto Cormann.

«L’Ocse e il settore privato sono partner chiave di questo sforzo», sono state le parole del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

Un primo banco di prova sull’approccio multilaterale, ha setto Barbara Beltrame, vice presidente di Confindustria per l’internazionalizzazione, è l’imminente dodicesima conferenza interministeriale del Wto. Serve un atteggiamento «non ideologico nei confronti delle tecnologie, bisognerà usarle tutte per la transizione energetica. Bisogna fissare obiettivi ambiziosi e poi investire», ha detto l’ad di Eni, Claudio Descalzi, presidente del B20 Action Council “Sustainability & Global Emergencies».

Per il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani «la transizione non deve essere troppo lenta o troppo veloce, occorre trovare regole comuni e sostenere i paesi emergenti».

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