ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa crisi internazionale

Verso il vertice degli alleati a Ramstein, il governo lavora a un nuovo decreto armi per l’Ucraina

Si sta valutando di inviare a Kiev armi pesanti di artiglieria, semoventi cingolati M-109 e blindati leggeri modello Lince e blindo Centauro 1

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2' di lettura

Un cambiamento di approccio che potrebbe caratterizzare la strategia dell’Italia di sostegno all’Ucraina, da due mesi impegnata a respingere l’aggressione dell’esercito della Federazione russa. È quello che si va delineando in queste ore: si sta valutando di inviare a Kiev armi pesanti di artiglieria, semoventi cingolati M-109 e blindati leggeri modello Lince e blindo Centauro 1. Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha più volte messo in evidenza la necessità di ricevere nuove armi. L’Italia, come gli altri paesi dell’Alleanza atlantica, si sta muovendo in quella direzione.

Usa convocano gli Alleati a Ramstein

Intanto martedì 26 aprile si terrà la riunione convocata dagli Stati Uniti nella base aerea americana di Ramstein in Germania. La data dell’incontro è stata resa nota dal Segretario alla difesa Usa, Lloyd J. Austin, il quale ha invitato i suoi colleghi e i vertici militari dei Paesi alleati di tutto il mondo per discutere degli sviluppi della crisi in Ucraina e delle questioni di sicurezza ad essa collegate. Sarà anche l’occasione per fare il punto, in particolare, su quante e quali armi mandare a Kiev, e per affrontare la gestione logistica.

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Verso un nuovo decreto

Si va dunque verso un nuovo decreto per l’invio di armi a Kiev. Nessun provvedimento interministeriale (Esteri-Difesa), dunque, ma un nuovo passaggio in Consiglio dei ministri -già questa settimana (giovedì 28 aprile è attesa una riunione del Consiglio dei ministri) o al più tardi la successiva - per decidere nuovi stanziamenti per ulteriori forniture militari in sostegno all’Ucraina. Nulla è ancora deciso su impegno economico e tipo di forniture. Dunque nessun invio di armi pesanti è allo stato attuale sul tavolo - tiene a puntualizzare chi è vicino al dossier- perché una lista ancora non c’è. E, una volta che ci sarà e sarà definitiva, non è escluso che possa essere secretata. Ma la direzione del governo sembra essere quella di nuovi aiuti, anche militari, a Kiev. Tra le ipotesi, quella di missili anticarro Spike e le mitragliatrici Browning.

Conte (M5s), armi pesanti? Il 26 aprile discussione in M5s

E questo nonostante la scelta possa generare nuove fratture nella maggioranza, soprattutto sul fronte M5S. «Noi sin dall’inizio abbiamo curato che ci fosse la massima unità di tutte le forze politiche - ha spiegato il presidente dei Cinque Stelle Giuseppe Conte -. È importante mantenere l’unità. Detto questo, è anche giusto poter discutere internamente sulle prospettive, su quello che può essere il contributo dell’Italia per un percorso assolutamente politico per accelerare i negoziati e giungere alla pace. Domani (martedì 26 aprile, ndr) abbiamo un consiglio nazionale e discuteremo internamente di questa prospettiva». Nel frattempo il premier Mario Draghi sta valutando una visita a Kiev: una data ancora non c’è, ma l’idea di volare in Ucraina è concreta.

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