formula 1

Verstappen chiude ad Abu Dhabi auspicando un 2021 frizzante per i più giovani

Ultima gara del mondiale poco spettacolare. Vince il pilota della Red Bull davanti a Bottas. Il campione del mondo Hamilton, da poco guarito dal Covid, al terzo posto. Ferrari doppiate e peggio che in qualifica: Leclerc 13° e Vettel 14°

di Alex D'Agosta

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(Pool via REUTERS)

Ultima gara del mondiale poco spettacolare. Vince il pilota della Red Bull davanti a Bottas. Il campione del mondo Hamilton, da poco guarito dal Covid, al terzo posto. Ferrari doppiate e peggio che in qualifica: Leclerc 13° e Vettel 14°


4' di lettura

Chiude letteralmente in “bruttezza” questa stagione 2020 con una gara emiratina fra le più noiose nella memoria recente di questo sport. Anche se nel complesso il 2020 è stato più corto, però più imprevedibile e frizzante del 2019, oggi non è successo praticamente nulla di significativo, eccetto la delusione di vedere ritirato molto presto per ragioni meccaniche il vincitore inedito dell'ultima domenica, tal Sergio Perez, il quale pur dopo aver dimostrato di saper vincere, doveva ancora lottare per guadagnarsi la certezza di un ingaggio per il 2021.

Lo svolgimento del gran premio di Abu Dhabi è stato quindi fin troppo lineare. Solo una breve safety car come accennato per via dell'intralcio dell'auto di Perez. Una partenza mega tranquilla, nessun contatto e nessun disagio; solo un paio di ruote inchiodate verso il ventesimo posto ma senza impatti.

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Verstappen mai insidiato, lì davanti tutto il tempo: dopo una pole tiratissima (tre piloti in un decimo ieri), le due Mercedes non sono mai state veramente in lizza per la vittoria.

Hamilton irriconoscibile: si è pensato sin dall'inizio del week-end che, rientrato eccezionalmente e forse un po' troppo anticipatamente dalla “malattia”, non avesse né condizione né voglia né testa di lottare veramente. E che avrebbe fatto bene a lasciar andare Bottas almeno in gara, per risollevare un po' la sua immagine dopo una prestazione nel Sakhir fra le peggiori di tutta la carriera. Visto il calendario (dodici giorni a Natale), un piccolo regalo insomma al fedele scudiero. In effetti si può dire che in una certa misura l'ha “protetto” da dietro, anche se al quarto posto c'era uno dei piloti meno incisivi e più conservativi della stagione. Albon era veloce, attaccato al podio, forse in una delle sue migliori gare ma, a fronte di avere un Hamilton in modalità “chioccia” davanti, impossibilitato anche oggi a farsi vedere fra i “grandi”. Niente podio e niente annuncio del suo rinnovo: dopo la quasi incredibile riconferma di Bottas, l'ambito sedile Red Bull a fianco di Verstappen resta l'ultimo “competitivo” ancora vuoto, con Hulkemberg e Perez fra i candidati più probabili per prenderlo.

A proposito dell'olandese: registra la decima vittoria in carriera, la numero sessantaquattro per il team. E quello che più conta è che si tratta della seconda quest'anno, rappresentando l'unico pilota ad aver saputo “toglierla” alle Mercedes. Un bel colpo di coda del team che lancia la sfida a Mercedes nel 2021 con un'ultima prestazione molto competitiva: uno stimolo per lavorare di più nell'inverno, senza sedersi troppo sugli allori. E una bella statistica per Verstappen, ancora il più vincente di tutti i tempi in rapporto alla sua età: contando gli anni e i giorni precisi (23 e 74 giorni), risulta ancora davanti a Vettel, a quota 7, Hamilton 5 e Alonso 1.

Riguardo ai finali eccellenti: merita menzione Daniel Ricciardo, che con il suo giro veloce guadagna punti extra e l'affetto del pubblico. Dopo un 2019 difficilissimo, chiude quest'anno di transizione con oltre il doppio dei punti rispetto a dodici mesi fa, guadagnando così il rispetto del team entrante, la McLaren, che dal canto suo ha appena chiuso un'annata memorabile. Per la storica scuderia inglese si può festeggiare il terzo posto nei costruttori: non accadeva dal 2012 ed è un'ottima notizia, considerando che era crollata sino al nono posto nel 2017, al termine di un'infruttuosa collaborazione con Honda. Ci riesce al terzo anno di Renault, arrivando molto meglio del team ufficiale e, grazie soprattutto a Sainz Jr, ha portato a casa un bel gruzzolo di punti.

Emozione e commozione infine per Ferrari. Non andavano granché in qualifica, sono andate ancora peggio in gara. Tredici e quattordici sul tabellone finale. Una conclusione da maremoto, da rivoluzioni copernicane: ma Abu Dhabi non ha in fondo portato granché fortuna alle rosse, nonostante il grande theme park dedicato proprio a fianco della pista e l'amore incondizionato del popolo locale.

Vettel si aggiunge quindi all'infausto “club” già affollato di nomi eccellenti come Prost e Alonso di campioni del mondo che, affermatisi con altri team, una volta giunti a Maranello non sono riusciti ad andare a segno. Eppure ci era andato vicino. Due secondi, un terzo, un quarto e un quinto prima di quest'annata orribile con solo 33 punti, quasi dieci volte meno rispetto al 2018. Una gara dove è stato doppiato dalle due Red Bull e dalle due Mercedes. Un sogno infranto ma anche un grande lavoro fatto. Si è preso tante critiche, ha sofferto forse troppo. Ma ha cercato di chiudere in simpatia. Nell'abitacolo, si è messo a cantare qualche strofa appositamente modificata di “Azzurro” di Celentano. Ha provato a farlo con simpatia ma gli è uscita una voce “rotta”: era inequivocabilmente commosso e ha fatto piangere chissà quanti dal muretto e da casa. E pazienza se poi, in diretta su Sky, gli è scappata anche una parolaccia per “scacciare” il Covid dai pensieri del 2021. Lascia un bel ricordo di lui nel team e agli italiani. Grazie, Seb!

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