Gp d’Austria

Verstappen raddoppia in Austria ma Hamilton strappa un rinnovo sontuoso

Max Verstappen su Red Bull ha vinto il Gran Premio di Austria sul circuito di Spielberg. Il pilota olandese ha condotto in testa tutta la gara, giungendo sul traguardo davanti a Valtteri Bottas (Mercedes) e a Lando Norris (McLaren). Quarto Lewis Hamilton (Mercedes) e quinto Carlos Sainz (Ferrari)

di Alex D'Agosta

Max Verstappen (Ap)

4' di lettura

Verstappen, Bottas, Norris. Bene per la Red Bull, benissimo per la McLaren, ancora profonda crisi per la Mercedes mentre la serie di successi per i “bibitari” non sembra arrestarsi. Gara piatta: poca storia, nessun grave evento ha condizionato il risultato dei protagonisti. Insomma, ben poco da dire, salvo un episodio un po’ “scorretto” di Perez su Leclerc e il dispiacere di aver visto due campioni del mondo “agganciarsi” male sul finale: Raikkonen, infatti, distrugge la sua e la gara di Vettel per un errore di valutazione mentre subiva un sorpasso dove il collega dell’Aston Martin stava percorrendo regolarmente la sua curva e c’era ampio spazio per entrambi. Ma la cosa più bella è stata vedere un pubblico febbricitante, un vero “tifo da stadio” di tanti sostenitori di Verstappen. Che urlano, cantano, bevono e attaccano adesivi dappertutto come negli anni Novanta.

Tornando all’esito di oggi, si è visto un arrivo del gran premio d’Austria con un Verstappen sempre più tagliente ed efficace, un Bottas in grave ritardo ma pur sempre secondo e due posizioni davanti al suo una volta invincibile capitano. E Norris ancora così vicino ai due top team, in attesa che Ricciardo prenda confidenza con la sua monoposto: qualcosa di visto non troppe volte, segno di una Formula 1 che piano piano sta cambiando. E se poi, sempre classifica alla mano, si nota il distacco di Hamilton (oggi quarto) dalla zona podio, nell’ordine di grandezza dei 25 secondi di ritardo (e oltre 46 dal leader), non si può più sospettare che si tratti “solo” di un dominio Red Bull. Qui c’è una crisi Mercedes mai vista nell’era ibrida e, in particolare, di Hamilton. Mai così in basso dall’inizio della sua parabola vincente sotto la stella a tre punte.

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Vittoria pesante

Festeggia un lungo passo in avanti nella classifica del mondiale. Una vittoria veramente pesante. Si tratta del terzo successo di fila per l’olandese. E del podio numero 50 quando, in un confronto di tutti i tempi guardando alla sua stessa età di oggi, figura proprio Hamilton al secondo posto, ma ben distaccato, a quota di “soli” 21. E questa volta è anche hat trick, una “tripletta” di pole, giro veloce in gara e vittoria che a Verstappen era sfuggita in altre occasioni solo per il “gioco” di chi, dietro, non avendo altro da perdere, aveva deciso di togliere record e punto in più ai fini mondiali con astuzia.

Oggi è toccato a lui. Il vantaggio che Verstappen aveva accumulato prima del settantesimo giro è stato così grande che ha avuto abbastanza tempo per fare un secondo pit e puntare sull'obiettivo proprio del bonus del punto per il giro veloce.

Nella seconda e ultima domenica del Red Bull Ring, si conferma anche la fase estremamente positiva della carriera di Norris, che in questo 2021 sta collezionando una serie di arrivi nella prima metà della zona punti decisamente incoraggianti.
Il secondo di Bottas “sposta” poco negli equilibri del campionato e del suo contratto: resta quinto in classica, decisamente dietro a Perez e Norris. A proposito ancora di Norris: anche lui, oltre a Russell, potrebbero ambire a sostituire il finlandese in Mercedes nel 2022.

Hamilton quarto, oggi è stato sicuramente penalizzato dai problemi al fondo della macchina. Le “scuse” sono tante, il morale però è ancora basso. La Mercedes deve ritrovare competitività di fronte all’arrembante Red Bull e non darsi più la zappa sui piedi perdendo pure tempo ai box.

Il contratto di Hamilton

Pochi sorrisi ma, intanto, c’è stata una novità significativa per cercare di mettere una pezza nell’atteggiamento del box Mercedes. Con il rinnovo “tiratissimo” dello scorso febbraio da solo un anno, per Hamilton infatti c'era sempre ancora un dubbio latente sui suoi piani a lungo termine. E se avesse vinto il suo ottavo titolo quest'anno e avesse deciso che fosse abbastanza? O se nella lotta con la Red Bull e Max Verstappen ne “avesse prese” troppe tanto da optare per un anno sabbatico? Per evitare speculazioni, visto che Wolf continua a “dribblare” sulla decisione per il secondo sedile, si è scelto di non trascinare più l’incertezza sulla prima guida. E così è arrivato un accordo di due anni: un accordo possibile dato che entrambe le parti hanno capito cosa era possibile e cosa si voleva. Così, solo cinque mesi dopo la firma sul contratto 2021 venerdì sera è arrivata la firma e sabato l’annuncio al pubblico.

Bocconi dolce-amari anche in casa Ferrari. Leclerc ha diritto di essere arrabbiato: stava riuscendo anche a lui una grande rimonta ma una difesa troppo “sporca” di Perez gli ha rovinato la giornata e il passo. Sainz, invece, oggi sorride. A suo favore, il “segreto” di credere nelle gomme hard sin dall’inizio, come oggi ha fatto solo un grande veterano come Raikkonen. Neanche il “solito” Perez aveva optato per questa strategia che, se paga, lo fa solo nel lungo termine. Eppure gli è riuscito di arrivare quinto.

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