nuovo round alle 17

Vertice Ue, ecco perché nessuno può permettersi di tornare a casa a mani vuote

Il negoziato sta battendo i record dei summit più lunghi nella storia comunitaria, compreso quello del 2000 a Nizza

dal nostro corrispondente Beda Romano

Vertice Ue, Orban: "L'Olanda e' responsabile di questo caos"

Il negoziato sta battendo i record dei summit più lunghi nella storia comunitaria, compreso quello del 2000 a Nizza


3' di lettura

BRUXELLES – Dopo una incredibile notte in bianco proseguiranno anche lunedì 20 le interminabili trattative dei Ventisette, iniziate ormai quattro giorni fa. Tema del negoziato sempre il bilancio comunitario 2021-2027 a cui è associato un controverso Fondo per la Ripresa. «Vi è stato un momento molto duro durante la notte», ha spiegato un diplomatico francese, notando la forte collaborazione tra Germania e Francia. «Ormai si delinea una pista di accordo».

Oggetto della trattativa la proposta fatta sabato dal presidente del Consiglio europeo Charles Michel. L'ex premier belga ha confermato i tetti sia del bilancio (1.074 miliardi di euro) sia del Fondo (750 miliardi di euro), ma ha modificato le proporzioni di quest'ultimo. Anziché 500 miliardi di sussidi e 250 miliardi di prestiti, prevede ora 450 miliardi di sussidi e 300 miliardi di prestiti, per venire incontro ai paesi che preferiscono linee di credito a sovvenzioni.

Il balletto delle cifre

Dopo due giornate inconcludenti, Parigi e Berlino hanno spiegato domenica 19 di non volere ridurre l'ammontare dei sussidi oltre i 400 miliardi di euro. Emergeva quindi la proposta di 420 miliardi. Qualche ora dopo tuttavia i cinque paesi più restii a dotare il Fondo con risorse generose hanno proposto un pacchetto da 700 miliardi di euro: 350 di sussidi e 350 di prestiti.

La notte di negoziato tra i leader è stata dedicata tra le altre cose alla ricerca di un compromesso sulla cifra delle sovvenzioni. Correva voce di un possibile accordo su sussidi per 390 miliardi di euro. Una nuova bozza negoziale è attesa in tempo per una nuova plenaria dei capi di Stato e di governo prevista per le ore 17 di lunedì.

Battuto il record del summit di Nizza

Ormai il negoziato sul nuovo bilancio comunitario sta battendo i record dei summit più lunghi nella storia comunitaria. Nel 2000 a Nizza, quando i paesi membri dovettero riformare le istituzioni in vista dell'allargamento dell'Unione del 2004, il negoziato durò tre notti e quattro giorni.

Oltre all’ammontare del Fondo post-pandemia, il confronto tra le parti riguarda anche l'iter di approvazione dell'esborso delle risorse del Fondo; il legame tra l'uso delle risorse comunitarie e lo stato di diritto; e il livello degli sconti di cui godono cinque paesi - Germania, Olanda, Danimarca, Svezia e Austria – che insieme avrebbero chiesto uno sconto di 25 miliardi.

Il bilancio comunitario è sempre fonte di tensioni tra i Ventisette; questa volta più del solito. Spiega un diplomatico: «Mai come questa volta tutti gli elementi sono legati gli uni agli altri». Il primo aspetto legato agli ammontare riguarda l'iter di esborso delle risorse del futuro Fondo per la Ripresa, che andrà a raccogliere denaro sui mercati.

Lo scontro Olanda-Italia

Venendo incontro all'Olanda, il presidente Michel ha proposto di portare l'approvazione dal livello tecnico al livello politico. L'Olanda ha rincarato chiedendo una approvazione dei Ventisette all'unanimità.

Il premier italiano Giuseppe Conte ha respinto l'idea di un veto di un singolo Stato membro sulla distribuzione di risorse agli altri paesi. «L'Europa è sotto ricatto dei paesi frugali», ha affermato il presidente del Consiglio, che è pronto nel caso ad appellarsi alla Corte europea di Giustizia e che ha ricordato all'Olanda l'importanza del mercato unico per entrambi i paesi.

Diplomatici italiani e olandesi hanno discusso della questione con esperti della Commissione europea, con una certa soddisfazione reciproca.

Il legame tra i vari elementi in discussione crea appoggi inattesi e anche imbarazzanti. Il premier ungherese Viktor Orbán, accusato da alcuni di aver impresso una deriva della democrazia nel suo paese, ha criticato il suo omologo olandese Mark Rutte: «L'Olanda vorrebbe creare un meccanismo per controllare la spesa dei Paesi del Sud. Sostanzialmente è una disputa tra italiani e olandesi. Noi siamo dalla parte dell'Italia».

Nessuno può permettersi di tornare a casa a mani vuote

Benestare degli esborsi e condizionalità dei fondi sembrano ormai legati. Secondo alcuni diplomatici, l'Ungheria, che sta dando battaglia contro l'ipotesi di condizionare l'uso dei fondi europei allo stato di diritto, ha potuto contare in questi giorni sull'appoggio non solo della Polonia, ma anche della Slovenia.

I paesi contrari a generosi sussidi sarebbero pronti a rivedere la loro posizione sullo stato di diritto in cambio dell'appoggio dei paesi dell'Est sul taglio del Fondo. Le tensioni quindi non mancano, ma il desiderio di chiudere il negoziato rimane.

D'altro canto, nessuno si può permettere dinanzi allo shock economico di tornare in patria a mani vuote. Il dibattito di questi giorni ha messo in luce almeno per quanto riguarda l'ammontare del Fondo per la Ripresa una spaccatura tra una maggioranza a favore di uno strumento generoso e una minoranza invece contraria, capeggiata dai paesi scandinavi insieme a Olanda e Austria. Nel dibattito pubblico, a margine del vertice, è emersa l'idea di creare il Fondo, nel caso, attraverso una cooperazione rafforzata.


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