ok delle camere a risoluzione maggioranza

Conte: intesa a luglio sugli aiuti Ue, no compromessi al ribasso

Camera e Senato hanno dato il via libera alla risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del premier in vista del Consiglio europeo straordinario del 17-18 luglio a Bruxelles. Nel testo compare l'invito al governo ad attivare il Next generation Eu già quest’anno mentre non vi è alcun riferimento esplicito al Mes. I voti favorevoli sono stati 286

di Andrea Gagliardi

L’informativa di Conte sul vertice europeo

Camera e Senato hanno dato il via libera alla risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del premier in vista del Consiglio europeo straordinario del 17-18 luglio a Bruxelles. Nel testo compare l'invito al governo ad attivare il Next generation Eu già quest’anno mentre non vi è alcun riferimento esplicito al Mes. I voti favorevoli sono stati 286


4' di lettura

«Riteniamo cruciale che la decisione del Consiglio Ue sia assunta entro luglio e non sia svilita da un compromesso a ribasso. Sarebbe inaccettabile dal punto di vista politico, economico e anche morale. Non lo meritano le decine di migliaia di vittime, le imprese che stanno affrontando le conseguenze della pandemia». Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, riferendo alla Camera in vista del Consiglio europeo straordinario del 17 e 18 luglio. Il presidente del Consiglio ha aggiunto che la decisione sul Recovery Fund «è stata senza precedenti» e «modifica i termini del rapporto tra commissione e governi nazionali. Adesso sono i singoli Stati a essere richiamati ad una maggiore responsabilità indicando i propri progetti di rilancio. Tocca ora a noi, capi di Stato e di governo, assumere una decisione altrettanto coraggiosa. Quando sono in pericolo le fondamenta dell'Ue nessuno Stato può avvantaggiarsi a scapito di altri. In questo grave tornante della storia Ue o vinciamo tutti o perdiamo tutti».

Conte: uniti per Ue più forte, nazionalismi anacronistici

Il volume del Recovery Fund da 750 miliardi, l’equilibrio tra sussidi (500 miliardi) e prestiti (250), le condizioni a cui concederli e gestirli (la cosiddetta 'governance'), e i 'rebates' (meccanismo di correzione di contribuzione al bilancio) sono tutti nodi che potranno essere sciolti solo dal confronto diretto tra leader durante quella che tutti scommettono sarà una classica maratona negoziale. Per Conte ad ogni modo «la crisi determinata dalla pandemia è simmetrica. Il Consiglio Ue deve mostrarsi all'altezza di una coraggiosa visione, non può mancare un obiettivo di portata epocale. Solo uniti riusciremo a rendere l'Ue di nuovo forte, risposte nazionalistiche sarebbero anacronistiche» e porterebbero a «un piccolo mondo antico, tutt'altro che sicuro, che protetto». Ma «bisogna riconoscere che in uno scenario completamente inedito, l'Ue con il contributo di tutte le sue istituzioni ha già assunto con rapidità decisioni fondamentali». Dopo la pausa estiva, ha annunciato Conte, «presenteremo a Bruxelles il nostro piano di ripresa e resilienza, saremo i primi».

Camera, ok a risoluzione maggioranza con 286 sì

Dopo il dibattito in Aula, la Camera ha dato il via libera alla risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del premier in vista del Consiglio europeo straordinario del 17-18 luglio a Bruxelles. Nel testo compare l'invito al governo ad attivare il Next generation Eu già quest’anno mentre non vi è alcun riferimento esplicito al Mes. I voti favorevoli sono stati 286.

Accordo nella maggioranza su risoluzione comune

M5s, Pd, Italia Viva e Leu si s0no accordati dunque per una mozione di maggioranza in cui il Mes resta solo sullo sfondo: tra i vari strumenti messi a disposizione della Ue per l’emergenza sanitaria ed economica dovuta al Covid il ricorso ai 37 miliardi del Fondo salva-Stati per l'emergenza è citato, ma la mozione non impegna il governo a farvi ricorso. Si valuterà - è scritto in sostanza nel testo - quando saranno chiare le condizioni e la consistenza del Recovery fund. Una soluzione che tiene dentro sia il M5s (contrario al ricorso dal Mes come la Lega e Fratelli d'Italia), sia il Pd e Iv, che invece premono da settimane per attivare subito questa linea di credito a tasso zero per rafforzare il nostro sistema sanitario. Nel pomeriggio il Governo ha centrato l’obiettivo anche al Senato. L'Aula di Palazzo Madama ha infatti approvato la risoluzione di maggioranza con 157 voti a favore e 130 contrari.

Rinviata a settembre la decisione del Mes

In fondo è la posizione dello stesso Giuseppe Conte, che al Mes durante il suo discorso non ha fatto neanche riferimento. L’accordo implicito con il Pd, accettato nei giorni scorsi dal ministro dell'Economia Roberto Gualtieri e dal capodelegazione dem al governo Dario Franceschini, è di decidere sul Mes a settembre, una volta incassato - almeno questa è la speranza del premier - un buon accordo sul Recovery fund.

Pd: non ora ma Mes va attivato

Il Pd comunque resta convinto della necessità di attivazione del Mes. «Con il Mes ci saranno a disposizione 36 miliardi di prestiti a tasso agevolato senza condizionalità e senza Troika. Ci sarà unico vincolo, quello degli investimenti diretti e indiretti per la sanità. Non è questo l’oggetto del prossimo vertice e non bisogna decidere ora sull’uso di queste misure, ma proprio per questo chiediamo alle forze politiche di sgombrare il campo da dibattiti ideologici e di decidere, dopo l’intesa sul bilancio, in modo pragmatico sulla necessità reale di attivare gli strumenti previsti. Per questo l’auspicio è di raccogliere la sfida ambiziosa lanciata dal Pd e da Zingaretti: non perdiamo l'occasione di creare il sistema più efficiente di Europa» ha detto Piero De Luca, a nome del Pd, in Aula alla Camera sulle comunicazioni del premier in vista del Consiglio Ue.

Iv vota con +Europa a favore del Mes, maggioranza spaccata

Da registrare la divisione della maggioranza in Aula alla Camera sul voto alla risoluzione presentata da +Europa, che chiede l'attivazione del Mes: Italia Viva ha votato a favore nonostante il parere negativo del governo. La risoluzione, presentata sulle comunicazioni del premier in vista del Consiglio Ue, non è passata con 402 voti contrari. Forza Italia non ha partecipato al voto.

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