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Vestas, a Taranto la produzione del maxi eolico

Il gruppo danese realizza l’impianto con le pale più grandi del mondo

di Domenico Palmiotti

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3' di lettura

Ciascuna delle tre pale, tecnicamente chiamate lame, dall’inglese blades, sviluppa una lunghezza di 115,5 metri. Fanno parte del prototipo V236-15.0 MW, la turbina eolica offshore attualmente più grande al mondo. L’ha realizzata il gruppo Vestas, leader del settore. E la produzione parte quest’anno in Danimarca, a Nakskov, e dal secondo semestre, presumibilmente da settembre, anche a Taranto.

Vestas in Italia

Nella città pugliese Vestas è da anni presente con uno stabilimento che costruisce pale eoliche. Già a metà settembre, incontrando i sindacati a Taranto, Vestas Italia aveva annunciato il nuovo progetto. Che adesso è però operativo, tant'è che Vestas lo sta anche pubblicizzando sui propri canali social. La turbina prototipo è stata infatti installata, completa delle sue sezioni, e le prove in corso nel centro di Osterilid, nello Jutland Occidentale, sempre in Danimarca, hanno prodotto a fine 2022 il primo kWh di potenza.

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Il prototipo, annuncia Vestas, «sarà sottoposto a un vasto programma di test e verifica per garantire l'affidabilità prima che inizi la certificazione completa e la produzione in serie».

Accordi in cinque mercati

La società ha annunciato accordi di fornitura della nuova turbina in cinque diversi mercati per un totale superiore agli 8 GW. Il nuovo impianto è alto 280 metri, esprime un diametro di 236 metri ed abbraccia, come area spazzata del vento, 43.743 metri quadrati. Può soddisfare il fabbisogno di elettricità di circa 20mila famiglie. E mentre nel Nord Europa si effettuano le prove, a Taranto ci si prepara alla costruzione delle nuove pale. Fonti sindacali annunciano che nell’ultima parte dell'anno saranno prodotte tre lame e che la produzione, con riflessi sull'occupazione, salirà nel 2024.

Vestas, attraverso Vestas Blades Italia, ha intanto presentato all’Autorità portuale di Taranto domanda per usufruire dell'area della piattaforma logistica. Si tratta di un comprensorio di 132.171 metri quadrati, che inizialmente faceva parte di un project financing tra l’Authority e la società Taranto Logistica. Inaugurata a fine 2015, la piattaforma non è mai entrata in funzione. Nei mesi scorsi l’Authority ha chiuso il project ed acquisito l’infrastruttura mettendola sul mercato. La piattaforma ricade nella Zona economica speciale ionica (Zes). Vestas vuole insediarvi attività di stoccaggio e trasporto di prodotti finiti, semilavorati e materie prime relativamente al ciclo produttivo delle pale eoliche. La società ha indicato in dieci anni il mantenimento dell’investimento nel perimetro della Zes ionica che comprende anche una vasta zona della Basilicata e fa leva sul porto di Taranto. Concorrente di Vestas per la piattaforma è la società Progetto Internazionale 39, che punta a movimentazione e stoccaggio di merci e containers, nonchè attività di ricerca e sviluppo nei settori dell'energia e delle scienze della vita.

Essendo due proposte in campo, l'Authority ha aperto una fase di 20 giorni per ricevere eventuali osservazioni ed opposizioni. Chiusa questa fase, sarà insediata la c ommissione che comparerà le due offerte. Sulla piattaforma logistica, Vestas non vorrebbe fare solo stoccaggio ma realizzare anche un'infrastruttura in grado di imbarcare le pale pronte.

L’organico

Nell'ultima presentazione fatta ai sindacati, Vestas ha dichiarato di avere un organico di circa 1.300 unità. In particolare, ve ne sono 850 alla Vestas Blades, che si occupa della parte produttiva, e 445 alla Vestas Italia, che cura quella commerciale e le manutenzioni. Vestas Italia ha dichiarato che il fatturato del 2021 è stato di 348,369 milioni, il risultato di esercizio di circa 6 milioni, i costi del personale pari a 31,681 milioni. Nel 2021, ha evidenziato la società, «il settore eolico italiano ha registrato un notevole incremento delle installazioni passando dai 101 MW del 2020 ai circa 404 MW del 2021». Alla fine dello scorso anno dovrebbero essere stati raggiunti i 5 GW di potenza installata cumulata.

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