M&A

Vestiaire Collective rileva Tradesy: nasce il maxi polo del second hand

L’operazione sposta l’asse della moda di seconda mano verso gli Usa, diventati primo mercato della società francese. Nel 2022 il gross merchandising value della piattaforma francese è salito del 75% rispetto all’anno precedente

di Marta Casadei

I punti chiave

  • Vestiaire Collective ha rilevato la piattaforma Usa Tradesy
  • Il maxi polo dello shopping second hand avrà come focus gli Usa
  • Questa settimana il gruppo Ynap ha annunciato il lancio di Mr Porter Resell

3' di lettura

Un matrimonio che attraversa l’Atlantico per creare un maxi polo della moda second hand, tra Francia e Stati Uniti. È quello tra Vestiaire Collective e Tradesy, “celebrato” ieri con l’acquisizione del marketplace californiano (da 2 miliardi di dollari di vendite) da parte della piattaforma francese del second-hand di lusso. Entrambe le aziende sono nate nel 2009 su iniziativa di due imprenditrici - rispettivamente: Fanny Moizant e Tracy Di Nunzio - che hanno saputo comprendere le potenzialità della moda di seconda mano, con l’obiettivo di proporre un sistema di economia “circolare” anche all’alto di gamma. E, ovviamente, di sviluppare un business di successo.

Il maxi polo con focus sugli Usa

L’operazione, di cui non sono stati diffusi i termini finanziari, forgia una nuova società che mantiene Fanny Moizant e Maximilian Bittner nei ruoli di presidente e ceo, e Tracy Di Nunzio in capo alle operazioni negli Usa e, soprattutto, dà vita a un marketplace con una community di 23 milioni di membri e un catalogo composto da cinque milioni prodotti di moda. Uno dei focus saranno sicuramente gli Usa, che sono diventati il mercato principale di VC e dove il second hand sta registrando un vero e proprio boom: nel 2022 il gross merchandising value della piattaforma francese è salito del 75% rispetto all’anno precedente.

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«L’acquisizione di oggi rappresenta un punto di svolta per il settore del second-hand di lusso. Unendo le forze con Tracy e il suo team, continueremo a far sì che i nostri clienti siano il volano del cambiamento, facendo della moda di seconda mano una prima scelta. Con questo accordo confermiamo l'ambizione di Vestiaire Collective di essere un vero player globale, promuovendo la circolarità in Europa, negli Stati Uniti e nell'Asia-Pacifico», dice Bittner.

Tra i piani di Vestiaire Collective - che tra i propri investitori ha anche il gruppo Kering (Gucci, SL, Balenciaga) - negli Usa c’è l’apertura di un nuovo centro di autenticazione nell’area di Los Angeles (il secondo negli Usa, il quinto a livello globale). Sempre a LA verrà inaugurato un hub tecnologico per “integrare” al meglio le due società.

Second hand in pieno boom anche in Europa

La pandemia ha spinto molto le vendite di prodotti di moda di seconda mano: secondo le stime di Bain, questo mercato oggi vale 33 miliardi di euro. Ma entro il 2025 dovrebbe superare i 60 miliardi. Il “circuito” della moda second hand, non a caso, negli ultimi due anni ha visto l’ingresso di big player della distribuzione come Zalando e il gruppo Ynap che, dopo l’alleanza tra Net-a-porter e The Outnet con Reflaunt, ha lanciato pochi giorni fa la piattaforma di Mr Porter Resell.

La crescita si sta riscontrando negli Usa e non solo. In Europa, secondo quanto rilevato da un recente sondaggio di Veepee, piattaforma di flash sales entrata nel segmento second hand con i servizi re-cycle e re-turn: quasi un utente su due acquista regolarmente prodotti di seconda mano. L’andamento è più marcato nei Paesi del Nord Europa (43% nei Paesi Bassi contro 29% in Spagna), mentre in Italia tocca quota 30 per cento. Gli acquisti di prodotti second hand si devono a motivazioni diverse:  economiche (85%) ma anche ecologicheo(75%) o di tendenza (43%). In Italia, oltre alle motivazioni economiche che caratterizzano gli acquisti per il 60% degli intervistati, sensibilità ambientale e tendenza sono entrambi motivo di acquisto per il 40 per cento.

In Brasile, proprio pochi giorni fa, il gruppo Iguatemi (che possiede i department store più importanti del Paese) ha annunciato di aver rilevato una quota di minoranza della piattaforma di second hand Etiqueta Unica. Un modo per suggellare un’alleanza partita online nel maggio 2021, con un progetto condiviso per promuovere la moda sostenibile.


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