formula 1

Vettel lascia la Ferrari, i retroscena dell’addio e un indizio sul sostituto

Il pilota veniva da un investimento che gli era stato concesso da Sergio Marchionne e che prevedeva un contratto di circa 100 milioni di euro

di Corrado Canali

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(AFP)

Il pilota veniva da un investimento che gli era stato concesso da Sergio Marchionne e che prevedeva un contratto di circa 100 milioni di euro


3' di lettura

La stagione di Formula 1 non ripartirà prima del 5 luglio in Austria ma sin da ora la vigilia si annuncia carica di tensioni in casa Ferrari e più in generale nel Circus di F.1 dopo la notizia che alla fine del 2020 Sebastian Vettel il pilota tedesco da sei anni alla guida della rossa lascerà la Scuderia di Maranello. Che ci fossero delle difficoltà nella trattativa di rinnovo contrattuale con Vettel lo si era, peraltro, intuito da tempo.

Un addio annunciato
Da una parte il tedesco forte dei quattro consecutivi mondiali vinti nel 2010, 2011, 2012 e 2013 sempre con la Red Bull, ma non con Ferrari, che pure aveva accarezzato nel 2017 e nel 2018 con molti rimpianti da parte di tutti, tifosi compresi, restava fermo nelle richieste che non potevano pareggiare quelle del giovane Charles Leclerc che tuttavia sulla base degli esaltanti risultati della prima stagione alla guida di una Ferrari si era, di fatto, guadagnato un pari trattamento sia in pista che economico col compagno di squadra.

Le condizioni di Maranello
Vettel, insomma, avrebbe potuto proseguire la carriera in Ferrari, ma per farlo doveva accettare le condizioni di Maranello e cioè un contratto di un solo anno oltre ad un importante ridimensionamento economico. Da considerare che il tedesco veniva da un investimento che gli era stato concesso nel 2017 dal presidente di allora Sergio Marchionne e che prevedeva un contratto di tre anni per una cifra complessiva sia pure mai ufficializzata di circa 100 milioni di euro.

Un passo indietro sia economico oltre che strategico che sarebbe stato difficile da accettare per un quattro volte campione del mondo come lui. Da parte della Ferrari le intenzioni erano parse sin da subito quelle di volere allineare sia dal punto di vista economico che nelle gerarchie all'interno del team i suoi due piloti per garantirsi, probabilmente, una gestione in pista meno problematica. Da considerare che alla Ferrari negli ultimi anni avevano sempre fatto quadrato intorno a Vettel difendendolo anche in occasioni di errori in qualche caso gravi in gara nelle ultime stagioni, evidenziati da alcune prestazioni esaltanti, invece, da parte del giovane Leclerc come la vittoria a suon di sportellate col campione del mondo Lewis Hamilton su Mercedes domato con tutti i mezzi possibili ma soprattutto con una grande determinazione che Vettel sembrava avere perso ormai per strada.

I mondiali sfiorati
Il tedesco dunque lascia Maranello con al suo attivo 14 vittorie su 53 GP disputati con la Ferrari, oltre a 12 pole position, ma due mondiali, come detto, sfiorati nel biennio 2017-2018. Nelle sue prime dichiarazioni a caldo dopo l'ufficializzane del divorzio dalla Ferrari, Vettel ha negato che alla base della rottura ci siano motivi economici, ma solo divergenze di vedute. «In questo sport per riuscire ad ottenere il massimo bisogna essere in perfetta sintonia ed io e la squadra abbiamo realizzato che non esiste più una volontà comune di proseguire insieme oltre la fine di questo campionato», ha spiegato lo stesso tedesco che ha voluto salutare la Scuderia e tifosi con una dichiarazione di amore che non verrà mai meno.

«La Scuderia Ferrari avrà sempre un posto speciale nella Formula 1 e le auguro tutto il successo che merita. Voglio poi ringraziare tutta la famiglia Ferrari e, soprattutto, i suoi tifosi sparsi in tutto il mondo per il sostegno che mi hanno dato in questi sei anni», confermando anche l'intenzione di voler chiudere nel migliore dei modi la sua lunga storia con la Ferrari.

Separazione in serenità
Che la separazione fra Vettel e la Scuderia di Maranello sia avvenuta in totale serenità lo ha confermato anche Mattia Binotto il team principal di Ferrari. «Abbiamo preso questa decisione insieme a Sebastian e riteniamo che sia la miglior soluzione per entrambe le parti – ha spiegato Binotto - Non è stato un passo facile da compiere, considerato anche il valore di Sebastian, sia come pilota che come persona. Non c'è stato un motivo specifico che ha determinato questa decisione bensì la comune e amichevole constatazione che è arrivato il momento di proseguire il nostro cammino su strade diverse per inseguire i nostri rispettivi obiettivi».

Il possibile sostituto
Infine sul possibile sostituto del tedesco alla guida della Ferrari di Formula 1 2021-2022 sembrano crescere al momento le quotazione dello spagnolo Carlos Sainz un altro giovane, dunque, alla corte di Maranello pronto ad accettare più di buon grado la concorrenza con Leclerc per cercare di riconquistare quel titolo di campione del mondo costruttori, ma anche piloti che manca nel palmares della Ferrari da diversi anni. L'ultimo pilota alla guida di una rossa ad aver vinto un campionato mondiale di F.1 stato, infatti, il finlandese Kimi Raikkonen nell'ormai lontano 2007.

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