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Vetture connesse con le infrastrutture

di Simonluca Pini


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Strade e dati. La  tecnologia C-V2X (Cellular Vehicle to everything) genera grandi reti di comunicazione veicoli connessi e di infrastrutture. Nell’immagine uno schema di Ericsson

2' di lettura

Comunicazione. Sarà questa una delle parole chiave dell’automotive in un futuro sempre più vicino, dove le vetture saranno in grado di dialogare tra di loro e con le infrastrutture. Se già oggi tutti i veicoli di nuova immatricolazione sono in grado di chiamare i soccorsi in caso di incidente, manca poco a una diffusione di massa di modelli capacidi avvisare altre auto di pericoli imminenti come incidenti sul percorso. Partendo dall’eCall dal 31 marzo scorso tutte le vetture e i veicoli commerciali leggeri di nuova omologazione devono montare di serie il sistema automatico per la chiamata di emergenza. Due le modalità di funzionamento: manuale dove il guidatore o un passeggero premono il pulsante e chiedono assistenza (in caso di incidente o di malore) al centro servizi oppure automatico.

In questo modo la chiamata di soccorso parte quando i sensori rilevano una forte decelerazione o parametri come l’apertura degli airbag. Come sottolineato dalla Commissione Europea, l’eCall potrebbe salvare fino a 2.500 vite ogni anno solamente in Europa, perché assicura ai soccorsi la possibilità di localizzare con precisione l’incidente e di intervenire con rapidità anche nel caso in cui le persone coinvolte non siano in grado di chiedere aiuto. La comunicazione è al centro anche dello standard C-V2X (Cellular Vehicle to everything), tecnologia appunto di comunicazione tra veicoli connessi e infrastrutture. Già oggi determinate gamme di modelli sono in grado di dialogare tra di loro attraverso il protocollo C2X (Car To Communication) ma lo scambio di dati è ristretto alle vetture del singolo marchio come nel caso di Audi e Mercedes.

Con l’espansione del protocollo C-V2X, e di nuove realtà pronte a diventare protagoniste nell’automotive come Qualcomm e Huawei, grazie anche all’arrivo dello standard 5G in tempo reale la nostra auto dialogherà con gli altri utenti della strada migliorando sotto il profilo della sicurezza, dell’efficienza e dell’intrattenimento attraverso il collegamento con attività commerciali. Una delle caratteristiche più importanti di C-V2X è quella di offrire ai veicoli comunicazioni a bassa latenza per V2I, Vehicle-to-Vehicle (V2V) e Vehicle-to-Pedestrian (V2P) senza l’utilizzo di una rete cellulare, ma operando a in uno spettro dedicato a 5,9 GHz.

Questo si traduce in migliori prestazioni e una maggiore compatibilità tra sistemi. La comunicazione 5G, le comunicazioni V2V e V2X, insieme a Adas e AD (Autonomous Driving), sono al centro di una importante partnership tra Veoneer e Ericsson.

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