Metropoli sempre aperte

Tokyo, la città verticale dove c’è un piatto per ogni ora

Da Akasaka a Ginza e Ueno: itinerario tra ristoranti di sushi, izakaya, mercati e cocktail bar

di Federico De Cesare Viola

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I tradizionali barili del sake al santuario Meiji e un chiosco di spiedini di pesce al Mercato di Tsukiji

Da Akasaka a Ginza e Ueno: itinerario tra ristoranti di sushi, izakaya, mercati e cocktail bar


5' di lettura

Dai grattacieli ai sotterranei. Dai cocktail bar panoramici degli hotel di lusso ai distributori automatici delle stazioni della metro. Dai menu degustazione da diverse decine di migliaia di yen dei ristoranti con tre stelle Michelin allo street food più economico e soddisfacente che possiate assaggiare. Tokyo è una città-ossimoro, da vivere in verticale. Sconfinata, sovrastante, capace di esaudire ogni possibile desiderio gastronomico, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Di cosa avete voglia? Di un dorayaki, di un ramen fumante, di un nigiri con anguilla o di uno yakitori? O magari di una scorpacciata di motsuyaki, che sono sì spiedini ma rigorosamente di interiora. A Tokyo è “verticale” anche il rispetto della materia prima e la specializzazione: sono tanti i locali che preparano un unico piatto, perfezionato giorno dopo giorno fino alla ricetta definitiva.

Da Akasaka a Roppongi, tra pasticcerie e izakaya
Nella nostra ultima visita abbiamo scelto di cominciare il nostro itinerario da Akasaka, un quartiere piacevole, dall'atmosfera rilassata ma comunque vivace, ricco di indirizzi preziosi dalla colazione a tarda notte, in una posizione ideale per muoversi in direzione di Roppongi o, viceversa, verso i Giardini Imperiali. Abbiamo assaggiato più e più volte i motsuyaki di Miroku, informalissimo e conviviale micro locale dove si può stare solo in piedi intorno al bancone. Dopo l'ottimo sashimi di lingua, potete far cuocere a vista sulla brace i vostri spiedini di fegato, cuore, intestino, diaframma oppure corde vocali: al vostro palato (più o meno temerario) la scelta. Nel quartiere – oltre a ristoranti di sushi, barbecue coreani, wine bar e izakaya (le tradizionali taverne dove bere sake e condividere pochi semplici piatti) – si trovano anche diverse pasticcerie di qualità. Minamoto Kitchoan – a pochi metri dall'ingresso della stazione metro di Akasaka (linea verde) – è un punto di riferimento per gli amanti dei wagashi (i tipici dolcetti da tè) e soprattutto per i cultori delle castagne: fate scorta di tsuyaguri, il frutto intero avvolto in una pasta gelatinosa di castagna. Le confezioni sono così eleganti e curate che sarà (quasi) un peccato aprirle. Dicevamo della vicinanza con Roppongi, meta notturna grazie ai tanti bar e club dall'atmosfera internazionale. Dopo aver trascorso un intero pomeriggio persi tra le tante attrazioni del complesso di Roppongi Hills (in particolare il Mori Art Museum, vedi box), potete fare una passeggiata fino a Gogyō, curata izakaya celebre per una specialità: il kogashi ramen, cioè bruciato, come noterete dalle fiamme che si alzano dai fornelli in cucina. È nel distretto di Ueno l'altra izakaya dove andare a colpo sicuro: la storica Shinsuke, in un ambiente autentico, propone tofu fritto, tonno in salsa di senape e altri piatti della tradizione, accompagnati da ottimo sake, caldo o freddo.

Shopping e mixology a Ginza
Ginza è sì il quartiere a misura di shopaholic – con i suoi magazzini sfavillanti e i flagship store delle maison del lusso – ma offre numerosi altri spunti. A pranzo potete scegliere tra Akomeya, un raffinato food shop (e non solo: in vendita raffinate ceramiche e accessori per la casa) dove ci si può anche fermare a mangiare alcuni piatti preparati con i prodotti in vendita (il riso è speciale), oppure Kondo, per una tempura a regola d'arte, in particolare di patate dolci quando è stagione.

Dopo cena potete andare alla scoperta della scena locale della mixology. Una deliziosa coppia di coniugi, Takuo e Sumire, gestisce l'Orchard Bar. Ci sono solo 8 posti al banco e altrettanti ai tavolini, bisogna armarsi di pazienza per riuscire a entrare in questa stanza di pochi metri quadrati (i claustrofobici sono avvisati) dove non c'è menu ma solo un'esposizione di frutta e verdura di stagione. Scegliete l'ingrediente principale, lo stile e la gradazione alcolica e loro penseranno a cucirvi addosso il cocktail più giusto, con buona dose di creatività e ironia nelle presentazioni. Non dovete stupirvi delle dimensioni: lo spazio a Tokyo è prezioso, i costi sono proibitivi e molti cocktail bar (tra cui anche il celebrato High Five) sono in realtà dei bugigattoli dalle fitte bottigliere. A meno che non saliate ai piani alti dei grandi alberghi e allora avrete sia spazio che panorama: ad esempio al New York Bar del Park Hyatt a Shinjuku - sì, proprio quello dove provavano a combattere l'insonnia Bill Murray e Scarlett Johansson - oppure al Rooftop Bar dell'Andaz Toranomon Hills; qui trovate anche The Sushi, autentico omakase con soli otto posti a sedere per un'esperienza memorabile.

Street food al mercato
A fine 2018 lo storico mercato del pesce di Tsukiji si è trasferito a Toyosu, nella baia di Tokyo. Ma la parte esterna resta comunque uno dei luoghi più divertenti della città dove trascorrere un'intera mattinata a tema street food. Saltate la prima colazione così da poter assaggiare le mille specialità proposte nei chioschi e ristorantini del mercato: pesce essiccato, ricci di mare freschi, tè, sottaceti, tamagoyaki (ovvero le omelette arrotolate e infilate su un bastoncino), daifukumochi (i tipici dolcetti di farina di riso glutinoso variamente farciti) e, naturalmente, soba e il sushi più tradizionale a prezzi sorprendenti.

Il libro . Viaggio gastronomico tra sushi bar izakaya e mercati
Per conoscere e comprendere la sorprendente varietà gastronomica della capitale giapponese, vi consigliamo «Tokyo Stories» di Tim Anderson, cuoco e proprietario del ristorante Nanban a Brixton e “nippo-maniaco”. Un viaggio di quartiere in quartiere, tra sushi bar, izakaya e mercati, alla scoperta di onigiri, gyōza, ramen, yakitori e mochi, con oltre ottanta ricette e tutti gli indirizzi dove è possibile assaggiarle. Bellissimo il progetto grafico e il corredo fotografico, originale la suddivisione in capitoli che sale dal basso verso l'alto come i piani di un ascensore, passando in rassegna tutti gli aspetti della gastronomia di Tokyo, dagli ingredienti di base ai chioschi nelle stazioni della metro, dalle tradizioni regionali ai menu più contemporanei. Un volume prezioso (pubblicato in Italia da Edt) per chiunque, come noi, sia irrimediabilmente dipendente dalla cucina giapponese.

Il museo
Il Mori Art Museum, all'interno del futuristico complesso urbano di Roppongi Hills (che comprende anche il Mohri Garden) è una tappa obbligata per gli amanti dell'arte contemporanea. Occupa i piani 52F e 53F della Mori Tower e presenta periodiche esposizioni temporanee originali. Fino al prossimo 29 marzo è possibile visitare la mostra «Future and the arts: AI, robotics, cities, life - How humanity will live tomorrow», strutturata in cinque sezioni con 100 progetti e opere: una riflessione sul futuro prossimo della nostra società e sull'impatto delle biotecnologie, dell'intelligenza artificiale e della robotica sullo stile di vita, sulla struttura delle città e anche sull'arte e sul design. Con lo stesso biglietto d'ingresso si può accedere al Tokyo City View, un osservatorio a 360° gradi sulla città, a 250 metri d'altezza, particolarmente spettacolare con le luci della sera.

Per approfondire
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