la ripresa post covid

Vi sposate in Sicilia? La Regione vi dà un bonus fino a tremila euro

Varato dal governo regionale siciliano un pacchetto di misure per la ripartenza: al suo interno il bonus matrimoni valido fino al 31 luglio 2021. L’obiettivo è risollevare un settore strategico, di colpo fermatosi a causa della pandemia

di Annarita D'Ambrosio

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(hreniuca - stock.adobe.com)

Varato dal governo regionale siciliano un pacchetto di misure per la ripartenza: al suo interno il bonus matrimoni valido fino al 31 luglio 2021. L’obiettivo è risollevare un settore strategico, di colpo fermatosi a causa della pandemia


2' di lettura

L’invito, per il momento, arriva dalla sola Sicilia, ma chissà che altre Regioni non raccolgano il testimone di questo bonus matrimoni approvato dal governo regionale retto da Nello Musumeci, utile per chi decide di sposarsi, ma destinato in generale al rilancio, in tempi di coronavirus, anche del turismo e di tutta l’economia legata all’evento.

A Palazzo Orleans, Musumeci ha presentato il piano messo a punto, dopo l'approvazione della legge di stabilità regionale, che prevede una prima tranche di interventi a sostegno dell’imprenditoria da 278 milioni di euro che provengono dal Po Fesr. Di questi, tre milioni e mezzo di euro andranno proprio a chi decidesse di dire il sì (matrimoni o unioni civili ovviamente) in riva al mare siculo o nei gioiellini dell’entroterra dell’isola, fino a tremila euro a cerimonia.

Le caretteristiche del bonus

Il beneficio riguarda sia riti religiosi sia civili e i criteri e le modalità di esecuzione degli interventi di sostegno saranno approvati con apposito decreto dagli assessori della Famiglia e dell’Economia. La necessità di dare avvio all'iniziativa parte dal fatto che il “wedding” rappresenta un mercato di riferimento molto importante per le regioni del Sud. Negli ultimi anni il comparto ha registrato un successo crescente anche per la domanda internazionale di location appartenenti ad alcune regioni tra le quali la Sicilia stessa è in prima fila.

L’erogazione del contributo dovrebbe garantire, già nel corso di quest'anno, una ripresa del fatturato delle imprese del settore con un impatto consistente relativo all'ammontare della dotazione finanziaria destinata alla misura. «Si stima - spiega l’assessore all'Economia Gaetano Armao - che il contributo di 3,5 milioni di euro riuscirà a sviluppare un fatturato complessivo di circa 40 - 50 milioni di euro fino alla durata della misura di sostegno e cioè fino al 31 luglio 2021. Non tralasciando che c’è un indotto che deve parimenti ripartire».

Un settore strategico, soprattutto al Sud

E i numeri italiani, infatti, sono molto rilevanti: il solo settore dei banchetti e del catering ha registrato un fatturato annuo pari a 65,5 miliardi e occupa circa 569 mila persone (stime Anbc). Per gli abiti da sposa e da cerimonia si spendono (spendevano purtroppo) in media 600 milioni, per le bomboniere 800 milioni, stessa cifra per immortalare l’evento grazie ai fotografi. Se si aggiungono musicisti, wedding planner, catering, fioristi, noleggiatori di auto da cerimonia e parrucchieri si può immaginare il danno complessivo.

Nelle regioni del Sud i matrimoni impiegano le varie categorie lavorative citate perfino per più giorni, considerato che il racconto comincia ben prima dell’evento per concludersi dopo lo stesso, quando si parte per il viaggio di nozze. E questo è un altro settore in sofferenza che va rimesso in moto, un settore che vale quasi 10 miliardi e che poteva contare prima dell’epidemia su oltre 70 fiere dedicate organizzate annualmente in tutto il Paese. L’Australia era la meta più gettonata sinora, ma agli sposi - di questi tempi - consigliamo decisamente l’Italia ed i suoi tesori.

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