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Via all’impianto di storage d’energia nel porto di Vado

Sono partiti i test sul sistema di accumulo da 9 megawatt realizzato da Falck Renewables nella stazione elettrica che alimenta lo scalo savonese

di Raoul de Forcade

2' di lettura

È stata ufficialmente avviata la fase di test sul sistema di accumulo da 9 megawatt di potenza (8 megawattora di energia scaricabile) progettato e realizzato da Falck Renewables all’interno della stazione elettrica che alimenta il porto di Vado Ligure per conto di Sv Port Service, società che gestisce numerosi servizi nello scalo di Savona, compresa la trasformazione e la distribuzione dell'energia elettrica.

Impianto all’avanguardia

L’impianto di storage, realizzato nel comprensorio del porto savonese, oltre a essere stato progettato per rispondere a innovativi parametri tecnologici richiesti da Terna, è stato allacciato a una stazione elettrica esistente, gestita da Sv Port Service, ottimizzando così l’infrastruttura esistente.

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Lo sviluppo di questo progetto ha richiesto la partecipazione e interazione di diverse professionalità presenti all'interno del gruppo Falck Renewables, a partire dalla progettazione e realizzazione dell'impianto. Il quale metterà a disposizione 7,5 megawatt di potenza storage per i servizi di dispacciamento previsti da Terna per l’approvvigionamento del nuovo servizio di regolazione ultra-rapida di frequenza.

Storage di energia

«L’elettrificazione dei consumi e il sempre più massiccio utilizzo di energie rinnovabili - sottolinea Marco Cittadini, global head di Falck Renewables Next Solutions - rendono oggi la tecnologia dell’accumulo fondamentale e imprescindibile, soprattutto per realtà come i porti che devono rispondere alla necessità di rendere in consumi sempre più sostenibili. E Falck ha realizzato un impianto di storage tra i più innovativi, soprattutto per quanto riguarda i servizi di rete erogati».

«Con la messa in opera dell'impianto di storage, l’Autorità di sistema portuale si conferma - sostiene Paolo Piacenza, segretario generale dell'Adsp del Mar Ligure Occidentale (genova e Savona) - uno scalo all’avanguardia nel processo di transizione energetica e ottimizzazione dei consumi. Nel 2020 l’Adsp è stata la prima a redigere il Documento energetico ambientale, sottolineando l’impegno, da parte dei porti di Genova, Savona e Vado nel raggiungimento dell'obiettivo di un porto a “impatto zero”».

Nel 2023 gare per i progetti Green ports

Un ulteriore passo in quella direzione, prosegue Piacenza, « è stata la presentazione al ministero della Transizione ecologica di 20 progetti Green Ports Pnrr per la produzione e l’utilizzo di energie rinnovabili, che sono stati finanziati dal ministero per circa 35 milioni di euro; entro dicembre contiamo di aver approvato tutti i progetti di fattibilità tecnico economica cosicché, nei primi mesi del 2023, si possa procedere alle gare di appalto e alla conseguente apertura dei cantieri».

Poter contare su un sistema di accumulo, conclude, «nel contesto attuale di incertezza energetica, ha un’importanza strategica per tutta l’area portuale, anche in vista dei prossimi interventi di elettrificazione delle banchine nel porto passeggeri, per un valore complessivo di circa 30 milioni di euro, già appaltati e di prossima realizzazione».

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