BUSINESS TECH FORUM

Via all’osservatorio sull’impatto della tecnologia sulle imprese

Nasce dalla collaborazione tra Core e Il Sole 24 Ore, con il contributo del Politecnico di Milano

di Nicoletta Cottone


Business 4.0: via all’Osservatorio sull’impatto della tecnologia sulle imprese

4' di lettura

Nasce l’Osservatorio sull’impatto delle tecnologie nelle imprese, dedicato al business 4.0 e all’innovazione declinata a 360 gradi, dalla finanza all’economia, dalla salute alle scienze mediche, dall’agricoltura alle smart city, alla mobilità elettrica. L’innovazione come motore di evoluzione e di business per le aziende italiane.

L’osservatorio nasce dalla collaborazione tra Core - la società del gruppo Sg Company specializzata in relazioni pubbliche e istituzionali - e Il Sole 24 Ore, con il contributo del Politecnico di Milano. L’osservatorio presentato a Roma, alla Fondazione Civita di piazza Venezia, presenti il viceministro dello Sviluppo economico Stefano Buffagni, il vicepresidente di Confagricoltura Matteo Lasagna, il direttore del Sole 24 Ore Fabio Tamburini, il country manager di Oracle Italia Fabio Spoletini, e il direttore di Enel Italia Carlo Tamburi.

Tre mesi di ricerca operativa
Tre mesi di ricerca operativa con l’obiettivo «di creare un dialogo tra le diverse realtà della business community: istituzioni nazionali, giornalismo economico e scientifico, accademici e grandi aziende per analizzare le prospettive e gli sviluppi del business con le nuove tecnologie». Gran finale a Milano al Business Tech Forum, con oltre dieci tavoli di lavoro e più di cinquanta speaker tra manager di azienda, accademici, ricercatori, giornalisti e rappresentanti delle istituzioni. Obiettivo del Business Tech Forum, realizzato con il patrocinio di Confagricoltura e la collaborazione di Oracle, è di mettere a sistema le imprese che innovano e indagare le ricadute della trasformazione digitale sul sistema di business.

Nel 2019 investiti 31 miliardi in tecnologia
Si parte da un dato: la crescita degli investimenti in tecnologia delle imprese del Paese. Sono, infatti, 31 i miliardi di euro investiti nel 2019 dalle aziende italiane per le tecnologie digitali, il 2,3% in più del 2018, in crescita nel 2020.

Buffagni: «Creare dialogo può favorire lo sviluppo»
«Creare un dialogo tra le diverse realtà - ha sottolineato il viceministro allo Sviluppo economico Stefano Buffagni - può senza dubbio favorire lo sviluppo di nuove tecnologie tra le imprese. Ritengo anzi fondamentale, in un mondo che cambia velocemente, fare in modo che ci sia sinergia, confronto e, soprattutto, strumenti come può essere l’Osservatorio, che raccolgono dati e favoriscano anche ai policy maker la possibilità di fare scelte suffragate da dati numerici consistenti ed esperienza accumulata sul campo. L’Osservatorio risulterà molto utile per l’attività che svolgiamo».

Tamburini: «Una piattaforma di confronto tra esperti e imprese»
«Grazie al lavoro che l’Osservatorio produrrà in questi mesi con i tavoli al via da domani – ha spiegato il direttore del Sole 24 Ore Fabio Tamburini - nascerà una piattaforma di confronto tra esperti di economia e finanza, accademici, top manager, e startupper, per comprendere le esigenze delle aziende con l’obiettivo di contribuire ad adeguare il sistema imprenditoriale sul fronte delle conoscenze e delle competenze in modo che possa sfruttare al meglio tutte le opportunità che la tecnologia è in grado di offrire».

Resta: «Sulla digitalizzazione delle imprese si gioca la competitività»
Discussione aperta sulla valorizzazione dei dati, sul futuro della mobilità nelle città, sull’innovazione nel sistema di reti sanitarie, sulla tecnologia come collante inclusivo e sulla formazione interna ed esterna alle imprese come garanzia di crescita futura: tutto sotto la lente dei docenti del Politecnico di Milano, partner scientifico del progetto. «Negli ultimi anni, a un ritmo sempre più sostenuto, la tecnologia ha modificato sensibilmente molti settori produttivi e del vivere quotidiano. Assistiamo a una continua digitalizzazione di imprese, servizi, città e territori. Qui si gioca la competitività delle aziende e delle pubbliche amministrazioni», ha commentato Ferruccio Resta, rettore del Politecnico di Milano. «Fondamentale sarà quindi la nostra capacità cogliere le potenzialità del cambiamento in atto per tracciare la crescita dei prossimi anni. Per questo, il Politecnico di Milano mette le proprie competenze a disposizione dell’Osservatorio Business 4.0 e di quell’Italia che ha voglia guardare avanti».

Fabiano: «Dialogo a lungo termine nella business community»
Pierangelo Fabiano, ceo di Core, ha sottolineato come l’obiettivo dell’Osservatorio sia «quello di creare un dialogo a lungo termine tra le diverse realtà della business community, mondo accademico e istituzioni per analizzare le prospettive e gli sviluppi del business con le nuove tecnologie». E ha spiegato che dopo il forum dell’11 e 12 marzo a Milano in cui sarà presentato lo stato dell’arte sull’innovazione delle imprese italiane, «il lavoro di ricerca continuerà nei mesi successivi per far diventare il Forum un hub che coinvolga sempre più aziende e istituzioni».

Spoletini: «Accelerazione della competitività del Sistema Paese»
Gli ambiti di indagine sono finance&retail, people&society, tech&industry e verranno approfonditi mettendo a sistema ricerche accademiche, studi scientifici, articoli editoriali, storie e impegno di impresa. «La nostra presenza -ha detto Fabio Spoletini, country manager di Oracle Italia - vuol essere di sprone all’accelerazione della competitività del Sistema Paese, costituito essenzialmente di piccole e medie imprese, attraverso la tecnologia e il cloud in particolare, su cui possiamo portare competenze ed esperienze di successo da tutto il mondo».

Lasagna: «Siamo di fronte a una “rivoluzione verde”»
«Siamo di fronte a una “rivoluzione verde” - ha detto il vicepresidente di Confagricoltura Matteo Lasagna - su cui però c’è ancora molto da fare in termini organizzativi, infrastrutturali, di formazione e informazione e, soprattutto, di sostegno agli investimenti. La sfida ora è coordinare le diverse politiche nazionali ed europee con i fondi che verranno messi a disposizione, per raggiungere la maggiore integrazione possibile e dare risposte concrete alle imprese. Occorre una vera e propria strategia nazionale sul digitale che preveda una sua specificità sull’agricoltura, al fine di favorirne lo sviluppo».

Tamburi: «La rivoluzione del settore dell’energia»
«Il settore dell’energia - ha detto Carlo Tamburi, direttore di Enel Italia - sta vivendo una rivoluzione che impone uno sforzo continuo per l’individuazione di soluzioni tecnologiche in grado di rispondere ai nuovi bisogni dei clienti, dei dipendenti, dei fornitori e della società, puntando sempre sulla sostenibilità ambientale. Innovazione e sostenibilità sono i fattori chiave del nostro modello di business ed è proprio dai due concetti che nasce la nostra funzione lnnovability. Per questo motivo abbiamo aperto 10 Innovation Hub, di cui 3 in Italia, per la ricerca di startup con le migliori soluzioni innovative con le quali lavorare. Abbiamo già acquistato solo nel nostro Paese bene e servizi da startup per 20 milioni di euro».

Per approfondire:
Il Politecnico è un crocevia per costruire l'innovazione

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