Finanziamenti

Via al «Fondo Megalizzi» da un milione di euro, radio e università insieme per l’informazione studentesca

Firmato da Giorgetti e Messa il decreto che fissa i criteri e le modalità di assegnazione del milione di euro del Fondo Antonio Megalizzi riservato a nuovi servizi per l’infomazione radiofonica universitaria.

di Marco Mobili

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2' di lettura

Nuove idee e nuove promesse radiofoniche cercasi. È lo spirito con cui i ministri dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti e la collega dell'Università, Maria Cristina Messa, hanno definito e firmato in questi giorni il decreto per far decollare il cosiddetto “Fondo Megalizzi”. Un milione di euro in tutto destinato a finanziare nuovi progetti presentati dalle emittenti radiofoniche in collaborazione con le università. Il Fondo, come ricorda una nota del Mise, è stato istituito in memoria del giornalista italiano vittima dell'attentato di Strasburgo dell'11 dicembre 2018, allo scopo di garantire un servizio di informazione radiofonica universitaria. Il provvedimento è ora alla Corte dei Conti per la registrazione. Dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale il Mise emanerà un avviso pubblico con i termini per la presentazione delle proposte progettuali.

Chi può accedere

I beneficiari del finanziamento sono tutte le emittenti radiofoniche che a qualsiasi titolo operano e su qualunque piattaforma. Condizione imprescindibile per accedere al finanziamento pubblico è quella che le radio interessate a presentare progetti abbiano già stretto un accordo di collaborazione o comunque un'intesa con università pubbliche o private per l'avvio di un servizio di trasmissione radiofonica.

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Le proposte ammesse

I progetti, come prevede il decreto Mise-Miur, dovranno essere realizzati all'interno di un'università e dovranno puntare allo sviluppo culturale, formativo ed educativo della comunità studentesca. I nuovi programmi e i loro novelli speaker dovranno allo stesso tempo promuovere la ricerca e la sperimentazione nel settore della radiofonia, e dedicare all'attività commerciale meno del 25% della programmazione. Per conoscere i criteri di selezione che saranno utilizzati sarà comunque necessario attendere l'avviso che sarà pubblicato dal Mise e in particolare dalla Direzione generale per i servizi di comunicazione elettronica, radiodiffusione e postal. Avviso che sarà reso disponibile sul sito istituzionale dello Sviluppo economico.

I requisiti delle proposte

Per non essere esclusi in partenza le proposte dovranno essere accompagnate da un piano operativo, con lo stato di avanzamento delle attività e la ripartizione del finanziamento, e dovranno presentare requisiti minimi come la realizzazione all'interno di un'università, oltre come detto promuovere la ricerca e la sperimentazione nel settore della radiofonia, anche attraverso azioni mirate di divulgazione e comunicazione ed il coinvolgimento della comunità studentesca. Per la selezione sono considerati prioritari la fruizione di un contributo economico da parte dell'Università, l'aggregazione di più emittenti, la rappresentatività sul territorio nazionale e la percentuale di attività non commerciale presente nella programmazione.

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