costruzioni

Via libera all’omologa: per Cmc Ravenna parte la fase esecutiva del concordato

Per la maxi cooperativa inizia la fase del rilancio a un anno e mezzo dalla domanda di ammissione al concordato in bianco

di Natascia Ronchetti

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Per la maxi cooperativa inizia la fase del rilancio a un anno e mezzo dalla domanda di ammissione al concordato in bianco


2' di lettura

Per Cmc di Ravenna inizia la fase del rilancio. A un anno e mezzo dalla domanda di ammissione al concordato preventivo presentata al Tribunale della città romagnola, il colosso cooperativo delle costruzioni ha ottenuto l'omologa. Uno step fondamentale per passare alla fase esecutiva del concordato in continuità.

In aprile aveva ottenuto il via libera dall'assemblea dei creditori, con oltre il 78% dei voti a favore di un piano concordatario che prevede la continuità aziendale e la soddisfazione integrale dei creditori in pre-deduzione, dei creditori privilegiati e dei fornitori strategici nell'arco di due anni ma anche la soddisfazione degli altri creditori chirografari (in particolare banche e compagnie assicurative) con l'attribuzione di strumenti finanziari partecipativi per i quali l'assemblea dei soci aveva previsto, già nel dicembre scorso, la possibilità di convertirli in obbligazioni.

Una conversione che consente, dal 2020 al 2021, di ricevere i ricavi che si attendono dalla continuità aziendale ma anche di esercitare un ruolo nella governance del gruppo con l'acquisizione di diritti amministrativi sia nel consiglio di amministrazione che nell'assemblea dei soci.

CMC, cooperativa storica fondata nel 1901, è ora guidata dall'amministratore delegato Davide Mereghetti, per lungo tempo uno dei manager storici di Unicredit. A lui tocca il compito di traghettare la maxi coop, a cui fanno capo 550 soci oltre seimila dipendenti tra Italia e resto del mondo, verso la ripresa.

La notizia dell'omologa al concordato è stata accolta con soddisfazione da tutta la città (CMC è da oltre un secolo uno dei motori economici di Ravenna). A partire dal sindaco Michele De Pascale. «Nella ripartenza sarà fondamentale l'investimento pubblico in infrastrutture – dice De Pascale - ed è importante che la città e il Paese possano usufruire delle competenze di una protagonista assoluta come è sempre stata e come deve continuare ad essere la CMC».

Complessivamente ammonta a 1,8 miliardi il debito chirografo, somma che comprende anche 575 milioni di debito costituito da obbligazioni. Il gruppo cooperativo era stato ammesso al concordato preventivo nel giugno dello scorso anno, a sei mesi dalla presentazione della domanda inoltrata in una fase estremamente critica: i suoi bond, quotati alla Borsa del Lussemburgo erano scesi sotto gli otto centesimi.

Per Cmc, da sempre caratterizzata da un forte profilo internazionale, si apre così la nuova fase. Oltre il 60% del suo fatturato è generato dalle attività di costruzione all'estero, dove opera nel settore dei trasporti, delle opere idrauliche ed irrigue, in quelle portuali e marittime, prevalentemente in Asia e in Africa. Sul mercato domestico è attiva soprattutto nel settore delle grandi opere pubbliche, anche in ambito ferroviario.

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