VERSO LA MAXI MANOVRA

Dopo quello della Camera, arriva via libera del Senato a Def e scostamento

Lo scostamento di bilancio è in vista dell’approvazione da parte del governo della maxi manovra da 155 miliardi

Il Def al voto dell’aula della Camera (foto Ansa)

2' di lettura

Dopo la Camera, è giunto il via libera dell’Aula del Senato al Def e alla risoluzione che autorizza la richiesta del Governo ad un ulteriore ricorso all'indebitamento per 55 miliardi di euro nel 2020, dopo lo scostamento di 20 miliardi, già autorizzato lo scorso marzo.

Con 161 voti favorevoli, 112 contrari e un astenuto l’Aula di Palazzo Madama ha approvato la risoluzione di
maggioranza sul Def. Nl caso dello scostamento invece il disco verde, che doveva essere espresso a maggioranza assoluta dei componenti dell’Assemblea, è arrivato con 276 sì e un contrario. Sull’autorizzazione allo scostamento si sono espresse a favore anche FdI, FI e Lega.

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Il via libera di Palazzo Madama è giunto il 30 aprile, il giorno dopo quello della Camera. In questo caso sono stati 512 i sì alla risoluzione di maggioranza sullo scostamento, un no e nessun astenuto). L’Aula di Montecitorio ha poi dato il via libera alla risoluzione di maggioranza sul Def, accettata dal governo. I voti favorevoli sono stati in questo caso 295 e 191 i contrari. Lo scostamento di bilancio è in vista dell’approvazione da parte del governo della maxi manovra da 155 miliardi.

Sostegno delle opposizioni alla richiesta di scostamento
A Montecitorio la richiesta di scostamento da 55 miliardi di deficit trova il sostegno anche delle opposizioni, mentre sul quadro complessivo del Def scattano i distinguo, Lega in testa, in attesa di vedere come se la caverà il governo con la Fase 2, sulla quale peraltro si presenterà alle Camere il premier, Giuseppe Conte per difendere le scelte fatte fin qui compreso l’uso dei Dpcm.

Dl aprile slitta a maggio
Alla fine il “decreto aprile” slitta a inizio maggio: nonostante incontri, riunioni e calcoli che si sono susseguiti e moltiplicati negli ultimi giorni, il governo ha bisogno ancora di un po’ di tempo per mettere a punto i dettagli di un intervento «imponente», mai visto «dal dopoguerra» ma «necessario» per puntellare il Paese provato da due mesi di epidemia da Coronavirus, come ha ripetuto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri.

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