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Via libera alla fiducia al Dl Covid, sì alle feste popolari e al green pass base per spostarsi dalle isole

Il voto finale del provvedimento è previsto per la tarda mattinata di giovedì 17 febbraio

di Andrea Carli

Un traghetto in partenza per la Sardegna dal porto di Livorno (foto Ansa)

4' di lettura

Il decreto legge che ha prorogato ulteriormente lo stato di emergenza nazionale al 31 marzo 2022 (dl 221/2021) si appresta a ottenere il via libera definitivo della Camera (scadrà il 22 febbraio). Dopo che il Governo, con il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà, ha posto in aula la questione di fiducia sul provvedimento, i deputati si sono espressi a favore (i sì sono stati 452, i voti contrari 53). Il voto finale del provvedimento è previsto per la tarda mattinata di giovedì 17 febbraio.

Nel passaggio in aula al Senato, giovedì 10 febbraio, il decreto ha “imbarcato” tre emendamenti che hanno fatto emergere distanze all’interno della maggioranza. L’esecutivo ha espresso in quella circostanza parere contrario. Poi il via libera del Senato: 139 voti favorevoli, 16 contrari e 2 astenuti.

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I tre emendamenti approvati dal Senato, con Governo contrario

I primi due - emendamenti 2.1500/25, del sen. Augussori (L-SP) e altri, e 2.1500/26 del sen. Lorefice (M5S) - hanno cancellato con un colpo di spugna l’obbligo di Green pass rafforzato (generato esclusivamente da vaccinazione contro il Covid-19 o da guarigione) nei trasferimenti da e per le isole (Sicilia, Sardegna e isole minori). Per accedere ai mezzi di trasporto che collegano Sicilia, Sardegna e isole minori al resto del territorio italiano basta il green pass base (che attesta avvenuta vaccinazione; avvenuta guarigione; effettuazione di test antigenico rapido o molecolare). La soluzione è stata adottata al fine di rimuovere una regola che avrenne limitato la libertà di spostamento per chi risiede nelle isole. La seconda proposta di modifica - emendamento 2.1500/20, del sen. Briziarelli (L-SP) e altri - che ha registrato il semaforo verde dei senatori consente, in zona bianca, lo svolgimento di feste popolari e manifestazioni culturali all’aperto, anche con modalità itinerante e in forma dinamica, riconosciute di notevole interesse culturale (in base a quanto dispone il Dlgs 42 del 2004, ovvero il Codice dei beni culturali e del paesaggio). Entrambi gli emendamenti sono passati nonostante il parere contrario del relatore e del Governo. E in entrambi i casi si tratta di due modifiche all’articolo 2. Ora, nel passaggio finale in aula alla Camera, il Governo si accinge ad apporre la fiducia sul testo.

La deroga all’uso dei mezzi di trasporto pubblico

Partiamo dalla prima modifica. Nel corso dell'esame al Senato, al generale regime che prescrive il possesso della certificazione verde rafforzata per prendere i mezzi di trasporto pubblico regionale e locale è stata introdotta una deroga. Si tratta in particolare, dell'utilizzo di mezzi aerei, marittimi e terrestri per gli spostamenti da e per le isole con il resto del territorio italiano, per i quali resta valida anche la certificazione verde ordinaria (il c.d. green pass base). Va poi ricordato che il decreto legge 5 del 2022 ha introdotto un'ulteriore deroga con riferimento all'utilizzo dei mezzi di trasporto gli spostamenti da e per le isole lacustri e lagunari e per quelli dedicati al trasporto scolastico, per i quali è sufficiente - anche in questo caso - il green pass base.

Secondo il Codice del 2004 le feste popolari non rientrano nei beni culturali

Per quanto riguarda la seconda modifica, ovvero la possibilità di svolgere in zona bianca feste popolari e manifestazioni culturali all’aperto, gli organizzatori producono all’autorità competente ad autorizzare l’evento la documentazione che attesta le misure adottate per prevenire la diffusione del contagio Coronavirus. “Il notevole interesse culturale”, in base al Codice, è riferito ai “beni culturali”, nella cui nozione - osserva il Servizio studi del parlamento in un dossier syul provvedimento - non sono ricomprese le feste popolari e le manifestazioni culturali.

Stato di emergenza nazionale fino al 31 marzo

Il decreto che sta per ottenere il via libera definitivo della Camera prevede l'ulteriore proroga al 31 marzo 2022 dello stato di emergenza nazionale, dichiarato con deliberazione del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, in considerazione del rischio sanitario connesso al protrarsi della diffusione degli agenti virali da Covid-19. Si tratta dunque dell’ennesima proroga: originariamente lo stato di emergenza è stato dichiarato con delibera del Consiglio dei ministri 31 gennaio 2020, per un periodo di 6 mesi, fino al 31 luglio 2020, e successivamente prorogato fino al 15 ottobre 2020 con delibera del Consiglio dei Ministri adottata il 29 luglio 2020. Si sono poi succedute le ulteriori proroghe al 31 gennaio 2021 con delibera del Consiglio dei Ministri del 7 ottobre 2020 , al 30 aprile 2021 con delibera del Consiglio dei Ministri del 13 gennaio 2021 e al 31 luglio 2021 con delibera del Consiglio dei Ministri del 21 aprile 2021. L'articolo 1 del dl 105/20211 (legge 126/2021) ha infine prorogato al 31 dicembre 2021 lo stato di emergenza, in considerazione del rischio sanitario connesso al protrarsi della diffusione dell'epidemia.

Green pass base per imbarco isole, deroga tribunale Livorno

Intanto il tribunale di Livorno ha sancito, in deroga alle previsioni generali per «spostamenti da e per le isole minori lagunari e lacustri», l’utilizzo del green pass “base”, fermo restando, viene spiegato, «l’obbligo di indossare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo Ffp2», ritenendoli sufficienti a garantire gli spostamenti per rientrare al proprio domicilio dopo una partenza programmata per motivi di salute. Il tribunale è intervenuto nel caso di un cittadino sardo affetto da una grave malattia che si è trovato fuori regione per sottoporsi a cure salvavita, ordinando a una compagnia di navigazione di accettarlo all’imbarco del traghetto in partenza da Livorno per Olbia, dietro esibizione di certificazioni verde Covid-19, comprovante l’effettuazione di un test antigenico rapido o molecolare con esito negativo. Test deve avere validità di 48 ore dall’esecuzione se antigenico rapido o di 72 ore se molecolare. Solo ulteriore obbligo quello di indossare una mascherina di tipo Ffp2


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