unione industriali napoli

Via libera a programma e squadra del presidente designato Vito Grassi

di Vera Viola

3' di lettura

Aggregazione tra le imprese per farle crescere, promozione della cultura e della legalità, innovazione, formazione, infrastrutture e ambiente: sono i pilastri del programma del candidato designato alla presidenza dell’Unione industriali di Napoli, Vito Grassi, approvato dal Consiglio generale dell’Unione. Questo ha approvato anche la squadra proposta. Grassi – che nella governance uscente, guidata da Ambrogio Prezioso, ha svolto il ruolo di vicepresidente con delega a Porti, infrastrutture, energia e ambiente – il 9 aprile era stato designato a larga maggioranza. Entro fine maggio si concluderà la procedura in assemblea.
Il piano parte da una manifestazione di orgoglio e di contrasto alla rassegnazione. «Vogliamo affermare il Made in Napoli nel resto del mondo, creando opportunità capaci di dare fiducia a chi troppo spesso cade rassegnazione». Poi passa in rassegna ostacoli e potenzialità indicando per ciascun “titolo” proposte e soluzioni.

Rimuovere gli ostacoli.

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Parte dalle criticità. «L’area napoletana, a cominciare dalle reti logistiche e dei trasporti per finire con quelle tecnologiche ed energetiche, ha infrastrutture che spesso ‘non dialogano' fra loro, con ricadute inadeguate per la cittadinanza e il sistema produttivo». Poi cita i numerosi ostacoli allo sviluppo da eliminare: costo della mala burocrazia, fiscalità elevata, costo dell’energia, giustizia civile. Ma, denuncia Grassi, «c’è un’altra importante criticità: il forte degrado di diverse aree, e non parliamo solo della periferia, che si traduce in marginalità sociale e criminalità. Superare questa condizione è possibile solo mettendo in campo strategie di integrazione sociale, rivolte innanzitutto alle nuove generazioni. Istruzione e lavoro vanno promossi come valori prima ancora che come opportunità, nel quadro di una ritrovata legalità, alternativa e vincente alla subcultura criminale».

Le potenzialità.

Quanto al mondo delle imprese, il candidato designato alla presidenza pone l’accento sulla parola “aggregazione”. «Favorire ogni forma di aggregazione – dice – è la strada giusta anche per consolidare preesistenze qualificate del nostro territorio: dall’automotive al settore ferroviario e all’aerospazio, dalla meccanica all’agroalimentare, al sistema moda, alla cantieristica, ai servizi innovativi. È il miglior viatico per sviluppare anche l’industria culturale, il turismo, che dovranno intercettare i nuovi importanti flussi previsti per i prossimi anni». In comparti come l’aerospazio o l’agroalimentare – cita il programma – Napoli, la Campania possono accrescere valore aggiunto e potenzialità già importanti, definendo strategie condivise con sistemi di impresa affini come, per esempio, quello pugliese.
E ancora, Grassi parla di formazione (che passa anche per più intensi rapporti con il mondo della scuola a tutti i livelli), internazionalizzazione delle imprese. Sottolinea l’importanza dei programmi di rigenerazione urbana e di valorizzazione di giacimenti culturali. Ricorda gli interventi concreti avviati nei territori di Napoli est, Pompei e area vesuviana. Per Bagnoli invoca soluzioni tecnico-giuridiche e amministrative capaci di accelerare l’intervento di rigenerazione. Da potenziare è il sistema dei trasporti e della logistica. A partire dal porto di Napoli. La Zona Economica Speciale può imprimere un ulteriore, importantissimo salto di qualità allo sviluppo legato direttamente o indirettamente al sistema portuale campano e alla Blue Economy. Inoltre fa riferimento alla importanza di mantenere in vita la riserva del 34% a favore del Mezzogiorno degli investimenti ministeriali.

La squadra
Il Consiglio generale di Unione Industriali Napoli ha infine approvato la squadra indicata da Grassi per coadiuvarlo nella realizzazione del programma. Accanto ai vice presidenti di diritto, il presidente del gruppo Piccola Industria Anna Del Sorbo (delegata a sviluppo associativo, reti d’impresa e responsabilità sociale) e il presidente del gruppo Giovani Imprenditori Vittorio Ciotola (delegato a start up, legalità e passaggio generazionale), sono stati scelti con il ruolo di vice presidenti Maurizio Manfellotto (innovazione e competitività nel manifatturiero), Armando Brunini (promozione internazionale dell’impresa napoletana), Francesco Tavassi (economia del mare), Maurizio Capotorto (infrastrutture materiali, trasporti e relazioni industriali), Vincenzo Napolitano (energia e ambiente).
L’imprenditore
Grassi è amministratore unico di Graded, azienda napoletana con un fatturato da 50 milioni che opera da sessant’anni nel mercato della progettazione, realizzazione, installazione e gestione di impianti tecnologici, di cogenerazione industriale e di produzione di energia da fonti rinnovabili. L’azienda gestita in seconda generazione, insieme al fratello Federico, dal 2005 è una energy saving company riconosciuta e accreditata secondo i più moderni standard di riferimento, che progetta, realizza e gestisce soluzioni energetiche personalizzate chiavi in mano ovvero in project financing nel settore pubblico e privato. Opera sia in Italia che all’estero: sono attualmente in corso progetti di internazionalizzazione in Inghilterra, Germania, Spagna, Portogallo, Romania e Stati Uniti.

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