le consultazioni

Via libera di Salvini per un governo Draghi, si amplia la maggioranza «Ursula». Grillo blinda il sì M5s

Terminato il primo giro di consultazioni. L’apertura di credito maggiore è stata quella del leader del Carroccio Matteo Salvini, che ha chiosato: «Siamo a disposizione, non abbiamo posto condizioni». Sostanziale via libera anche dal capo politico reggente M5s Vito Crimi: «Se e quando si formerà un governo, noi ci saremo con lealtà»

di Andrea Gagliardi

Consultazioni, Salvini: «Pronti a collaborare senza condizioni»

Terminato il primo giro di consultazioni. L’apertura di credito maggiore è stata quella del leader del Carroccio Matteo Salvini, che ha chiosato: «Siamo a disposizione, non abbiamo posto condizioni». Sostanziale via libera anche dal capo politico reggente M5s Vito Crimi: «Se e quando si formerà un governo, noi ci saremo con lealtà»


5' di lettura

Mario Draghi, premier incaricato per la formazione del nuovo governo, incassa la disponibilità di Lega e M5S al termine della terza e ultima giornata della prima tornata di consultazione con le forze politiche. Anche se per il via libera definitivo bisognerà attendere fino a martedì sera, quando terminerà il secondo giro di consultazioni. La mattinata è iniziata con l’incontro con la delegazione della Lega guidata da Matteo Salvini. E si è conclusa con il faccia a faccia con la delegazione M5s guidata per l’occasione dal “garante” e cofondatore Beppe Grillo. Gli incontri sono avvenuti nella sala della biblioteca di Montecitorio.

Salvini: non abbiamo posto condizioni, sensibilità comune

L’apertura di credito maggiore, inaspettata forse nei termini in cui è andata in scena, è stata quella del leader del Carroccio Matteo Salvini, che al termine dell’incontro con Draghi ha dato una disponibilità senza condizioni ad appoggiare il nuovo governo: «Noi siamo a disposizione, siamo la prima forza politica del paese. Non abbiamo posto condizioni né su persone, né su idee, né su movimenti» ha premesso. E ha aggiunto: «Siamo contenti che al centro ci sia stato il tema dello sviluppo, della crescita dei cantieri. È ciò di cui l’Italia ha bisogno per ripartire». Quanto alla possibile squadra dei ministri, Salvini ha precisato: «Non abbiamo chiesto nè intendiamo chiedere posti. Lasciamo il professor Draghi scegliere la squadra».

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E ha sottolineato che la Lega non ha chiesto una scadenza prefissata per il governo, pur sottolineando che il tratto di strada da fare insieme «non sarà lungo». L’obiettivo è fissare «alcuni obiettivi condivisi». Poi ciascuno «deve rinunciare ad un pezzo di priorità per fare un tratto di strada insieme». «Abbiamo parlato di soldi alle imprese e non di beneficenza, di lavoro e di impegno a non aumentare nessuna tassa. Nessuna idea di patrimoniale, tasse sui conti correnti o aumento di quelle sulla casa, semmai una pace fiscale», ha rilanciato il leader del Carroccio, sottolineando anche la condivisione sulla necessità di accelerare su «opere e cantieri».

Crimi: ci saremo ma serve maggioranza politica

Toni concilianti sono stati usati anche dal capo politico reggente Vito Crimi al termine del colloquio della delegazione M5s guidata da Beppe Grillo (che non ha rilasciato dichiarazioni). «Abbiamo ribadito il concetto che, se e quando si formerà un governo, noi ci saremo con lealtà» ha detto Crimi, che ha evidenziato la necessità di «una maggioranza politica solida, che possa sostenere un governo solido». Per Crimi il nuovo governo «con una vocazione solidale, ambientalista, europeista» deve formarsi a partire dal lavoro realizzato dalle forze politiche di maggioranza nell’ultimo anno e mezzo. «Noi abbiamo dato la nostra disponibilità, se ci sono le condizioni. Questa disponibilità la verificheremo» al nuovo incontro con il premier incaricato, è stata la chiosa finale.


Grillo: serve ministero per i giovani

Laconico Beppe Grillo, che non ha rilasciato dichiarazioni. Si è limitato a un post su Facebook con la foto delle consultazioni con il premier incaricato Mario Draghi corredata da una frase di Platone: «Non conosco una via infallibile per il successo, ma una per l’insuccesso sicuro: voler accontentare tutti». Prima di presentarsi al colloquio con Draghi i cinquestelle si sono riuniti con il fondatore, che ha pubblicato sul suo blog una sorta di mini documento programmatico in un post intitolato “In alto i profili. Le fragole sono mature”. Tra i temi posti, la creazione di «un ministero per la transizione ecologica» al quale affidare la politica energetica e la riduzione alle «società benefit» dell’imposta sul reddito di impresa. Tra le proposte avanzate anche la creazione di un ministero per i giovani nonché l'inserimento in Costituzione delle parole “sviluppo sostenibile”.

Di Maio: posta in gioco alta, M5S sarà responsabile

Al vertice pentastellato hanno partecipato anche Giuseppe Conte e Davide Casaleggio, che vuole il voto su Rousseau per salvaguardare almeno formalmente il richiamo alla “democrazia diretta” e tenere insieme le diverse anime del Movimento, che rischia la scissione con almeno 30 senatori ribelli. Luigi Di Maio ha lanciato prima del vertice l’ennesimo appello all’unità. «Oggi è un momento di compattezza con la presenza di tutti, di Grillo, Casaleggio e anche di Conte. Oggi la famiglia si allarga». E su Facebook ha scritto: «La posta in gioco è alta, saremo responsabili». Al termine del confronto su un post su Facebook il M5S ha aggiunto: «Noi abbiamo dato la nostra disponibilità al confronto e continueremo a farlo, ci sarà un altro incontro e valuteremo se ci sono le condizioni per avviare questa nuova sfida».

Pd: infondate notizie su appoggio esterno

Quali saranno adesso le mosse degli altri partiti? Il Pd (che insieme a Forza Italia e Italia Viva ha dato disponibilità ad appoggiare Draghi) è rimasto spiazzato dall’apertura della Lega. Si sono anche rincorse le voci di un possibile appoggio esterno. Ma questa strada è stata smentita con una nota ufficiale dal Pd che ha ricordato il «pieno sostegno, senza veti» al nascente governo di Mario Draghi come deciso dall’ultima direzione. Sta di fatto che i Dem avrebbero preferito una maggioranza “Ursula” rispetto all'idea di avere nella stessa squadra anche la destra sovranista di Salvini. E il nuovo scenario pone in discussione la presenza dei big politici nel nascente esecutivo Draghi. E c’è una minoranza che vorrebbe ci fossero figure più tecniche in modo da poter gestire meglio la convivenza con la Lega.

I dubbi di Leu

Tra i partiti della vecchia maggioranza, Leu resta il più freddo. E avverte tutto il rischio di una compagine disomogenea, che in Parlamento potrebbe esporre a sgambetti. Un esempio che bene misura la distanza fra le parti è la riforma fiscale che vede contrapporre una visione alla tedesca portata avanti dalle sinistre, che ruoti dunque intorno alla progressività della tassazione, a quella leghista che da sempre punta al suo opposto, la flat tax. Ancora più urgente il blocco dei licenziamenti: la scadenza è per fine marzo, le idee su come affrontare il passaggio molto diverse. I gruppi che alle Camere si collocano più a sinistra sono anche quelli che esprimono con maggiore forza la difficoltà di ritrovarsi fianco a fianco con i sovranisti della Lega. Questione posta anche dai Dem, che però hanno già messo agli atti la disponibilità a lasciare a Draghi lo spazio per trovare una sintesi.

Lunedì e martedì secondo giro di consultazioni

Il premier incaricato a inizio settimana avrà un secondo più breve giro di colloqui. Si riprende alle 15 di lunedì con il gruppo misto della Camera e si chiude martedì alle 17 con il Movimento 5 stelle. Sarà l’occasione per passare alle proposte e per fugare i dubbi residui, che riguardano il programma, il perimetro della maggioranza ma anche l’identikit della squadra di governo. Si tratta di capire se l'esecutivo avrà una prevalenza di tecnici, se saranno di area e dunque legati ai partiti, o se entreranno direttamente esponenti delle varie forze politiche. E se il programma avrà un respiro ampio, di legislatura o un orizzonte più ristretto con pochi punti all'ordine del giorno. Concetti che saranno ribaditi anche negli incontri con le parti sociali che presumibilmente si terranno dopo la conclusione delle consultazioni e la salita al Colle per sciogliere la riserva e presentare la lista dei ministri.

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