innovazione

Via libera ai test del motore Avio di Rivalta

di Filomena Greco

3' di lettura

Il nuovo motore aeronautico Atp di General Electric in rampa di lancio. Una storia industriale e di ingegneria italiana, questa, visto che il coordinamento della progettazione e dello sviluppo del nuovo motore Ge è svolto dagli ingegneri dello stabilimento di Rivalta di Avio Aero, a Torino. Frutto di un investimento da 400 milioni di dollari, l’Advanced Turboprop ha superato il primo test motore a dicembre scorso, a due anni dall’avvio dello studio. Si tratta dell’inizio di un percorso di prove fino ad arrivare alla certificazione finale.

«Questo motore sarà in volo nel 2020 – racconta Riccardo Procacci, presidente e amministratore delegato di Avio Aero , la divisione di General Electric che si occupa di motori aeronautici – si tratta di un motore innovativo per le sue prestazioni, migliori di circa il 10-20% rispetto al mercato, per le sue caratteristiche industriali, visto che per oltre un terzo è realizzato con componenti in additive manifacturing, e infine per l’alto livello di automazione».

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In questa prima fase saranno 15 gli esemplari di motori prodotti da Avio Aero, saranno testati in diversi laboratori del Gruppo con livelli di complessità crescente, fino ad arrivare alla certificazione, ultimo passaggio prima del volo vero e proprio. Sul fronte della produzione, a Torino si faranno le trasmissioni, a Napoli il combustore, a Brindisi gli scambiatori.

Per l’industria aeronautica italiana si tratta di un passaggio industriale importante, che riporta in Italia, dopo decenni, la progettazione e lo sviluppo di un motore. Gli ingegneri che seguono il progetto lo ripetono durante la visita nello stabilimento organizzata con il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino. «L’Atp – raccontano con orgoglio – ha rappresentato il salto di qualità per Rivalta, passata dalla componentistica alla motoristica, di fatto un ritorno alla storia e alla tradizione di Avio, a 110 anni dalla sua fondazione». E con loro Chiamparino commenta la scommessa fatta dalla Regione su questo settore, «capace – aggiunge – di lavorare come un cluster, favorendo la competitività delle imprese dell’intera filiera. Il motore resta centrale nel settore dei trasporti, ciò che contiene il maggiore valore aggiunto come tecnologie e innovazione».

Il nuovo propulsore sarà realizzato in versione 4.0 grazie all’implementazione della manifattura additiva nel processo produttivo vero e proprio. Tredici i componenti che saranno stampati in additive, nello stabilimento di Brindisi, dove le prime macchine dedicate saranno installate a partire da quest’anno e la produzione inizierà tra fine 2018 e inizio 2019. «Utilizzeremo – spiega Procacci – la tecnologia della stampa additiva a fascio laser. Stiamo investendo molto in questo settore: a Cameri lavoriamo sui processi di stampa additiva a fascio di elettroni, inoltre abbiamo due laboratori, uno dei quali al Politecnico di Torino, per la ricerca in questo ambito». Dentro all’Atp ci sarà anche un sistema che per la prima volta permetterà ad un motore – del segmento Aviazione Generale – la regolazione del passo dell’elica in maniera digitale, non più dunque attraverso l’intervento manuale del pilota. Sarà un motore da 1300 CV ed equipaggerà la nuova linea di aerei Cessna Denali, prodotti dalla statunitense Textron.

Le origini dello stabilimento Avio di Rivalta rimandano all’inizio del Novecento. Qui affonda le sue radici un pezzo dell’industria aeronautica italiana che, in questi anni, ha mantenuto il suo know-how ed è riuscita a riconquistare centralità nei processi di ingegneria e sviluppo, quelli a più alto valore aggiunto. Avio Aero Ge, dal 2012 parte del Gruppo General Electric, ha 4.800 addetti, 4.200 dei quali in Italia, negli stabilimenti in Piemonte, Campania e Puglia. Il polo di Rivalta è storicamente dedicato alla produzione di componenti – trasmissioni meccaniche e di potenza e componenti rotanti – per i motori aeronautici. «Almeno l’80% dei motori civili in volo ha componenti prodotti da Avio Aero» racconta Angela Tessa, responsabile qualità del sito. E infatti sono decine i modelli di motori a cui sono destinati i componenti realizzati in Piemonte e negli altri stabilimenti italiani del Gruppo, prodotti per General Electric e per gli altri operatori sul mercato, da Pratt & Whitney a Rolls-Royce. Nel corso del 2018, in particolare, i volumi di produzione destinati al Leap, il motore sviluppato dalla joint venture tra General Electric e i francesci di Safran, sono destinati a raddoppiare.

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