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Via libera Ue all’Iva ridotta per digitale, ambiente e salute

L'obiettivo è di dare maggiore flessibilità ai paesi membri nell'adottare aliquote minime in modo da favorire beni e prodotti legati alla rivoluzione digitale, alla transizione ambientale e in generale alla salute pubblica

di Beda Romano

Il commissario Ue all’Economia Paolo Gentiloni (Afp)

2' di lettura

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES – I ministri delle Finanze dell'Unione hanno approvato qui a Bruxelles nuove regole nella gestione delle aliquote relative all'imposta sul valore aggiunto (IVA). L'obiettivo è di dare maggiore flessibilità ai paesi membri nell'adottare aliquote minime in modo da favorire beni e prodotti legati alla rivoluzione digitale, alla transizione ambientale e in generale alla salute pubblica. Tra le altre cose, verranno premiate le biciclette e penalizzati i fertilizzanti chimici.

«Questo dossier è stato discusso in Consiglio per molto tempo, e sono contento che abbiamo trovato un modo per portarlo a termine», ha commentato il ministro delle Finanze sloveno Andrej Sircelj a nome della presidenza slovena dell'Unione. Le attuali regole in materia di IVA, concordate nel 1992, sono ormai ritenute obsolete e troppo restrittive. Permettono agli Stati membri di applicare aliquote ridotte solo a una manciata di settori e prodotti. Le nuove regole comunitarie continuano a prevedere una aliquota standard minima del 15%. Nel contempo, i paesi membri potranno anche adottare aliquote più basse, con un pavimento fissato al 5%, su due prodotti e servizi provenienti da 24 specifiche categorie. Avranno anche la facoltà di adottare una aliquota inferiore al 5% e una deroga completa all'IVA su prodotti e servizi relativi a categorie ritenute essenziali (ossia prodotti alimentari, medicine, prodotti farmaceutici).

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Lista allargata

Concretamente, la lista dei prodotti al quale può essere applicata una aliquota minima del 5% è stata rivista in modo da includervi i servizi digitali, i prodotti di protezione della salute pubblica, le biciclette o i pannelli solari e tutti quei beni che «possono contribuire alle priorità ambientali dell'Unione europea». I governi hanno tempo fino al 2030 per adattare le loro aliquote alle nuove regole alle priorità del nuovo Patto Verde (Green Deal in inglese).

È da notare che le aliquote ridotte e le esenzioni per i fertilizzanti chimici e i pesticidi chimici dovranno essere abolite entro il 1° gennaio 2032, per dare ai piccoli agricoltori più tempo per adattarsi, ha spiegato il Consiglio martedì 7 novembre annunciando l'intesa. Commentando l'accordo, il commissario agli affari economici Paolo Gentiloni ha parlato di «risultato importante», ottenuto dopo «anni di negoziato» e che permetterà ai governi di adottare aliquote più in linea con le politiche nazionali.

Mosaico di aliquote

«Nell'attuale sistema – spiega Bruxelles nel giustificare la riforma – ad alcuni paesi è stata data l’autorizzazione, al momento della loro adesione all’Unione, di applicare deroghe come esenzioni e aliquote ridotte a voci specifiche per le quali tale trattamento non è normalmente consentito. Queste deroghe ed esenzioni hanno portato a un mosaico di aliquote in tutta l’Unione, a una disparità di trattamento tra gli Stati membri e rappresentano una possibile distorsione della concorrenza».

Da recepire entro il 2024

Le regole approvate dai ministri si basano su una proposta della Commissione europea del 2018. La riforma ha richiesto l'unanimità dei Ventisette. Poiché si tratta di tema fiscale, il Parlamento europeo non è coinvolto nell'iter legislativo, ed è chiamato solo a dare la sua opinione entro il marzo del 2022. Il nuovo assetto dell'IVA dovrà essere recepito dai paesi membri entro il 31 dicembre 2024.

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