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Via la plastica dal Golfo di Napoli con un progetto Armata di Mare, Klm e Lifegate


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1' di lettura

Il Seabin è una sorta di cestino che , messo in mare, raccoglie e conserva non solo rifiuti di plastica galleggianti, ma anche le pericolose e invisibili microplastiche e microfibre. Progettato in Australia a realizzato in Europa da Poralu Marine, riesce a raccogliere fino a 1,5 kg di plastica al giorno, pari a quasi 500 kg l’anno. Oggi nei mari del mondo ce ne sono 686, di cui 10 lungo le coste italiane, ma i Seabin si stanno moltiplicando in fretta. E oggi anche il Golfo di Napoli ne ha uno: è stato installato nel Porticciolo del Molosiglio grazie al progetto “Plasticless” che vede insieme Klm, compagnia di bandiera olandese, Lifegate e Armata di Mare, marchio del gruppo Facib Spa, basato a Solbiate Olona (Varese).

Anche la Lega Navale di Napoli, che ha sede presso il porticciolo, si impegna a eliminare progressivamente tutta la plastica monouso, invitando i propri soci a seguirne l’esempio. In alternativa, infatti, verranno utilizzati oggetti monouso completamente biodegradabili realizzati con amido di mais.

In questa occasione, Klm e Armata di Mare, che hanno lanciato una capsule collection lo scorso settembre, hanno lanciato anche il progetto social #perunmarepulito: sarà, infatti, sufficiente pubblicare un breve post corredato da uno scatto dello scorcio di mare preferito e pubblicarlo sui propri profili Instagram o Twitter (o entrambi) o, ancora, direttamente sul sito www.klm.perunmarepulito.it con l’hashtag #perunmarepulito. Per ogni post pubblicato correttamente, Klm si impegna a raccogliere 1 kg di plastica all’anno dal mare.

Armata di Mare celebra così anche i 60 anni della sua nascita, per i quali ha anche rinnovato il proprio logo.

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