INNOVAZIONE

Via al primo robot riabilitativo, made in Italy

di Raoul de Forcade

3' di lettura

È partita la produzione del robot riabilitativo progettato dall’Istituto italiano di tecnologia e da Movendo technology, startup nata dall’Iit proprio per realizzare la macchina. Il primo esemplare del robot è stato presentato ieri a Genova presso la sede di Morego dell’Iit e sono 10 quelli venduti finora, a fronte di una produzione avviata di 30, che saranno in consegna da giugno.

La macchina si chiama Hunova e rappresenta un’eccellenza dell’industria 4.0 made in Italy rivolta alla medicina riabilitativa, anche in virtù della sua flessibilità. Il robot, infatti, può essere utilizzato in più campi: ortopedico, neurologico, geriatrico e sportivo. La sua realizzazione su scala industriale è stata possibile grazie all’ingresso, con un investimento di 10 milioni di euro, di Sergio Dompé in Movendo technology, società di cui l’imprenditore controlla il 50% e che è partecipata anche dall’Iit (7%) e dai fondatori Simone Ungaro, Jody Saglia e Carlo Sanfilippo (43%).

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Hunova è il primo robot riabilitativo, spiega Roberrto Congolani, direttore scientifico dell’Iit, «che consente a medici e fisioterapisti di misurare, predire e prevenire molte patologie di carattere ortopedico e neurologico, con benefici importanti anche in campo geriatrico e sportivo. A soli due anni dalla legge che ci ha permesso di partecipare alle nostre start up siamo riusciti a realizzare la prima fabbrica di robot made in Italy in ambito medicale, con il più grosso finanziamento privato per una start up». La macchina, che ha un costo di listino di 100mila euro, ma può essere anche utilizzata in noleggio e leasing, «dispone di un software - sottolinea Ungaro, già direttore generale di Iit e ora ad di Movendo – che consente di mettere in atto 156 esercizi riabilitativi personalizzabili. E tutto, dal design, all’ergonomia, alla meccatronica, sono il frutto di un lungo lavoro fatto insieme ai partner clinici e ai loro pazienti. La caratteristica innovativa del robot è che permette una rilevazione e una misurazione oggettiva dei parametri biomeccanici dell’uomo mentre guida e facilita gli esercizi del paziente stimolandolo con protocolli riabilitativi somministrati in forma di gioco (videogame interattivi, ndr)».

Procedere giocando, prosegue Ungaro, «aiuta il paziente a non annoiarsi, a fare più fisioterapia e ad aumentare i risultati clinici».

Tra i primi clienti di Movendo, che ha una capacità produttiva di 10 robot al mese, c’è il gruppo francese Korian, che ha acquistato quattro Hunova. «È una macchina unica al mondo – afferma Aladar Ianes, ortopedico alla guida dell’area medico-sanitaria di Korian Italia – che ci ha dato subito dei feedback positivi. Abbiamo fatto uno studio su 38 pazienti e abbiamo rilevato il 97% di riscontri positivi, verificati utilizzando scale valutative internazionali. Abbia acquistato quattro robot ma pensiamo di prenderne altri in Italia e molto probabilmente entreranno anche nel budget dei nostri centri all’estero». Anche Marco Fertonani, alla guida dei poliambulatori Casa Salute ha acquistato un Hunova e ritiene di «arrivare ad averne cinque entro il 2018».

Sergio Dompè, presidente dell’omonimo gruppo biofarmaceutico, sottolinea che «era un’occasione imperdibile investire su una tecnologia sviluppata al 100% in Italia, in uno dei centri di ricerca che ci fanno onore nel mondo. Sicuramente faremo altri investimenti su Movendo technology. Vorremmo fare cose ancora più importanti se ce le meriteremo. Sarà il mercato, che è imparziale, a giudicare».

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