Rail-tech

Viaggi digitali, sbarca in Italia la società per chi vuole viaggiare senza auto

Tranilne, attiva in 45 Paesi, permette di organizzare viaggi in maniera semplice e di prenotare biglietti per treni e mezzi pubblici. Ora apre a Milano

di Gianni Rusconi

Ansa

4' di lettura

Jody Ford, un passato in eBay e in altre tech company, è il numero uno della piattaforma più utilizzata al mondo per l'acquisto di biglietti per treni e pullman ed è assolutamente convinto di una cosa: da vent’anni a questa parte, la sua azienda offre il migliore servizio e la migliore esperienza per chi vuole spostarsi senza auto in tutta Europa e non solo.

Lo afferma con grande empatia e autorevolezza in occasione della sua ultima visita in Italia, per ufficializzare l'imminente apertura degli uffici di Milano.

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Il segreto del successo di Trainline, come lascia intuire Ford, non ha particolari formule magiche, se non una: la semplicità d'uso della sua app, scaricata poco meno di 40 milioni di volte, e del suo sito Internet, le cui visite mensili superano quota 90 milioni (e l'88% di queste arriva da device mobili).

«I nostri clienti sono molto soddisfatti della nostra piattaforma – spiega - perché è molto diretta nelle indicazioni su come spostarsi dal punto A al punto B: il lavoro più complicato lo facciamo noi».

Ingegneri e data scientist

Il lavoro di “back end” a cui fa riferimento Ford è fatto di processi e di tecnologie che permettono di consultare in tempi ridottissimi le tratte, le tariffe e i tempi di percorrenza di 270 diverse compagnie ferroviarie e di trasporto pubblico urbano attive in 45 Paesi del mondo, combinarle fra loro garantendo all'utente il miglior biglietto possibile rispetto alle sue esigenze e gestire le transazioni in dieci diverse valute utilizzando tutti i principali metodi di pagamento elettronico disponibili, dalle classiche carte di credito a PayPal passando per i wallet di Apple e Google e sistemi molto diffusi in Nord Europa per gli acquisti online come Sofort e iDEAL.

La priorità attuale della società inglese, che ha un organico di oltre 700 persone di più di 50 nazionalità diverse e di queste circa 400 sono ingegneri, data scientist, sviluppatori e informatici (e presto se ne aggiungeranno altri 100), è quella di rendere il viaggio più semplice sfruttando al meglio il canale digitale.

Con una serie di personalizzazioni del servizio che variano da Paese a Paese e senza andare a scomodare, per il momento, alcun “meta traveller”.

Italia promettente

In Italia, mercato dove Trainline opera dal 2016 e oggi uno più importanti per la compagnia, anche in virtù dei numeri delle prenotazioni registrate post pandemia (nel secondo trimestre di quest'anno la crescita è del 95% rispetto allo stesso periodo del 2019), il servizio ha trovato subito terreno fertile anche grazie alla situazione di libero mercato che caratterizza il nostro comparto ferroviario.

La possibilità di combinare le offerte delle due principali compagnie (Trenitalia e Italo), in altre parole ha spianato la strada alla piattaforma e le ha permesso di fare breccia anche nei millennials tricolori.

E, se i giovani sono indubbiamente il target di riferimento per la piattaforma, perché più avvezzi all'uso delle app e dello smartphone per fare shopping e interazioni social, l'obiettivo è quello di aprire il più possibile il servizio anche al pubblico senior.

Il prossimo passo, conferma in proposito Ford, è quello di «semplificare sempre di più i passaggi per l'acquisto dei biglietti, analizzando il comportamento dei clienti per prevedere quali saranno le loro esigenze future. Abbiamo assunto una figura dedicata per gestire il motore di ricerca di Google e portare la nostra piattaforma tecnologica a un livello ancora superiore, rendendola un vero facilitatore per migliorare la gestione dei propri viaggi».

Una rail-tech company

Uno dei compiti più importanti del team tecnologico è quello di sviluppare e testare gli algoritmi di intelligenza artificiale che permettono di effettuare i “collegamenti” tra i vari treni disponibili e “pescare” da tutte le possibili combinazioni quella più idonea (per tempi e costi) per l'utente.

Altrettanto importante è la componente infrastrutturale alla base della piattaforma, perché le interazioni sull'app sono decine di milioni ogni mese e la velocità di risposta (oltre all'affidabilità della stessa) è una componente critica al pari della sua facilità d'uso.

Il percorso di sviluppo di Trainline è comunque tutt'altro che finito. «Credo che vi siano ancora molte opportunità da poter sfruttare - prosegue Ford, alludendo alla strategia di ulteriore espansione del servizio in Italia, Francia e Spagna e in generale in tutta Europa - e pensiamo di aver trovato il modo migliore per aiutare i viaggiatori».

Ragionando e operando, come annuisce ancora il Ceo, come una vera e propria “rail-tech company”.

Il passeggero di domani

Guardando ai prossimi 3-5 anni e osservando la sfera di cristallo per intuire come potrebbe evolvere ulteriormente il modo di viaggiare nel mondo digitale e paperless, Ford non trascura neppure il possibile avvento delle criptovalute come mezzo di pagamento per l'acquisto dei biglietti.

«L'aver adottato soluzioni come Apple Pay o Google Pay ci ha permesso di aggiungere valore al nostro servizio. Bitcon e monete simili sono un modernissimo e interessante metodo di pagamento già applicato in alcuni mercati, ma penso che per adesso nel nostro settore diventerebbe un pò troppo complicato farne uso. In ogni caso mai dire mai».

Il punto fermo di Trainline rimane in sostanza uno: portare il paradigma del “digital travel” ovunque e in modo uniforme e rendere accessibile la programmazione di un viaggio attraverso un semplice click, lavorando e cooperando con i singoli Stati anche da un punto di vista delle infrastrutture.

Senza dimenticare il fattore sostenibilità, perché – conclude il Ceo – «viaggiare in treno è sicuramente una delle risposte più intelligenti per contribuire a ridurre l'impatto ambientale e ragionando da utente chiederei a una piattaforma come Trainline di fare delle ferrovie uno strumento ancora più popolare». All'insegna di algoritmi, data scientist e (chissà mai) criptovalute.

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