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Viaggi e vacanze: come muoversi tra le regole anti Covid nell’estate 2022

Vaccinazione, tampone, quarantena, ma sempre più spesso ingresso libero: la mappa delle regole di Aci blueteam per gestire i viaggi e vacanze

di Rosalba Reggio

Shanghai riprende vita: allentate le restrizioni anti-Covid

3' di lettura

L’estate è ormai alle porte e le limitazioni legate alla pandemia si sono ridotte sensibilmente. Ma se il contagio non è azzerato, allo stesso modo non lo sono le limitazioni di viaggio. Seppur con regole e imposizioni più leggere, infatti, viaggiare richiede ancora uno slalom impegnativo tra le diverse policy dei Paesi. Ecco dunque le informazioni di base fornite dagli esperti di Aci blueteam, per partire senza sorprese.

Europa libera, ma non ovunque

La maggior parte dei Paesi appartenenti all’Unione Europea ha revocato le restrizioni di viaggio e si presume che i pochi che ancora non l’hanno fatto, si muoveranno a breve in questa direzione. Ad oggi comunque (ma la situazione cambia molto velocemente quindi conviene fare controlli frequenti), chi volesse visitare i castelli della Loira o le spiagge dello sbarco in Normandia, sarebbe ancora obbligato a esibire un certificato sanitario che attesti la completa vaccinazione, la guarigione o l’effettuazione di un tampone prima della partenza.

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La Francia, infatti, così come Belgio, Malta, Portogallo e Finlandia, è uno dei pochi Paesi dove restano in vigore questi vincoli all’ingresso. Il certificato vaccinale ha la stessa scadenza per tutti i Paesi europei: nove mesi per persone con doppia dose, illimitata per chi ha fatto il booster. I viaggiatori obbligati a fare il tampone, perché senza il ciclo vaccinale completo e con il certificato verde già scaduto, troveranno invece diverse scadenze in base al Paese di destinazione: il test andrà fatto in un range che va dalle 24 alle 72 ore prima della partenza o dell’arrivo.

Vaccinazione completa ancora necessaria

Se l’Italia ha semplificato la normativa per l’ingresso nel Paese, eliminando gli elenchi in base alle categorie di rischio epidemiologico (A, B, C, D, E) e consentendo dal mese di giugno l’entrata indipendentemente dal Paese di provenienza e dallo stato di vaccinazione, Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda restano ancora legati al certificato verde. In questi paesi, infatti, l’ingresso è consentito ai soli passeggeri completamente vaccinati, senza alcun obbligo di quarantena, pur riconoscendo specifiche deroghe di esenzione all’obbligo di vaccinazione.

I casi eccezionali per cui non è obbligatoria la vaccinazione riguardano, per esempio, passeggeri che non possono essere vaccinati per gravi controindicazioni mediche o allergie al vaccino, i passeggeri che viaggiano per motivi umanitari, ragioni essenziali o titolari di particolari tipologie di visto. Non è tra questi chi viaggia per turismo o affari.

In ordine sparso

La maggior parte dei Paesi Africani e Sudamericani consente l’ingresso senza quarantena esibendo un certificato di vaccinazione o un tampone effettuato prima della partenza. Anche i Paesi Asiatici hanno alleggerito le disposizioni di ingresso, seppur con gradualità. Kuwait e Bahrain, per esempio, non richiedono certificazioni sanitarie. Emirati Arabi Uniti e Thailandia invece, richiedono un documento sanitario che attesti la completa vaccinazione, la guarigione, o la negatività certificata da un tampone fatto prima della partenza. Qatar e Giappone prevedono una valutazione rispetto alla provenienza e alla storia di viaggio, utilizzando delle classificazioni di rischio epidemiologico.

La muraglia cinese

Il Paese che impone le maggiori barriere all’ingresso è la Cina, non solo per la quarantena obbligatoria di 21 giorni, indipendentemente dalla stato di guarigione, ma anche per le difficoltà legate ai vincoli relativi alla tipologia di volo da utilizzare (non facilmente acquistabile al di fuori del mercato cinese) e ai requisiti autorizzativi per l’imbarco. Impegnativo anche l’ingresso a Honk Kong, il Paese richiede infatti una vaccinazione completa ma impone comunque una quarantena istituzionale di almeno 7 giorni.

In generale, insomma, si va verso una semplificazione e un progressivo ripristino dei viaggi da/per l’estero, nonostante l’emergenza sanitaria non sia ancora conclusa. Qualora l’andamento epidemiologico dovesse tornare ad aggravarsi in autunno, infatti, le regole potrebbero nuovamente irrigidirsi.

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