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Viaggi studio e coronavirus, le regole dei rimborsi

Il divieto di spostamento ancora in vigore porta ad annullare le partenze a giugno e luglio

di Lucilla Incorvati

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Il campus della Harvard University a Cambridge, Massachusetts vuota a causa della pandemia da Coronavirus (Maddie Meyer/Getty Images/AFP)

Il divieto di spostamento ancora in vigore porta ad annullare le partenze a giugno e luglio


7' di lettura

Viaggio studio all’estero che fare? Dopo una lunga quarantena molte famiglia che nei mesi scorsi hanno deciso comunque di non annullare il viaggio, lasciando aperta una possibilità, oggi sono alle prese con la decisione di annullare oppure aspettare ancora. In particolare, se il proprio figlio deve trascorrere un periodo all’estero abbastanza lungo Ora con l’emergenza coronavirus alcune domande sorgono spontanee: a quale rimborso ho diritto? In che misura? Posso non accettare il voucher?

Emergenza Coronavirus: le regole dei rimborsi
Per far fronte alla pandemia il Governo ha varato delle norme (art. 28 Decreto legge n. 9/2 marzo 2020 ora assorbito dal Cura Italia, diventato art. 88 bis), che in tema di rimborsi prevede delle deroghe al Codice del turismo in materia di pacchetti turistici. La norma stabilisce che i consumatori coinvolti in quarantena, diretti nelle zone rosse o intestatari di titolo di viaggio avente come destinazione stati esteri dove sia impedito o vietato lo sbarco agli italiani, possono recedere dai contratti di pacchetto turistico (stage all’estero e viaggi studi sono ricompresi in questa situazione). L'organizzatore del viaggio può offrire all’acquirente un pacchetto sostitutivo di qualità equivalente o superiore, può procedere al rimborso (entro 14 giorni) oppure può emettere un voucher, da utilizzare entro un anno dalla sua emissione, di importo pari al rimborso spettante. Se prima di questa disposizione nulla vietava al tour operator di proporre un voucher o offrire un pacchetto alternativo, ma spettava al consumatore decidere se accettare o pretendere il rimborso integrale dei pagamenti entro quattordici giorni dal recesso, ora la scelta spetta solo al tour operator. Secondo l’Unione dei Consumatori si tratta di una compressione dei diritti dei turisti inaccettabile ed assurda, visto che si potevano trovare altre strade. Le misure del Governo hanno dato la possibilità nel caso di gite scolastiche o di stage di studio all’estero programmate di essere rimborsate se era l’ultimo anno di scuola per lo studente.

Il tema dei viaggi studio all’estero nasce dal fatto che spesso si tratta di viaggi che dovranno svolgersi dopo la data spartiacque per il divieto alla circolazione delle persone in Italia e all’estero, dovuto al Covid-19. Quindi, se i viaggi annullati per causa di forza maggiore nel periodo di quarantena in teoria andrebbero rimborsati automaticamente, annullare un viaggio in programma in agosto, quindi ancora possibile, resta un’opzione. «Essendo fuori dal periodo di emergenza prevista del decreto - sottolinea Maurizio Amerelli, consulente giudirico di Altroconsumo - non rientrano in questa copertura. Ogni operatore è libero di organizzarsi come crede». Ed infatti molti propongono alle famiglie due alternative: voucher oppure un rimborso con penalità. Ma il problema sorge se il voucher non si può consumare e se la penalità da pagare è troppo esosa come sta accadendo a molti.

Viaggi studi tra mete tradizionali e new entry
Sono sempre più numerosi i ragazzi italiani tra i 15 e i 17 anni (nel 2019 le richiste sono aumentate del 9%) che vanno all’estero per una vacanza studio. Il ventaglio è ampio: dagli stage linguistici di una settimana all'intero anno scolastico. Ma l’opzione più gettonata è quella delle tre settimane con sistemazione in famiglia oppure delle due in un college all inclusive. Inghilterra, Scozia, Irlanda sono i grandi classici per chi desidera imparare l'inglese. Ma chi vuole trascorrere un intero anno scolastico all'estero sempre più si orienta su Paesi Scandinavi e Olanda. In aumento anche coloro che prendono in considerazione il lungo raggio: Canada (Toronto) e Stati Uniti (New York, Boston, Los Angels, Florida). E c’è chi opta per Australia e Giappone così come per Nuova Zelanza. Tra le new entry ci sono Dubai, Pechino, e Filippine.


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I limiti delle coperture assicurative
Un’idea è quella di coprirsi con una polizza. Ma da una verifica sulle polizze viaggio, fatta per Viaggi24 da Facile.it, includendo sia quelle specifiche per i viaggi studio sia le polizze viaggio generiche che possono essere usate in questi casi, emerge che per essere valide devono essere sottoscritte all'atto dell'acquisto del pacchetto viaggio (o comunque entro un periodo di giorni definito dall'acquisto del viaggio stesso). Quindi, stipulare ora un contratto assicurativo per annullare un contratto già stipulato non serve a nulla. Inoltre, sarebbero valide solo verso cause sconosciute all'atto della sottoscrizione del contratto assicurativo.
Con riferimento poi alla copertura “annullamento viaggio” sempre analizzando le compagnie assicurative confrontate su Facile.it che offrono questa garanzia accessoria quasi tutte escludono esplicitamente i rimborsi a seguito di annullamento per “pandemia”, mentre in un paio di casi sebbene, non si faccia riferimento specifico alla pandemia, il concetto non cambia in quanto viene escluso il rimborso di viaggi annullati a causa di “azioni governative” (ad es. l'impossibilità di uscire dal proprio comune di residenza per quarantena obbligatoria).Tantomeno le compagnie assicurative rimborsano l'annullamento del viaggio se si tratta di una decisione autonoma dell'assicurato (ad es. non parto perché ho paura di contagiarmi). Detto questo, l'offerta assicurativa è estremamente ampia e ogni compagnia applica delle politiche differente e non si può escludere al 100% la possibilità che qualcuna possa invece applicare delle esclusioni meno rigide. Per esempio fino allo scorso anno Axa dava la possibilità di stipulare Tripy 360, una copertura totale in caso di impedimento a svolgere il viaggi che al momento è sospesa.

I rimborsi e i voucher
Ecco dunque i possibili scenari. Se il viaggio studio era nel periodo di quarantena si ha diritto al rimborso integrale. Ma, chiedendo l’annuallamento del viaggio per sopravvenuta impossibilità a causa di forza maggiore, gli organizzatori hanno la facoltà di non restituire quanto versato ma di dare un voucher da spendere nell’arco di 12 mesi o oltre e quindi alle famiglie che possono non resta che riprogrammare il viaggio studi (per chi potrà) nell’estate del 2021.

Per esempio la società Speak Teen, famosa perché organizza in Italia campus con insegnanti e ragazzi in madre lingua, per gli stage programmati in maggio e inizio giugno al momento ha disdetto e rimborsato (in alternativa ha predisposto un divertente e gratuito Stay at home with Speak Teens) ma sul programma estivo non ha cancellato nulla. Tuttavia, in moltissimi casi (la stragrante maggioranza) per i ragazzi che hanno programmato 3 o 4 settimane in Uk e Irlanda o anche negli Stati Uniti e Canada aver annullato con molto anticipo può aver significato far riferimento alla maggioranza delle term&condition di questi contratti che prevedono il rimborso integrale dei costi con la sola perdita delle spese di istruzione pratica (tra i 150 e 300 euro) . Resta l’incognita del biglietto aereo, se lo si è acquistato in proprio. In questo caso si deve far riferimento alle compagnie aeree relativamente al trattamento previsto in caso di annullamento voli. E qui c’è una novità. 12 Ue proprio ieri hanno chiesto alla Commissione di regolare il rimborso dei biglietti aerei anche con i voucher.

Summer camp e summer schools
Quindi, chi decide di non ricevere il voucher allo stato ha un’unica alternativa: concordare diversamente con l’operatore (ci sarebbe l’alternativa di ricorrere a una causa legale appellandosi alle norme europea ma meglio non prendere questa via). Ma attenzione spesso le condizioni applicate sono penalizzanti e non si limitano a poche centinaia di euro. Inoltre, gli operatori puntano alla chiusura veloce della transazione mentre è meglio pretendere ogni chiarimento e non avere fretta. Può essere utile sapere che abbiamo riscontrato sul mercato operatori specializzati che con la formula del pacchetto tutto incluso offrono delle garanzie (non è una vera e propria polizza ma fornisce al contraente una certa remunerazione nel caso in cui si verifica un evento previsto) che consentono la cancellazione del viaggio a ridosso della partenza senza giustificato motivo. Per esempio, la scuola Cambridge House English di Milano (solo per citare un caso) organizzando con dei propri insegnanti il viaggio studio (acquista solo biglietti aerei e ospitalità presso terzi per un numero limitato di studenti) riesce a garantire a chi deve fare le due settimane in luglio in Uk un rimborso anche a 15 giorni dalla partenza con una perdita di soli 150 euro su un pacchetto pagato a gennaio 2.250 euro. Molto più strutturata è la garanzia messa a punto dall’operatore milanese Interstudioviaggi (specializzata nell'organizzazione di viaggi studio) che ogni anno manda all’estero decine di migliaia di giovani da tutta Italia «Per i pacchetti di due settimane, l’opzione più gettonata dalle famiglie- sottolinea il titolare Francesco Caputo - garantiamo la possibilità di cancellazione della vacanza studio con una franchigia di circa 300 euro sull’Europa anche senza giustificato motivo».

Rientrare o restare? E’ chi è già all’estero e deve concludere il suo semestre o anno all’estero cosa deve fare? Tornare o restare? La scelta dipende molto dai singoli paesi. «Negli Stati Uniti i ragazzi sono stati invitati a rientrare al più presto nei Paesi di origine mentre per esempio in Canada - sottolinea Katja Iuorio, education consulting - la scelta attualmente e' quella di restare per ora nelle famiglie ospitanti. Ai ragazzi che frequentano universita' e college all'estero vorrei ricordare che molte università hanno chiuso l'attività e di conseguenza hanno predisposto la didattica e esami online».
E chi stava progettando l’università o l’anno di liceo all’estero? Katja Iurio consiglia ai ragazzi che stanno facendo ora domanda a università straniere di non demordere: gli admission office lavorano comunque alle loro application. La situazione è fluida: il consiglio è quello di contattarli per condividere tempistiche riviste su invio materiali e altro. Si può ad esempio «partecipare a tour virtuali - aggiunge l’esperta - non è come viverli di persona ma è comunque un ottimo modo per saperne di più su un college e sul suo funzionameto». Un’altra piccola strategia è quella di usare una rete di amici, contattando persone che possono raccontare della loro esperienza al college e della vita in campus oppure di usare in modo intelligente i social media. Molti studenti utilizzano YouTube, Instagram e Twitter per saperne di più sui college. Attenzione, però, a saper discernere attraverso di loro qual'è la situazione che più si avvicina alla realtà oggettiva. «Le mie parole chiave in questo periodo sono calma, chiarezza e comunicazione - conclude Iurio- monitorare la situazione in corso
per avere sempre il controllo della situazione in ogni paese e per i ragazzi che hanno in programma di partire essere aggiornati sullo stato delle loro application in modo da essere certi di non perdare nulla per strada perché i semestri sono tutti spostati in avanti».

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