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Viaggi studio e Coronavirus, il rimborso non arriva dalla polizza

Chi deve partire tra qualche mese per tutelarsi può rinunciare fin da subito, rimettendoci poco, o valutare se può far affidamento su garanzie aggiuntive

di Lucilla Incorvati


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Il campus della Harvard University a Cambridge, Massachusetts vuota a causa della pandemia da Coronavirus (Maddie Meyer/Getty Images/AFP)

8' di lettura

Viaggio studio all’estero che fare? In queste settimane di quarantena sono in tanti a chiederselo, sopratutto se in famiglia nei mesi scorsi si è programmato per il proprio figlio un periodo all’estero per l’appredimento della lingua straniera. Anche se il viaggio è a fine giugno o luglio, in molti, approfittando della maggior convenienza, hanno già pagato l’intera quota oppure versato un acconto importante. Ora con l’emergenza Coronavirus alcune domande sorgono spontanee: si ha diritto a un rimborso? In che misura? Si può ancora aspettare o si rischia di perdere quanto versato?

Emergenza Coronavirus: le regole dei rimborsi
Per far fronte alla pandemia il Governo ha varato un decreto legge (n. 9/2 marzo 2020), prevedendo in tema di rimborsi delle deroghe al Codice del turismo in materia di pacchetti turistici. La norma prevede che i consumatori coinvolti in quarantena, diretti nelle zone rosse o intestatari di titolo di viaggio avente come destinazione stati esteri dove sia impedito o vietato lo sbarco agli italiani, possono recedere dai contratti di pacchetto turistico (stage all’estero e viaggi studi). L'organizzatore del viaggio può offrire all’acquirente un pacchetto sostitutivo di qualità equivalente o superiore, può procedere al rimborso (entro 14 giorni) oppure può emettere un voucher, da utilizzare entro un anno dalla sua emissione, di importo pari al rimborso spettante. In pratica, mentre prima di questa disposizione nulla vietava al tour operator di proporre comunque un voucher o offrire un pacchetto alternativo, ma spettava al consumatore decidere se accettare o pretendere il rimborso integrale dei pagamenti entro quattordici giorni dal recesso, ora la scelta di cosa fare passa dal consumatore al tour operator. Secondo l’unione dei Consumatori si tratta di una compressione dei diritti dei turisti inaccettabile ed assurda, visto che si potevano trovare altre strade. Le misure del Governo hanno dato la possibilità nel caso di gite scolastiche o di stage di studio all’estero programmate in questo periodo di essere rimborsate con dei voucher da spendendere nei 12 mesi successivi. Un’ opportunità che però non è detto che il titolare possa cogliere in futuro (per motivi vari). Il tema dei viaggi studio all’estero (così come delle vacanze programmate per esempio il 25 aprile o nel long week end del 1° maggio e oltre) nasce perché si tratta di viaggi che dovranno svolgersi non prima di otto/10 settimane (orientativamente vanno da fine maggio ad agosto) e che «quindi essendo fuori dal periodo di emergenza prevista del decreto - sottolinea Maurizio Amerelli, consulente giudirico di Altroconsumo - non rientrano in questa copertura. Ogni operatore è libero di organizzarsi come crede. Per esempio in tema di viaggi le principali piattaforme hanno già annunciato che rimborsano integralmente».

Viaggi studi tra mete tradizionali e new entry
Sono sempre più numerosi i ragazzi italiani tra i 15 e i 17 anni (nel 2019 le richiste sono aumentate del 9%) che vanno all’estero per una vacanza studio. Il ventaglio è ampio: dagli stage linguistici di una settimana all'intero anno scolastico. Ma l’opzione più gettotata è quella delle tre settimane con sistemazione in famiglia oppure delle due in un college all inclusive. Inghilterra, Scozia, Irlanda sono i grandi classici per chi desidera imparare l'inglese. Ma chi vuole trascorrere un intero anno scolastico all'estero sempre più si orienta su Paesi Scandinavi e Olanda. In aumento anche coloro che prendono in considerazione il lungo raggio. Non è un caso che registrano crescite a doppia cifra Canada (Toronto) e Stati Uniti (New York, Boston, Los Angels, Florida). E c’è chi opta per Australia e Giappone così come per Nuova Zelanza. Tra le new entry ci sono Dubai, Pechino, e Filippine. Non mancano alcune esperienze di nicchia per i ragazzi più grandi come il viaggio avventura Coast to Coast negli USA, dove i ragazzi italiani s'inseriscono in gruppi internazionali e apprendono la lingua confrontandosi con le persone e la quotidianità statunitense on the road. Altra alternativa è quella dell’abbinamento lingua-sport, sopratutto per chi pratica attività agonoistiche, magari in alcune accademie sparse in giro per il mondo.


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I limiti delle coperture assicurative
Un’idea dunque sarebbe quella di coprirsi con una polizza. Ma da una verifica sulle polizze viaggio, fatta per Viaggi24 da Facile.it, includendo sia quelle specifiche per i viaggi studio sia le polizze viaggio che, pur non essendo specificamente indirizzate ai viaggi studi per giovani, possono essere usate in questi casi, emerge che per essere valide devono essere sottoscritte all'atto dell'acquisto del pacchetto viaggio (o comunque entro un periodo di giorni definito dall'acquisto del viaggio stesso). Quindi, stipulare ora un contratto assicurativo per annullare un contratto stipulato un mese fa non serve a nulla. Inoltre, sarebbero valide solo verso cause sconosciute all'atto della sottoscrizione del contratto assicurativo.
Con riferimento specifico poi alla copertura “annullamento viaggio” sempre analizzando le compagnie assicurative confrontate su Facile.it che offrono questa garanzia accessoria quasi tutte escludono esplicitamente i rimborsi a seguito di annullamento per “pandemia”, mentre in un paio di casi sebbene, non si faccia riferimento specifico alla pandemia, il concetto non cambia in quanto viene escluso il rimborso di viaggi annullati a causa di “azioni governative” (ad es. l'impossibilità di uscire dal proprio comune di residenza oppure la quarantena obbligatoria una volta giunti a destinazione sono frutto di “azioni governative” e, come tali, potrebbero non essere coperte dalla compagnia assicurative). Tantomeno le compagnie assicurative rimborsano l'annullamento del viaggio se si tratta di una decisione autonoma dell'assicurato (ad es. non parto perché ho paura di contagiarmi). Detto questo, l'offerta assicurativa è estremamente ampia e ogni compagnia applica delle politiche differente e non si può escludere al 100% la possibilità che qualcuna possa invece applicare delle esclusioni meno rigide. Per esempio fino allo scorso anno Axa dava la possibilità di stipulare Tripy 360, una copertura totale in caso di impedimento a svolgere il viaggi che al momento è sospesa.

Le alternative
Tre possibili scenari. Il primo è che il periodo di quarantena venga esteso e con esso anche le misure di rimborso attualmente in vigore. Ipotesi questa valida anche per chi ha programmato un qualunque viaggio di piacere ad esempio in aprile o inizio maggio. Dunque, chiedendo l’annuallamento del viaggio per sopravvenuta impossibilità a causa di forza maggiore, gli organizzatori hanno la facoltà di non restituire quanto versato ma di dare un voucher da spendere nell’arco di 12 mesi o oltre e quindi alle famiglie non resta che riprogrammare il viaggio studi (per chi potrà) nell’estate del 2021. Per esempio la società Speak Teen, famosa perché organizza in Italia campus con insegnanti e ragazzi in madre lingua, per gli stage programmati in aprile al momento ha disdetto e rimborsato (in alternativa ha predisposto un divertente e gratuito Stay at home with Speak Teens) ma sul programma estivo non ha cancellato nulla. Tuttavia, in moltissimi casi (la stragrante maggioranza) per i ragazzi che hanno programmato 3 o 4 settimane in Uk e Irlanda o anche negli Stati Uniti e Canada l’ipotesi scaccia pensieri più consigliabile è annullare tutto subito. Se lo si fa ora a 8/10 settimane della partenza, il riferimento sono le term&condition di molti contratti con università e scuole anglosassoni che prevedono il rimborso integrale dei costi con la sola perdita delle spese di istruzione pratica (tra i 150 e 250 euro) che coprono il lavoro amministrativo già svolto. Resta l’incognita del biglietto aereo, se lo si è acquistato in proprio. In questo caso si deve far riferimento alle compagnie aeree relativamente al trattamento previsto in caso di annullamento voli. Va anche detto che se a luglio la situazione dovesse tornare alla normalità, a causa delle tante disdette, non sono esclusi saldi di stagione. Vale dire, si potrebbe riprogrammare il tutto magari spendendo anche meno.

Summer camp e summer schools
Attualmente non sono ancora state prese decisioni ufficiali ma la raccomandazione è quella di concordare con l'organizzazione o il camp direttamente le modalità di iscrizione e la possibile disdetta (questo nel caso si decida di tenere ancora in piedi una possibile opzione). Trattandosi di pandemia l'elasticità anche da parte degli organizzatori è assolutamente prevedibile. Non solo. La voglia di fare questa esperienza può spingere molte famiglie ad attendere sper capire gli sviluppi della pandemia. Ecco che può essere utile la terza possibilità che abbiamo riscontrato su mercato, sopratutto se si è acquistato la vacanza presso operatori specializzati con la formula del pacchetto tutto incluso. Alcuni offrono delle garanzie (non è una vera e propria polizza ma fornisce al contraente una certa remunerazione nel caso in cui si verifica un evento previsto) che consentono la cancellazione del viaggio a ridosso della partenza senza giustificato motivo. Per esempio, la scuola Cambridge House English di Milano (solo per citare un caso) organizzando con dei propri insegnanti il viaggio studio (acquista solo biglietti aerei e ospitalità presso terzi per un numero limitato di studenti) riesce a garantire a chi deve fare le due settimane in luglio in Uk un rimborso anche a 15 giorni dalla partenza con una perdita di soli 150 euro su un pacchetto pagato a gennaio 2.250 euro. Molto più strutturata è la garanzia messa a punto dall’operatore milanese Interstudioviaggi (specializzata nell'organizzazione di viaggi studio) che ogni anno manda all’estero decine di migliaia di giovani da tutta Italia «Per i pacchetti di due settimane, l’opzione più gettonata dalle famiglie- sottolinea il titolare Francesco Caputo - garantiamo la possibilità di cancellazione della vacanza studio con una franchigia di circa 300 euro sull’Europa anche senza giustificato motivo».

Detto questo, il consiglio forse più sensato da dare in questo momento è, per chi ha già acquistato un viaggio studio, di parlare con la società da cui ha comprato il pacchetto, perché gli operatori turistici sono i primi che hanno tutto l'interesse a non perdere i clienti e potrebbero proporre delle soluzioni alternative da utilizzare una volta tornati alla normalità.

Rientrare o restare? E’ chi è già all’estero e deve concludere il suo semestre o anno all’estero cosa deve fare? Tornare o restare? La scelta dipende molto dai singoli paesi. «Negli Stati Uniti i ragazzi sono invitati a rientrare al piu' presto nei Paesi di origine mentre per esempio in Canada - sottolinea Katja Iuorio, education consulting - la scelta attualmente e' quella di restare per ora nelle famiglie ospitanti. Ai ragazzi che frequentano universita' e college all'estero vorrei ricordare che molte università hanno chiuso o stanno chiudendo l'attività e di conseguenza hanno predisposto la didattica e esami online. Per gli studenti che si trovano in Paesi dove e' necessario il visto di studio, suggerisco di concordare sempre con l'universita' i tempi e le modalità' di interruzione e rientro in Italia».
E chi stava progettando l’università o l’anno di liceo all’estero? Katja Iurio consiglia ai ragazzi che stanno facendo ora domanda a università straniere di non demordere: gli admission office lavorano comunque alle loro application. La situazione è fluida: il consiglio è quello di contattarli per condividere tempistiche riviste su invio materiali e altro. Si può ad esempio «partecipare a tour virtuali - aggiunge l’esperta - non è come viverli di persona ma è comunque un ottimo modo per saperne di più su un college e sul suo funzionameto». Un’altra piccola strategia è quella di usare una rete di amici, contattando persone che possono raccontare della loro esperienza al college e della vita in campus oppure di usare in modo intelligente i social media. Molti studenti utilizzano YouTube, Instagram e Twitter per saperne di più sui college. Attenzione, però, a saper discernere attraverso di loro qual'è la situazione che più si avvicina alla realtà oggettiva. «Le mie parole chiave in questo periodo sono calma, chiarezza e comunicazione - conclude Iurio- monitorare la situazione in corso
per avere sempre il controllo della situazione in ogni paese e per i ragazzi che hanno in programma di partire essere aggiornati sullo stato delle loro application in modo da essere certi di non perdare nulla per strada».

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