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River to River, Bollywood sbarca a Firenze

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River to River, Bollywood sbarca a Firenze

Una scena di "Ghare Baire"
Una scena di "Ghare Baire"

Se d'estate la Rai, da qualche anno a questa parte, porta i suoi spettatori alla scoperta dei grandi successi di Bollywood (eliminando però alcune parti musicate), con l'inverno è River to River a far scoprire il lato nascosto e d'autore del grande schermo del subcontinente.
Il Florence Indian Film Festival diretto da Selvaggia Velo il 2 dicembre inaugurerà la sua undicesima edizione. Si tratta di una rassegna che promuove film indiani e sull'India, concentrandosi sulle produzioni di qualità e indipendenti come, nelle scorse edizioni, il Leone d'Oro Monsoon Wedding di Mira Nair e il Devdas di Sanjay Leela Bhansali, pellicola che ha portato sul red carpet di Cannes la bellissima neomamma Aishwarya Rai.

Focus di quest'anno, una retrospettiva dedicata al Premio Nobel indiano Rabindranath Tagore, mentre in patria si festeggiano i 150 dalla sua nascita. Tra i film in programma che si ispirano ai lavori del poeta ci sono Khudito Pashan (Hungry Stones) diretto nel 1960 da Tapan Sinha, che racconta la storia di uomo che va a vivere in una casa stregata e si innamora del fantasma che la abita; Teen Kanya (Three Daughters) di Satyajit Ray che nel 1961 ha adattato per il grande schermo tre racconti di Tagore, incentrati su altrettanti personaggi femminili. Infine Ghare Baire (The Home and the World) sempre di Satyajit Ray ma datato 1984, sull'emancipazione della donna. È firmato Ray anche il documentario che chiuderà la retrospettiva, che ha per titolo semplicemente Rabindranath Tagore.

Ad aprire la sette giorni di River to River ci pensa il toccante Chaplin di Anindo Bandopadhyay, in prima assoluta (con l'attore Rudranil Ghosh presente in sala).
Le proiezioni spazieranno tra svariate prime europee e italiane come, tra i lungometraggi, Bol (Speak) del regista pakistano Shoaib Mansoor, su un padre che deve lottare ogni giorno per mantenere i suoi sei figli, ma anche sulla violenza e intolleranza che subiscono le donne di casa. Viaggio all'interno di una famiglia aristocratica del Kerala per Elektra di Shyamaprasad, ispirato all'antico mito greco. Direttamente dalla Berlinale arriva Gandu del bengalese Q, che tra rapporti madre-figlio, rap e rabbia, violenza e droghe rappresenta una parte dell'India di oggi. Parla invece della catastrofe dello tsunami Snow di Rohan Fernando, in cui la protagonista Parvati lascia il villaggio dove abita nello Sri Lanka e si trasferisce dai parenti in Canada, dove inizierà una nuova vita.

Prima europea anche per i cortometraggi in concorso. Protagoniste quattro donne diverse: la prima incontra un estraneo durante la luna di miele (Malal di Nayla Al Khaja), la seconda ricerca il significato di un suo sogno (Poshak - Facade di Iram Parveen Bilal), la terza decide di seguire il suo Dhamma - cioè la legge naturale, (Prakriti di T. Surendra ) e l'ultima si rende conto che l'amicizia non coincide affatto con l'interpretare un ruolo sociale (The way it's played di Shripriya Mahesh). Seguono le storie di due protagonisti alla ricerca di un nome occidentale in Esha di Reza Dahya, di un tradimento (How to lie to You Wife di Shankey Srinivasan), di una famiglia che vive fuori dagli schemi (Prakata Het Yad di Milind Dhaimade) e di un giovane assistente di un fotografo che si assume il ruolo di cupido (The Return Address di Abi Varghese).

Tra i documentari si spazia dalla Calcutta di Adda: Calcutta, Kolkata di Surjo Deb alla Agra di Dreaming Taj Mahal di Nirmal Chander, dal tempio Sikh di Amristar in Himself He cooks (regia di Valerie Berteau e Philippe Witjes), alla comunità ebraica a Mumbai protagonista di Next Yearin Bombay di Jonas Pariente e Mathias Mangim. E ancora, dal teatro danza del Kerala, il kathakhali, in La Table aux Chiens di Cédric Martinelli e Julien Touati, ai balli tradizionali dei villaggi, al centro del lavoro di Filippo Carli, Nataraja. E ancora, si parte per il lungo percorso che porta alle nozze di Arranged Happiness diretto da Daniela Dar-Creutz arrivando alla complessa realtà degli appassionati di cinema in India descritta da Videokaaran di Kavalmaniyam Jagannathan
Infine, non manca neppure il grande successo di box-office dell'anno, Zindagi Na Milegi Dobara, che ambienta gli immancabili balletti nel pieno della Tomatina spagnola. Tanto da far impennare la quota di turisti indiani in partenza per Costa Brava e Pamplona.

Chiude la rassegna Dhobi Ghat, prima opera di Kiran Rao e interpretato dall'attore-produttore Aamir Khan, dedicato ai rapporti tra quattro personaggi che abitano nella megalopoli di Mumbai.

Da non perdere, tra i tanti appuntamenti (tutti elencati sul sito della manifestazione) gli incontri con registi e attori, la mattinata di discussione tra Filippo Carli e Folco Terzani su asceti e vita quotidiana in India, le danze gipsy del Rajasthan e la Hindi Bollywood dance di Maya Devi e Rajput Maharani.


River to River - Florence Indian Film Festival
Dal 2 all'8 dicembre
Cinema Odeon, piazza Strozzi 1, Firenze, tel. +39 055 214068.
Biglietto: 5 euro (valido per mattina, pomeriggio o sera), 4 euro per la riduzione studenti. Giornaliero 8 euro (7 euro per studenti, soci Arci, Controradio, Coop, Cts e Isic, Carta Giovani, Mymovies). Abbonamento 35 euro.
Orari, programma e proiezioni si trovano sul sito della manifestazione.

29 novembre 2011

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