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Un viaggio dentro la Sicilia secondo letteratura (parte prima)

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Un viaggio dentro la Sicilia secondo letteratura (parte prima)

Arthur Georg von Ramberg [Public domain],  The Court of Emperor Frederick II in Palermo -via Wikimedia Commons
Arthur Georg von Ramberg [Public domain], The Court of Emperor Frederick II in Palermo -via Wikimedia Commons

La Sicilia custodisce, per ogni suo territorio, una voce letteraria. Il passaggio da una provincia all'altra non è dunque indifferente ed è segnato dalla rappresentanza di uno scrittore che suggella la stessa poiché ne ritrae, attraverso la propria lingua, gli spazi, la metafisica della terra della sud, il cielo, la struttura dei paesaggi, le usanze del folclore; l'esistenza microcosmica inavvertibile fino alle singolarità animanti la porzione della popolazione misconosciuta, e quindi attraente.

Questa è una mappa di letteratura, pertanto di sentieri visitabili, affinché il viaggio siciliano, da parte a parte, paese a paese, sia svelato. In questa prima parte: le opere e le città di Gesualdo Bufalino, Stefano D'Arrigo, Leonardo Sciascia.

Modica (Ragusa), Gesualdo Bufalino
Essa risorge tramite il barocco meditato dello scrittore Gesualdo Bufalino.
Modica (Alta e Bassa), si fa genesi di amori notturni incorniciati dalla calura propizia della macchia mediterranea significata dal suo Duomo e dalle vie: templi, tutte e due, degli incontri fugaci; e poi dal mare che è sempre zona mitica descritta per essere non dimenticata.
Gesualdo Bufalino (scrittore di Comiso), è allora rappresentazione, grazie al suo romanzo: "Argo il cieco", della provincia ragusana. Traduzione letteraria dell'invenzione architettonica (nonché della sua speciale mappa), di tutto il posto, grazie a un linguaggio intarsiato del dettaglio più fine e creatore. Così Modica si trasforma in un grande frutto rosso didentro il quale il sentimento siciliano si anima.

"Fui giovane e felice un'estate, nel cinquantuno. Né prima né dopo: quell'estate. E forse fu grazia del luogo dove abitavo, un paese in figura di melagrana spaccata; vicino al mare ma campagnolo; metà ristretto su uno sprone di roccia, metà sparpagliato ai suoi piedi; con tante scale fra le due metà a far da pacieri, e nuvole in cielo da un campanile all'altro, trafelate come staffette dei Cavalleggeri del Re... Che sventolare, a quel tempo, di percalli da corredo e lenzuola di tela di lino per tutti i vicoli delle due Modiche, la Bassa e la Alta; e che angele ragazze si spenzolavano sui davanzali, tutte brune. Quella che amavo io era la più bruna."

Per info su Modica: http://visitmodica.com/

Alì Terme (Messina), Stefano D'Arrigo
Plasmatore di una nuova lingua siciliana, creatore di una propria Odissea, Stefano D'Arrigo, scrittore di Ali Terme (Messina) ha dato vita al poema epico Horcynus Orca; elevando a mitologia gli incantesimi favoriti dal paesaggio messinese e le storie visionarie su di esso: del viaggio in mezzo allo stretto. Quasi a rievocazione delle leggende di quel passaggio, che i mostri Scilla e Cariddi presenziano ancora nell'immaginario totale, la Sicilia di D'Arrigo, da visitare, è espressione allora di una bellezza sviluppata per "arcana e enimmata"(arcani e enigmi).

Una potenza linguistica che permette (vedendo poi, nella realtà, la costa), di scorgere la fera del suo poema, lungo il mare dello Stretto che illuminato di notte si staglia da Messina alla vicina Calabria.

Alì Terme (Messina), e Horcynus Orca: http://www.comune.aliterme.me.it/horcynus-orca.asp

Racalmuto (Agrigento), Leonardo Sciascia
La celeste prigione di Leonardo Sciascia, Racalmuto. Essa è nelle viscere terrigne della Sicilia, col suo castello poco lontano dalla piazza in cui la statua bronzea di Sciascia è nel gesto dinamico di una gamba in avanti.
Sciascia insignì di imperituro immaginario i movimenti umani e sociali di un paese (che per rimando interpretativo è Racalmuto), con il suo: "Le parrocchie di Regalpetra". La forma diaristica esprime l'intimità, quella diuturnitas che ferma a forza di incantamenti il tempo. Lo scrittore, Sciascia, amico dei salinari e degli zolfatari.

A Racalmuto si trova il circolo Unione dove il socio Sciascia dibatteva e disquisiva di letteratura anche con gli amici Bufalino e Consolo. E poi il circolo dei minatori. E infine la tomba dello scrittore su cui è scritto: "Ce ne ricorderemo, di questo pianeta".

Racalmuto: http://www.comune.racalmuto.ag.it/

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