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Carnevale a Venezia, il travestimento è d’obbligo

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27 gennaio - 13 febbraio

Carnevale a Venezia, il travestimento è d’obbligo

Venezia e il Carnevale sono una coppia inscindibile. Nei giorni del libero travestimento ognuno si immagina nell'epoca e nella storia che preferisce, ma diversamente da altri posti, dove circolano damigelle e spiderman con vestiti da pochi euro al centro commerciale, nelle calli e nei meravigliosi palazzi gotici sfilano costumi raffinati, spesso fatti a mano da modelli ispirati dall'iconografia antica o dall'estro creativo di stilisti, sarti e artigiani.

Quest'anno il tema è il Circo e per l'occasione il direttore artistico Marco Maccapani ha fatto realizzare per piazza San Marco, cuore della manifestazione, un allestimento ispirato alle scenografie di Fellini. È un momento magico e autentico per visitare la città, fosse anche per un giorno e una notte. Qui i nostri consigli.

I momenti clou
Cominciamo con la scelta della data: quando andare? Il Carnevale comincia il 27 gennaio, con lo spettacolo VeCircOnda sul Rio di Cannaregio (ore 18), una specie di Son e Lumière acqueo con migliaia di persone accalcate sulle rive ad ammirarlo. Il 3 febbraio c'è il corteo delle Marie, una specie di Miss Italia locale con le aspiranti reginette in costume d'epoca portate a spalla dai gondolieri dal sestiere Castello a piazza San Marco. Ma l'apertura vera e propria del Carnevale è il 4 febbraio a mezzogiorno, con il volo dell'angelo: a sorvolare la piazza dal campanile di San Marco al palco, è la Maria dell'anno precedente, la vincitrice del concorso di bellezza, imbragata e sontuosamente vestita da dama antica. Gli spettatori sono numerosissimi, e quest'anno, per ragioni di sicurezza, è stato annunciato che gli ingressi vengono limitati alla capienza massima della piazza, dopodiché si chiude. Quindi, per essere certi di godersi lo spettacolo è consigliabile trovarsi all'interno con molto, molto anticipo. Altro appuntamento da vedere, novità del 2018, sono le due rappresentazioni storiche delle lotte tra i borghesi nicolotti, residenti dell'attuale zona Fondazione Guggenheim, e i castellani, più poveri che abitavano e lavoravano all'Aresenale. Sul palco di piazza San Marco, narratore e figuranti armati di bastone ricostruiranno una di queste schermaglie coinvolgendo il pubblico (9 febbraio).

Chi sono le Marie?
Sono 12 fanciulle che vengono selezionate ogni anno tra le più belle della città, e tra loro ne vengono elette due, a seguito di una votazione pubblica che va avanti fino al venerdì grasso. Quella sera al Lido di Venezia vengono incoronate la Maria dell'anno, scelta da una commissione speciale, e la Maria dei lettori del Gazzettino, il quotidiano che organizza il concorso. Quella del 2018 è Elena Costantini, una ragazza di Murano di 19 anni, che studia Economia a Ca' Foscari ed è campionessa di voga alla veneziana a un remo solo: è lei a fare il volo dell'angelo il 4 febbraio.

Serate in maschera
L'appuntamento serale più mondano del Carnevale è il Ballo del Doge, che a questo punto è alla 25a edizione. La serata è fissata per il 10 febbraio a Palazzo Pisani Moretta a cui si accede in gondola dal Canal Grande, per ritrovarsi in un'atmosfera da colossal hollywoodiano, quest'anno dal titolo “Rinascita, Tempo e Piacere”: allude a tre temi dell'esistenza sui quali si può fantasticare mentre ci si aggira mascherati nei sontuosi saloni dove, per qualche ora, si abbandonano gli schemi e si vive un sogno a occhi aperti. E appunto si consiglia di tenere Eyes wide shut, come al ballo di Schnitzler, perché dietro le 500 maschere si potrebbe celare qualcuno di molto famoso o di molto importante, come in passato David Bowie e Antonio Banderas. I posti a sedere per la cena sono esauriti da settembre, ma si può prenotare ancora per l'after dinner, che è poi il momento più divertente della serata con le performance e la discoteca fino all'alba. Alle 3, gli ospiti sono andati via, le luci si spengono ed entro le 7 il Palazzo è immacolato e libero: come ogni sogno, al risveglio è tutto finito. Essendo il Ballo del Doge uno dei 10 eventi mondani più ambiti del mondo, i posti sono pochi, va da sé, costosi (da 800 a 3000 €). Ci sono però le serate del programma ufficiale del Carnevale, dal 3 al 14 febbraio, con ballo mascherato e cena nel sontuoso palazzo Ca' Vendramin Calergi.

Il costume e la maschera
Dove si affittano quei meravigliosi vestiti che si vedono girare per le calli? Di sartorie e atelier a Venezia ce ne sono tanti. Due nomi: Antonia Sautter, ideatrice del Ballo del Doge e stilista di costumi per l'opera e il cinema, e la Scatola Magica delle Sorelle Lazzaro che realizzano a mano abiti d'epoca, tutù e una collezione pret à porter, ispirandosi alla loro preziosa biblioteca del costume. Oltre ai vestiti si trovano gli accessori: cappelli, guanti, spille, cinte, piume. Le maschere invece si trovano nei laboratori specializzati. È un argomento delicato questo: purtroppo esiste un mercato del brutto souvenir, made in China e da pochi soldi, che rovina una tradizione locale ancora molto viva. Come racconta Leonardo Faggian, che fa in cartapesta le facce di Colombine, Pantaloni, Arlecchini e del nasone Dottore della Peste (da 25 € in su). Oltre al negozio Opera Buffa, ha un laboratorio in una corte meravigliosa nel Convento di Cosma e Damiano, insieme a tanti altri piccoli artigiani e alla Fondazione Luigi Nono, archivio e spazio per concerti e conferenze dedicato a uno dei maggiori musicisti italiani del Novecento.

Dove stare
Una delle cose più complicate a Venezia è trovare un hotel che senza essere da Mille e una notte, sia decoroso, pulito, ben arredato e non costi cifre spaventose. Un esempio è l'Hotel Salute Palace, nuovo, progettato da un giovane architetto, in un palazzotto in stile veneziano con le bifore gotiche, in una calle silenziosa tra la Punta della Dogana con la collezione contemporanea di Pinault, e la Fondazione Guggenheim con i maggiori artisti del Novecento. È un piccolo albergo di 43 camere total white (a parte la suite nera) con qualche cassettone antico, luci di design e foto di Venezia, qualcuna affacciata sulle cupole bianche della Basilica della Salute. La proposta per il periodo di Carnevale è di un giorno e una notte, con ingresso al Museo del Costume e del Tessuto di Palazzo Mocenigo per vedere abiti antichi delle raccolte Correr, Guggenheim, Cini, Grassi, e la biblioteca dove sono conservati oltre 13.000 figurini dal ‘700 al ‘900. Al rientro in hotel, la sera, Stefano Bison, giovane ed entusiasta chef vicentino, fa trovare un accogliente menu della tradizione che comincia con i classici cicchetti (altrove si chiamerebbero tapas, finger food...), continua con spaghetti alle lumache di mare e grigliata di pesce con broccolo fiolaro, finisce con “fritole, castagnole e galani”, i dolci veneziani del periodo. (130 € a persona).

Masterclass e mostre di fotografia in Quaresima
Finito il Carnevale il 13 febbraio, Venezia torna al suo ritmo invernale, più sobrio e meno confusionario. Sono giorni di quiete, durante i quali godersi la bellezza della laguna immersa nel suo silenzio, con le isole offuscate dalla nebbia, che si rivelano pian piano durante il giorno. Tra queste, San Servolo, ex monastero ed ex manicomio (tutt'ora Museo della Follia), dal 16 febbraio al 5 marzo, ospita Venezia Photo, un programma di masterclass (a pagamento) e conferenze (gratuite) in collaborazione con il festival di fotografia Les Rencontres d'Arles e il patrocinio di Oliviero Toscani. È una full immersion tra corsi residenziali di 3-5 giorni, proiezioni di film e documentari, serate e concerti, dimostrazioni e incursioni fotografiche in città. In più, alla galleria Tre Oci fino al 25 febbraio, c’è la mostra di Werner Bischof con 250 immagini del grande fotografo svizzero che consentono di ripercorrere le storie e i viaggi di uno dei punti di riferimento dell'Agenzia Magnum. Werner Bischof viaggiò negli angoli più remoti del mondo: dall'India al Giappone, dalla Corea all'Indocina fino ad arrivare a Panama, in Cile e in Perù. La mostra, arrivata in Italia in occasione delle celebrazioni dei 100 anni dalla nascita del fotografo, si compone di stampe vintage, memorie, documenti, lettere e pubblicazioni. Per la prima volta è esposta una selezione di 20 fotografie inedite, dedicate all'Italia.

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