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La strada high-tech: viaggio nella “Route 66” scozzese a bordo di una Tesla

  • –di Ruaridh Nicoll
La Tesla all' Achmelvich Bay – foto di © Matilda Temperley (Financial Times)
La Tesla all' Achmelvich Bay – foto di © Matilda Temperley (Financial Times)

L'incresparsi delle felci produceva uno stridulo fruscio lungo le falesie accanto alla strada, e regnava la calma. Poi, però, mi sono trovato schiacciato contro lo schienale, e alcune capre selvatiche sono passate come bolidi. Dopo un'impressionante frenata brusca, tutto è tornato tranquillo, e la corteccia delle betulle argentate rifletteva il sole invernale. Siamo ripartiti, con un poco di nausea. “Non ci siamo accorti delle capre” ho detto tristemente. Accanto al me, al volante di una delle folli vetture sportive Tesla di Elon Musk, era seduta Matilda Temperley, la fotografa che stava documentando il nostro viaggio.

Da circa un'ora guidava questa vettura elettrica che sembrava quasi fermarsi per poi accelerare con tale velocità che mi facevano male i globi oculari. “Non ci si stanca mai di una macchina così” ha detto, prima di lanciami uno sguardo e aggiungere: “A meno di trovarsi sul sedile del passeggero, ovviamente”. Per fortuna, siamo entrati a Rogart, un paesino sulla costa orientale del Sutherland, la contea meno densamente popolata della Gran Bretagna. Ci siamo lasciati alle spalle ciò che resta di un antico mercato del bestiame, e mi sono ricordato di mio padre, che circa 35 anni andava lì a vendere agnelle. Sono cresciuto nei paraggi.

Matilda e io abbiamo percorso in automobile la North Coast 500, seguendo una remota strada costiera che in 516 miglia (830 chilometri) collega Inverness e l'estrema punta settentrionale della Scozia insulare, per poi girare verso Durness e scendere lungo la costa occidentale. Questa strada esiste da sempre, ma nel 2015 la North Highland Initiative, ideata dal principe Carlo per rilanciare l'economia in queste zone così a nord, le ha dato un nome ufficiale e le ha fatto pubblicità. Di conseguenza, il numero dei turisti è aumentato del 26 per cento in un solo anno, secondo le ricerche dell'Università di Glasgow, e la strada è diventata assai popolare tra gli appassionati di camper e di furgoncini, tra i motociclisti, i saccopelisti e i ciclisti. Da qualche tempo la McKinlay Kidd, un'azienda di viaggi con sede a Glasgow, promuove un tour per clienti esclusivi, offrendo itinerari che prevedono pernottamenti in alberghi eleganti lungo questa strada e l'uso dell'auto del futuro.

Ed eccoci lì, dunque, alla fine di novembre, a collaudare questa straordinaria intuizione e a lanciarci, inconsapevolmente, verso una tempesta. All'inizio della giornata eravamo stati accolti all'aeroporto di Inverness da Ben Williams, che ci aveva fornito tutte le spiegazioni possibili sull'automobile. Mentre si concentrava sui vari cavi che servano a ricaricarla, fischiettava. “Dov'è il tasto ‘incredibile?” gli ho chiesto, consapevole che quello che avremmo guidato era un veicolo progettato da gente entusiasta come quattordicenni e che alcune versioni hanno una modalità “incredibile” che le fa schizzare da 0 a 100 chilometri orari in 2,8 secondi. “Purtroppo, su questo modello non c'è” ha risposto.

(Ai fanatici dirò solo che la nostra macchina era un modello S 90D a trazione integrale con una batteria da 90 kWh. Lo so perché è fornita insieme a un'app che mi ha consentito di controllarla dal telefono. Ho provato a farla andare un po' in giro, le settimane dopo averla restituita, ma sembra che Ben sia stato abbastanza saggio da cambiare la password.)

Ritrovarmi a Inverness è stato entusiasmante. Inspirare a pieni polmoni l'aria fresca delle Highlands, una volta scesi dall'aero, è una delle cose che più mi piacciono al mondo. E poi, con una semplice risata di puro stupore – passare da 0 a 100 chilometri orari in 4,2 secondi su quel modello è stato decisamente incredibile – siamo schizzati via, diretti a nord attraverso Cromarty Firth. Abbiamo fatto una sosta per un pranzo eccellente alla Storehouse of Foulis, poi abbiamo attraversato Struie Hill, inerpicandoci al di sopra del limite delle nevi permanenti nella luce del sole che filtrava all'orizzonte. Quando abbiamo accostato per parcheggiare nella distilleriaClynelish vicino a Brora, il livello di carica della batteria della macchina era sceso al 20 per cento. L'indicatore di carica della Tesla provoca il medesimo livello di ansia prodotto dall'uso del cellulare, con la non indifferente preoccupazione aggiuntiva, però, che lì saremmo potuti morire assiderati.

Non avevamo riflettuto granché sulle conseguenze di quei passaggi quasi istantanei dal nulla all'infinito. Matilda, la cui famiglia produce il Somerset Cider Brandy, voleva visitare la distilleria per parlare della miscela di malto e acqua, di contenuto alcolico e di botti di sherry, e dato che il Clynelish è il mio scotch preferito l'ho portata lì. Abbiamo superato il cartello col simbolo della distilleria, rappresentante un gatto selvatico, presente in origine sullo stendardo del Duca di Sutherland che fondò Clynelish nel 1819. Da queste parti il duca è detestato per aver scacciato dalle loro case i proprietari dei poderi – talvolta ricorrendo addirittura al fuoco – per far posto alle pecore. Ancora oggi se ne possono vedere le cicatrici nelle vallate deserte. “Questo è un paesaggio nel quale il meglio è venuto e se ne è andato via” dice lo storico Jim Hunter. Jacqueline James-Bow, brand manager della distilleria Clynelish, ha pronunciato quasi con disprezzo il nome del duca mentre ci accompagnava non soltanto attraverso la distilleria moderna, ma anche negli inospitali edifici dilavati dalla pioggia all'estremità di Clynemilton Burn che l'azienda di bevande Diageo, attuale proprietaria, è in procinto di riaprire. Ciò porterà a nuova vita due distillatori vittoriani che torreggiavano sulle nostre teste in una stanza che sembrava uscire dritta dritta dal XIX secolo.

Quando siamo ripartiti, le tenebre ci hanno avvolti e la neve sfarfallava alla luce dei fari della Tesla. Sembrava quasi mezzanotte, ma erano appena le 16. Con la batteria scesa al 9 per cento di carica, abbiamo oltrepassato Wick e siamo entrati nell'Ackergill Tower Hotel, un castello del XV secolo a picco sul mare. Ha tutto quello che si può desiderare da un castello delle Highlands: nel corso della sua lunga storia non sono mancate donzelle che si sono lasciate cadere dall'alto dei suoi merli, latifondisti eremiti, bancarottieri e figli caduti in battaglia da Flodden al Fronte Occidentale. Al castello preparano un'ottima lombata di manzo locale, servita in una sala da ballo dal soffitto a volte che ancora adesso viene utilizzata per il suo scopo originario. Abbiamo accompagnato la carne con vino e whiskey. La mia ampia camera da letto si affacciava sull'esterno con alcune finestre d'angolo, e ho deciso di lasciare aperte le tende. Il vantaggio di viaggiare da queste parti alla metà del rigido inverno si è rivelato al mattino: mi sono svegliato ammirando il panorama di scuri speroni di roccia che emergevano dal mare nella luce dell'alba e di quella a intermittenza di almeno tre fari. Erano le 7.30 di mattina di una giornata stupenda.

L'automobile – essendo stata alimentata soltanto grazie all'esile apporto di una presa a 13 ampère – è riuscita a ricaricarsi durante la notte fino al 39 per cento. Ci siamo diretti ancora verso nord, nella fanghiglia, svoltando verso ovest nella malandata John O'Groats. Il sole illuminava il nord, inondando di luce gloriosa le isole Orcadi che sembravano quasi galleggiare a mezz'aria. Nella mia infanzia ho visitato spesso quelle isole: la nostra fattoria era così lontana da tutto il resto che i visitatori vi si trattenevano troppo a lungo e i miei genitori cercavano quindi di farli muovere un po' invogliandoli a fare una gita in quelle isole, e mi mettevano a loro disposizione come guida, cogliendo così due piccioni con una fava. Nel porto di Scrabster abbiamo ricaricato la batteria, scesa ormai sotto il 10 per cento: l'automobile sembrava avere una specie di attacco di panico e ci inviava di continuo messaggi sempre più incalzanti. Grazie a un segnale e a una ricezione alquanto aleatoria, la piantina della Tesla, caricata sulla sua grande console in stile iPad, includeva ampie aree vuote, disabitate perfino dai mostri. In ogni caso, io sono riuscito a scoprire un caricatore assai veloce tramite un'app denominata Plugshare.

Dopo aver parcheggiato accanto a una flotta di pescherecci – barche dai nomi come ‘Highlands Lady', con equipaggi filippini a bordo – ci siamo attaccati a una presa delle dimensioni di una targa e subito l'auto ha iniziato a ricaricarsi gratuitamente. Da quelle parti c'è un rinomato ristorante di pesce, The Captain's Galley, ma abbiamo scoperto che è aperto soltanto la sera, così abbiamo mangiato merluzzo e patatine fritte al pub Popeye. A ovest si profilava un muro gigantesco di nuvole, e la temperatura era prossima allo zero. Dopo circa un'ora, ci siamo diretti a ovest lungo la costa con una carica del 59 per cento, e ci siamo fermati quando Matilda è rimasta così colpita dai colori del paesaggio da voler scattare alcune foto, cosa che le capita spesso. Abbiamo attraversato alcuni fiumi famosi, pullulanti di salmoni – Thurso, Halladale e Borgie — mentre la strada serpeggiante ci portava in vista di Ben Loyal, la regina delle montagne settentrionali, le cui pareti si innalzano ben al di sopra di una meravigliosa rete di insenature marine e di bracci di mare che formano l'area denominata Kyle of Tongue. Le burrasche in arrivo dal mare hanno eclissato la montagna in un istante.

Dopo essere stati rallentati da un allevatore e dal suo gregge, ci siamo spinti fino al Tongue Hotel e ci siamo attaccati subito al caricatore rapido (da queste parti sembrano spuntare come i pennacchi dalle foglie strette). Abbiamo scoperto che in origine era un vecchio chalet di caccia, decorato con aquile impagliate e pesci imbalsamati. Mentre in estate la notte non arriva mai ed è possibile fare passeggiate sulla spiaggia e in montagna anche dopo cena, abbiamo trascorso la serata a giocare a carte. A cena – nasello cotto molto bene… ma che ne è dell'infernale cucina delle Highlands a base di scampi Brake Brothers? – si è unita a noi in sala una signora elegante, pungente come il biancospino, che inveiva contro un proprietario terriero del posto. “Gli sparerei volentieri! E al diavolo le conseguenze!”. Poi, preoccupata, all'improvviso ha chiesto: “Ho fatto troppo tardi per il pudding?” In sala, Matilda e io abbiamo bevuto il porto che ci avevano lasciato nelle camere, e lei mi ha insegnato a giocare a carte.

Il mattino dopo siamo usciti nella tempesta che si addensava e ci siamo diretti a ovest attraverso una strada rialzata, percorrendo carreggiate ricoperte da un sottile strato di ghiaccio. Matilda ha premuto il pedale dei freni un paio di volte, per capire com'era il fondo stradale, ma la Tesla – con il suo peso non indifferente e la trasmissione indipendente su ogni ruota – è rimasta ben ancorata a terra. A Durness è iniziato il nostro viaggio verso sud, attraverso un paesaggio epico, nel quale un'unica forra riesce a contenere un intero sistema climatico, e abbiamo pranzato a Kylesku.

L'albergo è un capolavoro e il suo cibo è giustamente rinomato. Nel menu sono indicati i fornitori, che si tratti di Pete e Gill a Croft 16 per le foglie di insalata, o degli scampi di Hamish. Il giorno dopo la nostra visita, l'albergo ha chiuso per la stagione in un tripudio di fuochi d'artificio. Mentre uscivamo, ho augurato loro buona fortuna per il tempo. Ci siamo diretti verso la spiaggia di Achmelvich e mentre all'interno dell'automobile l'atmosfera era tranquilla, appena abbiamo messo fuori un piede per scendere siamo stati quasi travolti. Ho insistito per proseguire a piedi fino alla seconda spiaggia, proprio dietro l'angolo, ma tutto quello che siamo riusciti a fare è stato arrivare in cima alle scogliere che si affacciano sulla spiaggia. La grandine si è abbattuta su di noi, il mare ruggiva ai nostri piedi e sarebbe bastato un attimo perché una raffica di vento più forte ci facesse precipitare giù. Eppure, immerso nella tempesta, sono riuscito a rivedere tutte le estati della mia fanciullezza. Ho visto il calore degli ultimi giorni di luglio rinfrescati da brezze leggere, quelle giornate senza fine, strinate dal sole, e mia madre che sistemava le cose portate da casa, circondata da zuppe e torte, mentre io mi arrampicavo sulla scogliera, o mi univo a mio padre e ai miei fratelli in un canotto gonfiabile per immergerci alla ricerca di anemoni di mare.

Ho sentito di nuovo l'odore delle Highlands in estate, un mix di mirtillo, pino e lanolina, odori che adesso posso soltanto provare a immaginare. Il primo giorno della nostra escursione avevamo fatto una piccola deviazione per raggiungere una stele che commemora i miei genitori. Ne avevo spazzato via il ghiaccio. Siamo ritornati di corsa in macchina, spinti dal vento forte. Più tardi abbiamo alloggiato al Ceilidh Place a Ullapool, e abbiamo rimesso in carica la macchina accanto al traghetto che parte per Stornoway e le isole a ovest. Jean Urquhart, in passato attiva in politica e oggi vedova dell'attore Robert, ha creato una sorta di rifugio. Ci sono un negozio che vende i migliori libri di autori scozzesi, un bar che sembra costruito apposto per fare festa, comode stanze e cibo fantastico. A cena Matilda mi ha detto: “Tra tutti, è questo il posto che preferisco”. Mentre parlavamo a ruota libera fino a tardi, assaporando il whiskey Highlands Park, ci siamo sentiti tranquilli ed esausti al tempo stesso. Al mattino saremmo dovuti tornare a Inverness per prendere il volo verso sud.

Il tempo a nostra disposizione era finito: non siamo riusciti a portare a termine il tratto finale della North Coast 500 route, che comprende Torridon, il luogo a me più caro sulla Terra. Torridon è uno scenario apparentemente incontaminato dal passare dei millenni, e ha bacini d'acqua e cieli pullulanti di vita. Ho suggerito di mettere in programma un'altra gita, a maggio o settembre, i mesi più indicati – di fatto i migliori – per visitarla. Invece, arrivato il mattino, ci siamo diretti a Inverness. Che dire della macchina? Saremmo entrambi felici di comprarne una, se uno di noi avesse 75 bigliettoni che gli avanzano (85mila euro).

INFORMAZIONI

Ruaridh Nicoll è stato ospite di McKinlay Kidd: questa agenzia offre un giro di sei notti lungo la North Coast 500 road a partire da 1750 sterline (2000 euro) a testa (da condividere con un altro passeggero), comprensive del noleggio per sette giorni di una Tesla Modello S da Inverness, e sei pernottamenti in albergo e prima colazione. British Airways, EasyJet, Swiss, KLM e Loganair hanno tutte voli diretti per Inverness.


Altri modi per percorrere la North Coast 500

Caravan
Per gli automobilisti che si sentono a proprio agio alla guida di un grosso veicolo su stradine strette, ripide alture e in un tempo inclemente, un caravan offre la massima flessibilità. Numerosi campeggi lungo il percorso offrono strutture e servizi di vario tipo e la possibilità di allacciarsi all'elettricità. In alternativa si può praticare il campeggio libero. A Inverness varie aziende affittano caravan, dai modelli più moderni con sei posti letto ai classici furgoncini Volkswagen, con tariffe che partono da 725 sterline (830 euro) a settimana. Visitate Highlandcampervans.com o, se decidete di partire da Edinburgo, northcoast500motorhomes.com


Motocicletta
Ubicata anch'essa a Inverness, North Coast 500 Motoexperience noleggia moto Honda NC700X. I clienti possono essere accolti all'aeroporto o alla stazione ferroviaria. Nel noleggio sono incluse sacche portabagagli e bauletto posteriore, oltre a casco, stivali e abbigliamento specifico protettivo. Noleggiare una moto per cinque giorni, comprensiva di copertura in caso di avarie, costa 480 sterline (550 euro).


Bicicletta
Nel 2015, Mark Beaumount, che ha effettuato il giro del mondo in bicicletta, ha percorso l'intero itinerario scozzese di 516 miglia (830 chilometri) in poco meno di 38 ore. È probabile che gli amanti della bicicletta vogliano prendersela con più calma, però, e in genere lo fanno percorrendo la strada in cinque-sette giorni. A Inverness, Ticket to Ride noleggia ogni modello possibile di bicicletta, compresi i tandem e le bici elettriche, a partire da 125 sterline (143 euro) a settimana. L'agenzia offre anche un servizio “bike bus”, che consente di trasportare i ciclisti in vari punti di partenza lungo l'itinerario, così da ridurre la distanza complessiva da percorrere pedalando. Pedal Nation organizza un giro guidato di gruppo di una settimana, a maggio, con tariffe che partono da 995 sterline (1138 euro) a settimana comprensive di alberghi e alcuni pasti. Per maggiori informazioni, visitate northcoast500.com

Traduzione di Anna Bissanti
Copyright The Financial Times Limited 2018

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