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4/4 Asinara, Sardegna, 2 abitanti (il maresciallo e uno scultore)

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    idee e luoghi green

    Alla scoperta delle mini isole del Mediterraneo: Alicudi, San Nicola, Capraia, Asinara

    «Ci sono isole che sono più isole di altre. Alcune sono più legate alla terraferma, altre meno», scriveva Predrag Matvejevic, autore di “Breviario mediterraneo” (Garzanti). Lawrence Durrell ha invece ha salvato dall'oblio la parola insulomania che aveva scoperto in un'antica descrizione delle malattie non ancora trattate dalla medicina: «È una sofferenza spirituale rara e sconosciuta. Ci sono uomini per i quali le isole sono in qualche modo irresistibili. Questi uomini sarebbero discendenti degli abitanti di Atlantide e il loro subconscio aspirerebbe ardentemente alla vita insulare». Ebbene questa malattia sembra essere piuttosto contagiosa e sono in molti a esserne affetti. Ed ecco la cura: una vacanza nelle piccoline degli arcipelaghi italiani, con poche centinaia di abitanti e ancora fedeli alla propria natura. Due consigli: primo, prenotate prima che potete, perché i posti sono pochi e vanno subito esauriti. Secondo, andate all'inizio o alla fine della stagione, quando la folla non fagocita i lidi. A quel punto, il paradiso è servito.

    4/4 Asinara, Sardegna, 2 abitanti (il maresciallo e uno scultore)

    Da Stintino con il traghetto si arriva a piedi all'isola, lunga 17.4 km e larga 6,4. È stata carcere e lazzaretto, ma oggi è tutta protetta come Parco Nazionale con sentieri e spiagge tra le più belle della Sardegna, non sempre fruibili. Cala d'Arena per esempio è sottoposta a regime di tutela integrale, il che significa che non ci si può andare, ma si può contemplare dall'alto del sentiero: una laguna smeraldina tra le rocce scure. Dormire in questo paradiso si può all'Ostello Sognasinara a Cala d'Oliva, l'unico villaggio, con due residenti tra cui lo scultore Enrico Mereu. Per esplorare angoli nascosti e curiosità si possono noleggiare mountain bike o farsi accompagnare dalla guida di Asinara 4x4.

    All’estremo sud dell’isola vi aspetta invece un’isola più popolata (circa 6000 abitanti) ma altrettanto selvaggia. Il traghetto che collega Porto Vesme a Carloforte impiega circa 40 minuti a trasportare moto e auto in un'altra dimensione: siamo nell'Isola di San Pietro, un angolo di Liguria con tanto di dialetto, usi e costumi, eredità di una comunità di Pegli fuggita dalla colonia tunisina di Tabarka e stabilitasi qui. Spartana e poco turistica, l'isola è un alternarsi di alte scogliere a nord e spiagge bianche a sud, ed è l'essenza del Mediterraneo con il suo mare più bello e intenso. Solo mare è infatti la sua filosofia: ci si sveglia presto al mattino e si va a letto presto la sera, perché non esiste mondanità che non sia alla luce del sole. L'eccezione è una cena fuori, da Nicolo per mangiare le linguine al tonno, olive e scorza di limone, specialità dell'isola. Gli alberghi non mancano, ma non è facile trovare la raffinatezza di altri luoghi. Ci si avvicinano le suite di Le saline.

    PS: dal 24 al 27 maggio si svolge la 16a edizione di Girotonno, che trasforma Carloforte per qualche giorno nella “capitale mondiale del tonno”, con tanto di mattanza e sfilata di chef a cucinarlo.

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