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Iglesias: viaggio nel cuore della terra nella grotta di Santa Barbara

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SARDEGNA

Iglesias: viaggio nel cuore della terra nella grotta di Santa Barbara

Credito (Provincia Carbonia-Iglesias)
Credito (Provincia Carbonia-Iglesias)

Nel cuore della terra, dove la mano dell'uomo si intreccia con l'opera della natura. Tra gallerie e pozzi scavati dai minatori e stalattiti o sale decorate da imponenti stalagmiti. Scoperta per caso nel 1952 dai minatori impegnati a scavare un nuovo pozzo la grotta Santa Barbara, nella miniera di San Giovanni (alla periferia di Iglesias), è un po' il gioiello del patrimonio ex minerario che oggi vive una nuova esistenza con le visite guidate.

Un viaggio per pochi giacché l'accesso è a numero chiuso e le visite contingentate sono regolate dal calendario scientifico che impone pause e silenzio e protocolli burocratico amministrativi che invece allungano le fermate. Arrivarci significa comunque attraversare e scoprire pezzi di cultura e storia industriale e avanguardia mineraria dei primi anni ’30 e ’40. Si passa da quello che un tempo era il villaggio minerario e si attraversano i cantieri i dismessi alla fine degli anni ’90. Quando è stata decretata la fermata della miniera dalle cui gallerie si estraeva galena e blenda (da cui si ricava poi piombo e zinco).

Il treno riadattato per l'occasione accompagna i visitatori per 700 metri lungo il percorso seguito sino alla fine degli anni ’80 con il locomotore che trainava i vagoni carichi di materiale. Settecento metri sui binari, viaggio nel buio e nel cuore della terra. Un tuffo nel passato più remoto perché negli ultimi vent'anni il sottosuolo si raggiungeva, come avviene ancora oggi, con mezzi gommati attraverso gallerie camionabili. Un ascensore moderno che si muove su una verticale di poco meno di 400 metri (puntando però verso l'alto) lega il lavoro dell'uomo a quello della natura tra calcare ceroide, dolomia gialla silicizzata e formazioni del Cambriano inferiore di mezzo miliardo di anni.

Alle pareti di questo immenso patrimonio naturale (150 metri sopra il livello del mare e unica presa d'aria il collegamento con le gallerie minerarie) i cristalli tabulari di barite bruno scuro cui si alternano concrezioni semisferiche di calcite bianco candido.

Dall'alto le stalattiti e l'aragonite. Dal basso le stalagmiti.

Passo dopo passo si possono osservare le concrezioni costruite dalla natura in migliaia di anni. Si cammina lentamente e passando su una sorta di ponte sospeso che attraversa un piccolo lago si possono ammirare, tra giochi di luci e riflessi le lunghe colonne da 25 metri, frutto di milioni di anni di lavoro, che ricordano quelle di un organo. L'immaginazione aiuta poi a vedere una culla in una determinata formazione, un altare. Lo sguardo verso l'alto regala ancora concrezioni ramificate e giochi di minerali irripetibili. Gioielli che la natura ha “costruito”, sagomato e modellato in migliaia di anni. Il viaggio nel cuore della terra, tra industria e natura. Viaggio quasi irripetibile.

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