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Tra dirigibili e barche a vela: Trieste è una meta di fine estate

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SPUNTI DI VIAGGIO

Tra dirigibili e barche a vela: Trieste è una meta di fine estate

Ansa
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Transatlantici del cielo, questo erano i dirigibili che, fra la fine dell'800 e il 1938, illusero l'uomo di aver realizzato il sogno di Icaro. Enormi palloni cilindrici riempiti di pericolosissimo gas, cui era appesa una navicella con interni spesso lussuosi, furono di fatto il primo strumento costruito dall'uomo che permetteva di dirigere il volo dove si voleva.

Chi dovesse passare per Trieste fino a metà settembre, o anche programmare un fine settimana in questa splendida città, può visitare una mostra bella e preziosa, ospitata nell'Alinari Image Museum al Castello di San Giusto: “Dirigibili - Airships”. È basata sul bellissimo libro omonimo di Max Pinucci, curatore della mostra, arricchito da un'inattesa prefazione di un grande appassionato: Bruce Dickinson, cantante degli Iron Maiden.

Lo locandina della mostra aperta fino al 16 settembre

La prima metà del percorso è fortemente multimediale, si viene accolti da vari personaggi, dal cuoco del dirigibile Hindenburg al motorista dello Graf Zeppelin, proiettati su vetro, che raccontano la loro storia. Così come la storia degli uomini che fecero l'impresa la si rivive su schermi accattivanti che ci raccontano di capitani, palloni, motori, percorsi che arrivano addirittura a circondare il mondo intero. A fianco dei tanti grandi monitor e proiezioni troviamo modellini, francobolli, album e diari personali che ci aiutano a immergerci in quell'epoca così intrigante. Diorami e realtà virtuale soddisfano anche i più esigenti.

Nella seconda parte le bellissime immagini Alinari e di altri importanti archivi fotografici, come la National Library of Norway o la Library of Congress, ci portano dentro alle navicelle dei dirigibili civili, ricche del lusso di allora, con assurde cucine da Grand Hotel e stanze da pranzo con belvedere sul cielo. L'immagine di quel che resta della carcassa dello Hindenburg di Zeppelin, 6 maggio 1937 racconta come si concluse quell'epoca.

Per chi poi vuole visitare la città, Trieste presenta un vantaggio: quasi tutto quel che c'è da vedere è raccolto attorno alla splendida Piazza Unità, che si protende sul mare col molo Audace, da cui scesero i bersaglieri per il ritorno della città all'Italia, nel 1918 e nel 1954. La piazza è di una bellezza unica, soprattutto di notte, quando sembra una piattaforma onirica sospesa fra terra, mare e cielo. Ecco quindi il Teatro Romano, Piazza della Borsa, il quartiere di Cavana, un giorno malfamato e oggi cuore della città, e poco più avanti il museo Civico Revoltella, che fotografa coi suoi pezzi il periodo di massimo splendore di Trieste: la seconda metà dell'800. Da non perdere poi, sempre a ridosso della piazza, quel che è rimasto dell'Arco di Riccardo, 33 AC. Per farsi un po' male, nel modo più dolce possibile, basta passare alla “Bomboniera” o “da Penso”, sempre a 5 minuti dalla piazza, dove si può gustare il triestinissimo dolce Presnitz, che si fa risalire a una visita dell'imperatrice d'Austria in città, la Sacher viennese, la Dobos ungherese.

Avendo un secondo giorno si deve andare, passando per il quartiere di Barcola, al romanticissimo Castello di Miramare, dove lo spirito di Massimiliano d'Austria e dell'amata sposa sopravvive al turismo odierno. Lì vicino, almeno da guardare dalla riva del mare, il Faro della Vittoria, amorevole e imponente monumento dedicato ai caduti in mare durante la prima guerra mondiale.

Tornando al centro uno dei veri luoghi cult, nel cuore dei triestini, è Bepi Sciavo, scomodo e piccolo locale da proletari che serve insaccati e “maialerie” varie degne dell'imperatore Francesco Giuseppe, peraltro sempre presente in effige in molte nostalgiche botteghe della città. La visita non può dirsi conclusa senza una sosta ai tavolini di uno dei caffè storici: degli Specchi in Piazza Unità, Tommaseo o San Marco poco distanti.

Sorseggiando caffè o liquori scrissero i loro capolavori sui loro tavolini Saba, Svevo e Joyce. Oggi potreste incontrarci Claudio Magris.

La Barcolana fa 50
Visto che per la mostra c’è purtroppo ancora poco tempo, chiude il 16 settembre, vi suggeriamo uno dei prossimi appuntamenti imperdibili per conoscere la città: la 50° edizione della Barcolana, la regata più grande del mondo, che il 14 ottobre accoglierà velisti e turisti da tutto il mondo. La competizione nata nell’ottobre del 1969 con 51 barche a vela al via è cresciuta di anno in anno, e ha visto nel 2017 ben 2101 barche, (record mondiale per una partenza singola), 25mila persone in mare e oltre 300mila a terra, a godersi uno spettacolo unico.

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