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Argentina, viaggio nel giardino dei sentieri che si biforcano

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DIARIO DI VIAGGIO

Argentina, viaggio nel giardino dei sentieri che si biforcano

Quando si pensa a un viaggio in Argentina, vengono subito in mente i colorati quartieri di Buenos Aires (La Boca, in primis, con il celebre passaggio pedonale Caminito), le sue zone dal forte respiro politico (la Casa Rosada di fronte all'immensa Plaza de Mayo, centro di tutte le manifestazioni più importanti della nazione) e quelle rinomate per la tradizione del tango (da vedere c'è anche il quartiere di San Telmo, il più antico della città e centro della vita notturna, dove gli spettacoli per strada sono gratuiti e meravigliosi), oppure le regioni più a sud del Paese, dalla provincia di Santa Cruz (dove si può ammirare l'enorme ghiacciaio Perito Moreno) alla Terra del Fuoco.

Lo spettacolo delle balenenel golfo Nuevo
Eppure l'Argentina va visitata, oltre che per queste località già ampiamente battute (tra cui si possono inserire anche Bariloche e il distretto dei 7 laghi), perché si rivela una continua scoperta e una fonte inesauribile di meraviglie a cielo aperto. Un viaggio all'insegna della natura non può infatti prescindere dalla meno conosciuta Penisola di Valdés, situata nella provincia di Chubut e raggiungibile noleggiando un'automobile agli aeroporti di Trelew o Puerto Madryn. Dopo aver attraversato un piccolo istmo di terra, si possono ammirare i classici paesaggi della Patagonia, ma soprattutto una fauna che si può trovare quasi unicamente in questa minuta località. Da tutto il mondo, infatti, vengono appassionati di viaggi e natura per vedere da vicino le balene (della specie franca australe) che migrano in queste acque fra maggio e dicembre per l'accoppiamento e il parto. Con semplici tour a bordo di gommoni e imbarcazioni si arriva vicinissimi a loro, fino quasi a riuscire a toccarle, mentre lungo la linea dell'orizzonte è comune vederle compiere degli enormi salti. Soggiornando nella ridente Puerto Piramides si può far colazione ammirando le balene all'interno del magico spazio del Golfo Nuevo, dato che gli enormi cetacei, in queste aree e nel giusto periodo, si avvicinano moltissimo alla riva. Ma non ci sono soltanto le balene in questa straordinaria penisola: dal mare arrivano orche e delfini (anche in questo caso attenzione al calendario per poterli vedere), sulle coste si trovano facilmente pinguini, leoni marini ed elefanti marini, mentre tra le strade che portano da un angolo all'altro della penisola si potranno facilmente incontrare guanachi (camelidi simili al più celebre lama), nandù (uccelli che somigliano agli struzzi, ma di dimensione inferiore) e armadilli.

La vera scoperta il Nord
La vera rivelazione di un viaggio in Argentina potrebbe però essere il Nord, territorio tendenzialmente meno conosciuto e battuto dai turisti europei. Prima di raggiungerlo si può passare qualche giorno nella centrale Villa de Merlo, nella provincia di San Luis, nota per avere un microclima perfettamente temperato in tutti i momenti dell'anno. Risalendo il paese va assolutamente visitata la provincia di Salta (ai confini col Cile), città da cui partire per un indimenticabile viaggio in automobile verso Cafayate, attraverso la maestosa Quebrada de las Conchas, una riserva naturale che ha ben poco da invidiare ai paesaggi del Grand Canyon o della Monument Valley statunitensi. In mezzo alle monumentali strutture rocciose, si segnalano in particolare un magnifico anfiteatro scavato proprio nella roccia e la Garganta del Diablo (la gola del diavolo), un complesso circolare che risulta un vero e proprio miracolo della natura. Dopo essersi fermati nella romantica Cafayate (zona rinomata in particolare per i suoi vini), il consiglio è risalire verso Salta e proseguire verso nord, nella provincia di Jujuy. Qui, nel piccolo villaggio di Purmamarca, si può provare l'esperienza di vivere in una località delle Ande, a più di 2.000 metri d'altezza, di fronte al Cerro de los 7 Colores (una conformazione rocciosa generata circa 75 milioni di anni fa, che regala uno spettacolo semplicemente unico al mondo e impossibile da descrivere a parole). Da Purmamarca con brevi tour si possono raggiungere anche il Cerro de los 14 Colores (ancora più suggestivo) e l'immensa Salinas Grandes, un'enorme salina a cui si può arrivare dopo aver superato i 4.000 metri d'altezza (e aver incontrato diversi lama sulla strada).

Chaco patrimonio Unescoe le cascate di Iguazù
Rimanendo nel Nord dell'Argentina, spostandosi verso est, merita una tappa la città di Resistencia (capitale del Chaco, provincia nota per l'accoglienza dei suoi abitanti e per essere diventata patrimonio dell'Unesco per le sue statue: oltre 500 tra le vie di quella che viene chiamata la “città delle sculture”), da cui vale la pena fare un giro lungo il Rio Paraná (fiume che divide la provincia del Chaco da quella di Corrientes), lungo le cui diramazioni a bordo di una lancia si possono vedere i comunissimi caimani e, se si è fortunati, anche dei capibara (un grosso roditore). Nella provincia di Corrientes, inoltre, meritano una visita gli Esteros del Iberá, una grande zona umida in cui si sviluppa un ecosistema tropicale estremamente ricco e variegato. Infine, prima di riprendere l'aereo da Buenos Aires, il nostro viaggio a Nord non può che concludersi alle meravigliose cascate dell'Iguazú, che segnano il confine fra il Brasile e l'Argentina. Ci si trova davanti agli occhi lo spettacolo di ben 275 cascate, con altezze fino a 70 metri, e non a caso questo meraviglioso complesso è stato inserito nelle nuove sette meraviglie del mondo naturale.

Anche qui gli animali non mancano, dai giaguari alle scimmie, ma i veri protagonisti sono i coati, mammiferi appartenenti alla famiglia dei procionidi che proveranno a rubarvi tutti gli spuntini che avrete sottomano. Se dal lato brasiliano (consigliamo comunque di andarci) si può avere un panorama più ampio, è in quello argentino che si è praticamente immersi nella sublime potenza delle cascate, tra le quali svetta un'altra Garganta del Diablo, l'angolo più imponente dell'intero parco. Uno spettacolo semplicemente impressionante, dove il bianco della schiuma della cascata e l'azzurro del cielo finiscono per unirsi, mentre il sole gioca a formare degli arcobaleni indimenticabili.

Forse non è un caso che siano proprio questi i colori e l'elemento centrale della bandiera di una nazione meravigliosa, le cui enormi ricchezze naturali danno vita a paesaggi sempre diversi, dove seguendo i sentieri meno battuti si possono scoprire angoli inesplorati e straordinari. Basta lasciarsi guidare dall'istinto, o dal richiamo delle balene, o dal rumore delle cascate, in questo enorme giardino dei sentieri che si biforcano (per citare il titolo di un racconto di uno dei più grandi scrittori e poeti del paese, Jorge Luis Borges) che è l'Argentina.

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