VIAGGI ESPERIENZIALI

Viaggiare in camper in Italia: la startup Agricamper offre la sosta gratuita nelle strutture agricole

Sono per ora 100 le realtà, dalle Alpi alla Sicilia, tra aziende agricole e vitivinicole, birrifici del turismo sostenibile e del ritorno alla terra, affiliate al nuovo network Agricamper

di Antonio Armano

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Sono per ora 100 le realtà, dalle Alpi alla Sicilia, tra aziende agricole e vitivinicole, birrifici del turismo sostenibile e del ritorno alla terra, affiliate al nuovo network Agricamper


4' di lettura

Parte ufficialmente Agricamper Italia, la startup creata da Pauline Nava e dedicata a chi vuole fare sosta libera e gratuita in campagna. Sono già 100 le strutture convenzionate in Italia, dalle Alpi alla Sicilia: aziende agricole e vitivinicole, birrifici e altre realtà del turismo sostenibile e del ritorno alla terra.

Tutto comincia con un vecchio van abbandonato
All'origine della startup digitale sul viaggio lento c'è un vecchio van, un mezzo lentissimo (“In autostrada quando c'era salita non superava i 50 km orari”, ricorda Pauline): un T2 Volkswagen arancione del '74, col tetto a tenda apribile. Il padre di Pauline, Jean-Jacques appassionato di auto d'epoca, lo vede sempre fermo a Châteauneuf, un piccolo borgo delle alpi marittime, quando da Grasse, dove abita, va a fare la spesa. Chiede in giro: al fornaio, al macellaio. Risale al proprietario, scopre che non si era più mosso da quando era stato usato per la campagna presidenziale di Chirac, lo compra per duemila euro e lo regala alla figlia.

Pauline lo usa per fare viaggi e risvegliarsi davanti al mare: sull'Oceano nei Paesi baschi, in Normandia, in Costa Azzurra e alle Cinque Terre. Poi lo parcheggia dalla zia a Orléans, nella Loira, e, dopo avere finito un master in comunicazione digitale alla Scuola di giornalismo di Marsiglia, si trasferisce a Parigi per lavorare. Il vecchio van prende la ruggine. Parigi è cara, il lavoro assorbe totalmente Pauline che decide di venderlo con grande rammarico.
L'amore, incontrato per caso a una festa di compleanno durante una vacanza in Sicilia, la porta a vivere a Lecco lasciando il lavoro in Francia. Arrivano i figli e Pauline, giovane mamma, si ritrova a sognare il vecchio van sul lago di Como e il risveglio in mezzo alla natura. Frequentando i gruppi di camperisti su Facebook con nostalgia per il passato e qualche sogno per il futuro, si imbatte in France Passion, che negli anni '90 ha fatto incontrare la domanda di sosta libera in mezzo alla natura e l'offerta di spazi nelle campagne da parte delle strutture agricole, bisognose di farsi conoscere e di resistere all'isolamento. Scopre che in tutto il mondo tranne che in Italia esiste una versione di France Passion – dalla Germania alla Nuova Zelanda, dal Canada alla Svizzera – e così nasce Agricamper.

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Il van di Pauline Nava

Con una quota annuale si sosta gratis per una notte
«Il principio è semplice» dice Pauline, «Pagando la quota annuale di 29 euro si accede al sito di Agricamper e si cerca una struttura in base alle esigenze: all'area geografica, ma anche al prodotto che vuoi comprare, chessò vino, olio eccetera. Scegli e ricevi una scheda con i contatti, l'indirizzo, le coordinate gps. A quel punto chiami per capire se la struttura è disponibile e la sosta è gratuita per la prima notte». Ma la struttura agricola che cosa ci guadagna? «In genere per ringraziare il camperista compra i prodotti o mangia nella struttura a seconda delle possibilità offerte» spiega Pauline. «Non è obbligato ma circa l'85% dei camperisti lo fa. Non c'è solo un ritorno di soldi, ma anche un ritorno di pubblicità. Sono per una forma di viaggio che dia una esperienza autentica, non un turismo consumistico mordi e fuggi. La differenza la spiega bene Rodolphe Christin in un libro che mi ha molto colpito “Turismo di massa e usura del mondo”».
Questo articolo è iniziato parlando di “Sosta libera”, espressione che è la croce e la delizia dei camperisti e nasconde avventure e disavventure a volte spiacevoli. Così come Pauline con il suo van, la maggior parte dei camperisti non vuole andare in campeggio per ritrovarsi accanto ad altre decine di camper, magari con la parabola sul tetto per guardare la partita. Però ha paura di stare in luoghi isolati o di essere svegliata alla mattina presto dal bussare dei vigili sulla porta. Agricamper offre dunque una soluzione.

Il network dei camperisti
Tra le strutture convenzionate un’azienda vinicola nel parco del Vesuvio, a un'altra in mezzo alle viti sui colli che dominano la città di Ancona e il mare Adriatico. C'è anche un campeggio agricolo ad Albenga. Per ora il sud è meno rappresentato, ma siamo solo gli inizi. Pauline ha stretto accordi con la Fivi, la Federazione italiana vignaioli indipendenti, l'Unionbirrai-Piccolibirrifici indipendenti, Yescapa, piattaforma europea di camper sharing tra privati, Camperisti italiani, la più grande community di camperisti in Italia e Act Italia, storica federazione nazionale di campeggiatori italiani attiva dal 1942. Se France Passion fornisce una guida annuale cartacea, Agricamper darà una guida sempre aggiornata in formato digitale e a breve ci sarà anche l'applicazione oltre al sito. “Quello dei camperisti è un mondo in crescita, dove ci sono sempre più giovani, attirati dal sogno di lavorare in remoto e viaggiare per sempre, dunque attento all'ecologia” dice Pauline. Il camper ti costringe a stare attento alle risorse: hai i pannelli solari ma non si può consumare troppa luce, hai un serbatoio dell'acqua ma non puoi certo sprecarla. Alcuni veicoli hanno motori non proprio ecologici, ma sono in arrivo quelli elettrici, dice Pauline, e comunque si consuma e si inquina sempre meno che andare dall'altra parte del mondo in aereo con tutta la famiglia.

Per approfondire
Il racconto: come sono sopravvissuto un anno da camperista fulltimer

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