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Viaggiare «new normal»: ospitalità di lusso in gara per i turisti italiani

Dalla Lombardia alla Sicilia, le strategie degli operatori per alzare il livello di sicurezza (senza trasformare gli hotel in cliniche) dell’estate 2020. In attesa del ritorno dei turisti internazionali

di Sara Magro

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Dalla Lombardia alla Sicilia, le strategie degli operatori per alzare il livello di sicurezza (senza trasformare gli hotel in cliniche) dell’estate 2020. In attesa del ritorno dei turisti internazionali


5' di lettura

«Se ami l'Italia, rispetta la distanza di sicurezza», ha detto in conferenza stampa il premier Giuseppe Conte un paio settimane fa. Ora siamo al “liberi tutti”: dal 3 giugno, riaprono (con quasi certezza) i confini regionali e nazionali, senza obbligo di quarantena. Cosa sia successo tra queste due date che cambiano le sorti del turismo, oltre a quelle della salute collettiva, non è chiaro, soprattutto alla luce del recente annuncio dell’Oms secondo cui il Covid-19 potrebbe diventare un fattore di rischio a lungo termine, come l'Hiv senza la speranza di un vaccino in tempi brevi.

Ma ora che il Governo ha dato l'atteso via libera a spostamenti e aperture, possiamo tirare il fiato e provare a salvare l'estate italiana e il turismo che contribuisce al 13% del Pil?

Definire il new normal
Stiamo attraversando una pandemia ostinata che in poche settimane ha stravolto il mondo e lo stile di vita occidentale, basato sulla libertà di fare quel che ci pare, mezzi permettendo. Ora il Covid-19 ha posto qualche freno a libertà e mezzi. La pandemia si è abbattuta su noi, e come una catastrofe naturale ci ha travolti. E come ogni catastrofe, la ricostruzione di una nuova normalità – the new normal - sarà lenta. Ci sono in gioco la vita, l'economia, persino la democrazia, e c'è bisogno del sostegno di governi e istituzioni.

Non manca la voglia di viaggiare, mancano i voli
Tornando al turismo, quando il 10 marzo è stato dichiarato il lockdown, l'Italia si accingeva alla bella stagione con le migliori prospettive. Da anni è destinazione top nel Luxe Report di Virtuoso, un network di 4mila agenzie di viaggio di alto livello, e dall'Alto Adige alla Sicilia, senza dimenticare una sola regione, vanta luoghi e hotel tra i più belli del mondo. Chi non sogna una passeggiata nelle piazzette di Capri e Portofino, una villa sul Lago di Como, una luna di miele nel Chianti, un selfie-ricordo alle Cinque Terre? La voglia di viaggiare non è passata, ma questo non basterà a riempire le camere dei nostri cinque stelle. È vero, mancano le linee guida, i finanziamenti e la comunicazione poteva essere migliore. Ma ora mancano soprattutto i voli, specialmente quelli internazionali (provate a simulare una prenotazione Milano-New York per settembre), e le persone hanno paura (basti leggere i commenti dei lettori agli articoli sui viaggi di The Telegraph e del New York Times). Americani e inglesi, seppur animati da una gran voglia di tornare in Italia, non lo faranno subito.

Il nuovo check in: test, screening termico e contactless
Le armi di difesa contro il virus le conosciamo ormai a memoria: mascherine, distanziamento sociale e ulteriori standard di sanificazione. Marriott International ha introdotto un meticoloso protocollo anti-Covid, che comprende un sistema a luce ultravioletta per la sanificazione delle chiavi e segnaletica per il distanziamento sociale, e l'Hotel Romeo, cinque stelle di Napoli, ha realizzato all'ingresso un Medical Point per il primo soccorso, dove fare il test immunocromatografico gratuito e obbligatorio a ospiti e staff, anche perché l'albergatore risponde legalmente nel caso di contagio.
Secondo Nicholas Clayton, ceo di Capella Hotel Group Asia, dove anche il turismo è ripartito da qualche settimana, pulizia e sicurezza sono la priorità del viaggiatore post-Covid. «Stiamo cercando di garantire un approccio contactless dall'aereoporto alla camera, compreso il check-in mobile e pasti. Stiamo mettendo alla prova tutte le nostre capacità di creatività e personalizzazione».

Attenzione all'effetto clinica
Trasformare un cinque stelle in uno spazio asettico sarà rassicurante dal punto di vista sanitario, ma tra colonnine di disinfettanti, controlli e screening termali, l'esperienza ne potrebbe risentire. «Il nostro settore - spiega Paolo Lorenzoni, general manager del Gritti Palace di Venezia, un'icona dell'ospitalità di lusso italiana - si basa sull'empatia, e l'impatto delle nuove misure di sicurezza sarà significativo: interazione e coinvolgimento sono elementi chiave dell'esperienza di soggiorno».

Con coraggio e l'aiuto del Governo
Insomma, l'estate 2020 sarà piena di sfide per gli albergatori. Guido Polito,ceo di Baglioni Hotels, ha deciso - «con coraggio», dice - di riaprire il 3 luglio i due resort di Punta Ala, migliorando ulteriormente gli standard igienici, la frequenza delle sanificazioni, e garantendo il distanziamento nelle aree comuni, spiagge, Spa, ristori inclusi. «Avremo meno ospiti per dare loro più spazi e godersi la sospirata vacanza. Ma abbiamo bisogno urgente sul supporto economico del Governo per arrivare almeno a un break-even dei costi, continuando così a promuovere l'Italia».

L'hotellerie di lusso punta sul mercato italiano
Puntare sul mercato italiano è parte della strategia, anche se, fa notare Polito: «Gli italiani che viaggiano in categoria lusso sono pochi, un po' perché vanno in vacanza nelle seconde e terze case, sulle barche di proprietà, e un po' perché hanno voglia di scoprire altre destinazioni».
Ma quella in arrivo non sarà certo l'estate dell'overtourism: meno stranieri, che in alcuni hotel rappresentano anche l'80% degli ospiti, e più italiani, ma vanno allettati con iniziative ad hoc. È quanto sostiene Marco Olivieri, general manager dell'Excelsior Hotel Gallia di Milano, che annuncia «pacchetti per staycation (la vacanza nel luogo di residenza, ndr) e tour tra «i meravigliosi alberghi della Luxury Collection», che comprendono anche i leggendari Gritti, Danieli e i tre St Regis di Venezia, Roma e Firenze».

Parola chiave: differenziare
Forte del 30% di ospiti italiani, Aldo Melpignano, vice presidente di Altagamma con deleghe per l'ospitalità, apre il suo Borgo Egnazia, in Puglia. La sua strategia è la differenziazione delle proposte, più inclusive che esclusive, provando a intercettare nuove esigenze. Nel resort progettato come un borgo con case e ville, strade e piazze, sperimenta soggiorni più lunghi, come le villeggiature d'una volta, camp in inglese per i ragazzi, e ritiri di smartworking per lavorare in remoto immersi nella natura, tra l'uliveto e il mare.

La riscoperta dell'Umbria
«Con il bisogno di grandi spazi all'aperto, il Parco dei Monti Sibillini e l'Altopiano di Castelluccio sono posti ideali per le vacanze in Italia». A parlare è Federico Bianconi, proprietario di Palazzo Seneca, un Relais & Chateaux con ristorante stellato nel centro di Norcia, che conta già il 50% di ospiti nazionali. «Per incentivare il turismo nella nostra bellissima regione già penalizzata dal terremoto 2016, offriamo anche voucher da spendere con un valore aggiunto quando ci sentirà più sicuri di muoversi». Nel breve periodo il turismo ha bisogno di liquidità e questo strumento potrebbe favorire un risveglio momentaneo, premiando chi sceglie la meta in anticipo.

Parola d'ordine: continuare a sognare
In un recente panel sui viaggi di lusso di TL Talks, Valerie Wilson, proprietaria dell'omonima agenzia di New York, sostiene che la ripresa è già iniziata. «Viaggiare fa parte del lifestyle personale, soprattutto nel segmento luxury, che rappresenta un trend setter nel settore. All'inizio apprezzeremo i luoghi vicini a casa, ma non dobbiamo rinunciare a sognare. E anzi, è dovere di noi operatori incoraggiarli, offrendo contenuti e suggerimenti per immaginare e programmare il prossimo viaggio della vita». E per molti americani, non dimentichiamolo, l'Italia è una delle mete preferite. Torneranno presto, in attesa che si chiariscano i termini del “new normal”, che Polito dei Baglioni Hotels ha sintetizzato emblematicamente come «una “forma mentis” che consente di fare quello che si faceva prima con tempi, regole e precauzioni diverse. Una prospettiva diversa – ma non meno avvincent e- di af frontare il quotidiano.

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