REPORTAGE

Viaggio dentro la scuola del futuro (che c’è già)

Robot e realtà virtuale. Ingressi guidati da totem interattivi. Illuminazione a Led. Le cose che non vanno ci sono e fanno notizia, ma non mancano in Italia classi all'avanguardia, esempi da prendere a modello. Il nostro resoconto, nell'attesa della prima campanella dell'anno

di Elisabetta Tola


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2' di lettura

Occhialoni per la realtà virtuale sul naso, chiacchiere con robot umanoidi nei corridoi e in aula, coding in laboratorio, ma anche lezione di scienze con il classico scheletro appeso in aula e i modellini di dna sui banconi di fronte a grandi vetrate da cui si intuiscono le montagne circostanti. Gli studenti del Liceo Steam International di Rovereto, in provincia di Trento, non hanno nulla da invidiare ai loro colleghi delle scuole più all'avanguardia del mondo. Oltre alle solite materie, studiano robotica, meccatronica e sviluppano prototipi e progetti multimediali d'avanguardia.

E, a giudicare dalle foto e dai video che postano in Rete, si divertono molto a farlo in aule attrezzate con banchi mobili e strumenti digitali come i quasi sempre onnipresenti computer. Il Liceo Steam (dall'acronimo Science, Technologies, Engineering, Arts, Mathematics) è stato voluto dalle aziende trentine ed è ospitato nel locale polo della Meccatronica. È una scuola paritaria con un percorso di studi di 4 anni – Confindustria Emilia l'ha esportata ora a Bologna: a settembre partono le lezioni (retta da 6mila euro all'anno con diverse borse di studio).

Scuola, a settembre in aula supplente un prof su 5

La sfida di questo esperimento, dove metà delle lezioni sono in inglese e sono previste molte ore di alternanza scuola-lavoro, è quella di mettere al centro di tutta la formazione lo human centered design applicato dalle aziende digitali più innovative. Molto peso a scienze e tecnologia, dunque, ma anche alle arti, come la musica. Recentemente i ragazzi di Rovereto hanno pubblicato online il video di un pezzo rap contro il bullismo, Resterà di te, scritto e girato da loro con il supporto di uno studio professionale e con un grande tocco classico: la band che canta sul tetto.

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