MAROCCO

Viaggio incantato nel cuore di Marrakech

Chi la conosce torna ogni volta che può per continuare a girarla a piedi o a bordo di un autentico sidecar: dal quartiere ebraico ai mercatini, tra art déco, tappeti, caftani - Tappa all’hammam e tramonti col Muezzin

di Federico De Cesare Viola


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Una delle stanze del Dar Darma, elegante riad del XVIII secolo, con suite e appartamenti

4' di lettura

Comodamente seduti a bordo di un autentico sidecar Ural dalla carrozzeria british racing green, dotati di casco e occhialoni vintage, con una piacevole brezza sul viso, abbiamo scoperto una Marrakech inedita. Se siete novizi o già habitué della città più seducente del Marocco, quello a tre ruote è il mezzo migliore per non mettere alla prova il vostro senso dell’orientamento nella labirintica Medina. Scoprirete così senza fatica l’antico quartiere ebraico del Mellah, il mercatino di Bab el Khemis, il distretto di Gueliz, con le sue testimonianze art déco e i suoi bar e ristorantini (a proposito: per un ottimo calice di vino, anche locale, andate a Le 68 Bar à Vin) e infine la Palmeraie. I tour sono organizzati da Insiders Experience: scegliete quello ideale, da una scorrazzata di un’ora e mezza con gli essentials della città rossa a una 48 ore à la Steve McQueen tra le montagne dell’Atlante.

Buen retiro per ogni stagione

Chi impara a conoscere Marrakech sente l’esigenza di tornare ogni volta che può: così fece Yves Saint Laurent dal suo primo viaggio del 1966. I Jardin Majorelle – la villa blu elettrico, o meglio “blu majorelle”, che lo stilista acquistò insieme al compagno Pierre Bergé per viverci e che poi donò alla città – sono ancora uno dei luoghi più amati e visitati. Da due anni, però, sono aperti al pubblico anche i 4mila metri quadrati del museo Yves Saint Laurent Marrakech con la collezione permanente e la galleria per esibizioni temporanee.

Costantemente in bilico tra riti e tradizioni immutabili e afflati contemporanei, Marrakech è il buen retiro per ogni stagione, anche grazie all’attrattività dell’offerta alberghiera di lusso. Non manca (quasi) nessuno dei grandi brand internazionali, dal Four Seasons al Mandarin Oriental – se preferite spazi infiniti appena fuori dalla città - e ci sono hotel da mille e una notte, come La Mamounia o il Royal Mansour – se invece volete dormire a breve distanza dalla Moschea Koutoubia e da Jamaa el Fna, la piazza degli incantatori di serpenti e delle pentole di lumache fumanti. Ma essendo questa la città con più riad di tutto il Marocco, il consiglio è di soggiornare nel cuore del souq.

La villa e i giardini della casa di Yves Saint Laurent, tra i luoghi più visitati

La suite elegante nel Dar Darma

A pochi passi dal Museo di Marrakech, è difficile notare una piccola targa in ottone sul portone (volutamente) anonimo che nasconde il Dar Darma, un elegante Riad del XVIII secolo che offre un’esperienza nel tipico e sontuoso stile di Marrakech, al riparo dal frastuono della Medina. Le quattro suite e i due magnifici appartamenti – il blu e il rosso – mostrano tutta la cura e la ricerca nei decori da parte della proprietà. Il servizio è familiare e sartoriale, c’è una rilassante terrazza dove fare colazione e cenare (chiedete a Maria, l’ottima cuoca della maison, la ricetta della tradizionale seffa o della crema allo zafferano di Taliouine profumata all’acqua di rose), con zona sole e una piccola piscina. Anche se è difficile rinunciare a tanta privacy, prima o poi troverete il coraggio di tuffarvi (e perdervi) di nuovo tra i vicoli.

Se siete dalle parti di Places des Épices ed è ora di pranzo, o di un aperitivo, potete fermarvi al Nomad, un locale di cucina marocchina moderna, dalla clientela cosmopolita, con due terrazze che affacciano sulla Medina. Stanchi delle millemila babouche e ceramiche dipinte del souk? Andate a colpo sicuro scegliendo un tappeto in una delle boutique di Anitan, una lampada tradizionale o di design all’Atelier Bernard Henriot e un caftano di Isabelle Topolina .

Uno dei sidecar per girare in città e fuori

Hammam e massaggio reale

La giornata non può non concludersi con un trattamento reale nella Spa del boutique hotel La Sultana, un altro fiabesco riad all’interno delle mura della Città Vecchia. Si chiama proprio “The Royal Treatment” e mantiene le promesse: tre ore di hammam e massaggi con olio d’argan da mani espertissime durante i quali vi sembrerà di tornare nel ventre materno. Salite poi sulla terrazza al tramonto, accompagnati dai canti del Muezzin, per provare gli ottimi signature cocktail e la raffinata cucina de La Table de la Sultana: non perdete la magistrale Pastilla au pigeon e la Tagine de bœuf du El Haouz con mandarini canditi.

Sempre più iniziative solidali

Il turismo, anche a Marrakech, può essere consapevole e solidale: andate a visitare la sede in città di Education for All, un’organizzazione non governativa che costruisce pensionati femminili nei villaggi per consentire alle ragazze più promettenti di proseguire gli studi: sono ancora pochissime le giovani delle comunità rurali del Marocco che hanno la possibilità di continuare a studiare dopo le scuole elementari. Molti dei luxury hotel in città – tra cui il Royal Mansour – promuovono l’attività di questa Ong e organizzano di frequente charity dinner. Oppure, se amate il ciclismo, potete partecipare all’annuale Marrakech Atlas Etape, una corsa di beneficenza fino alle Montagne dell’Atlante e ritorno. Ne vale la pena.

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